L’Inter che piange è un po’ come il cane che morde un uomo: non fa notizia. Farebbe notizia invece un uomo che mordesse un cane, oppure una Inter che accettasse di buon grado un chiaro verdetto di sconfitta sancito dal campo.

L’Inter non fa notizia quando piange, ma fa ridere. Molto.

Domenica sera non credevo alle mie orecchie: nelle interviste del post-partita, Stramaccioni si è esibito in uno show memorabile, sulla falsariga di quelli murignani di qualche tempo fa, ma con la differenza che il Demone Di Setubal, almeno, inscenava le sue pagliacciate da vincente e faceva le faccine con molta più maestria. Er Mago De Roma, dopo avere perso da pirla una gara casalinga contro l’Atalanta (no dico: l’Atalanta, non il Barcellona), ha denunciato un complotto organizzato  per frenare lo strapotere della sua invincibile armata, e questo dopo un rigore sì farlocco (addirittura più di quello concesso alla viola poche ore prima, a sua volta molto farlocco), ma che altro non aveva fatto che permettere all’irresistibile squadra ospite di accorciare le distanze e di portarsi sul 2 a 3. Un complotto non si è capito ordito da chi, né per favorire chi. Alla richiesta di chiarimenti da parte dello staff della DS, soprattutto di un tarantolato ed incalzante Gene Gnocchi, Macinascroti ovviamente ha aggiustato il tiro ritrattando parzialmente – e visibilmente poco convinto – quanto detto poco prima. Insomma, complotto sì, ma omettendo a favore di chi.

Ma il giorno successivo, piano piano, ci si è arrivati a questo benedetto cui prodest. Moratti ha rincarato la dose, ma neppure lui ha fatto nomi. Ha preferito lasciare l’incombenza al nuovo addetto stampa dell’Inter, tale Paolo Bonolis, di professione show-man televisivo.

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Il nuovo addetto stampa dell’Inter mostra gli attributi

interQuesto mi riporta a qualche tempo fa allorché, curiosando un po’ nell’organigramma interista – certo che vi avrei trovato motivo di godimento giacché l’Inter non tradisce mai in quel senso -, scoprii che i cugini avevano nello staff niente meno che un direttore artistico. Proprio così, un direttore artistico. Lì per lì mi feci una risata e non ci pensai più, in fondo pensai che non fosse poi così tanto bizzarro che una compagnia di saltimbanchi avesse un direttore artistico. Le solite stranezze di quelli là – decisi. Ora però, dopo l’intervento di Bonolis, un uomo di spettacolo, comprendo la necessità per quella società di annoverare nel proprio organigramma una figura di un certo tipo.

Ma torniamo seri e al complotto, quindi al nome di chi dovrebbe beneficiarne. Bonolis, tramite il sito ufficiale dell’Inter, ha fatto ciò che nessuno dei tesserati della società neroazzurra ha avuto il coraggio di fare, ossia rivelare il nome dell’assassino. Che se per i giallisti è quello del maggiordomo, per i complottisti del calcio è quello della solita squadra, quella che da sempre ordisce trame, corrompe, complotta e uccide per non vincere una mazza, quella che, pur possedendo tutti i mezzi illeciti per  vincere ogni anno, per vezzo preferisce barare per arrivare terza, seconda al massimo: il Milan.

Come dicevo sopra, il tutto fa molto ridere. I piagnistei, le assurdità interiste, Bonolis e quant’altro. Tuttavia, oltre a possedere un certo senso dell’umorismo, sono anche milanista. E a ridere sempre si fa la figura degli stupidi. Francamente, ora sto cominciando a provare una certa sensazione di… rottura di coglioni. Spero che anche la società Milan stia finalmente provando la stessa mia sensazione. Non si può tacere. Non più.