Anche ieri sera il Milan ha messo in mostra la sua qualità migliore di questa stagione: riesumare cadaveri di atleti già belli che irrigiditi, oppure esaltare il carneade di turno elevandolo a campione per un giorno; tutti ovviamente indossanti la casacca avversaria.

giovincoE’ stato quindi il turno di Sebastian Giovinco, la “formichina atomica”. Un altro calciatore che potremmo definire dal radioso futuro alle spalle. L’ormai 26enne talento in miniatura da quando l’anno scorso tornò a Torino carico di grandi aspettative non aveva mai brillato e nientemeno mai realizzato un gol decisivo. E difatti, tàaaac, eccolo entrare in campo al 67′ e dopo due soli minuti siglare la rete del 2-1 che, almeno a me, ha fatto capire che saremmo tornati a casa a mani vuote.

Un primo tempo giocato in maniera dignitosa, impreziosito da un gol rocambolesco come solo Muntari sa fare, è stato vanificato da una ripresa modesta che ha evidenziato nuovamente  povertà tecnica, idee di gioco e carenze comportamentali assortite.

ju milNon che la rete del vantaggio mi avesse creato chissà quale illusione, però osservare tanto scarsume è altamente sconfortante: veramente, vedere giocare questo Milan non mi regala ormai nessuna emozione. Seguo le partite perchè la fede è sempre viva, ma il cuore non palpita come una volta. Troppi giocatori in rosa tecnicamente o caratterialmente inadeguati. Ieri le vette sono state raggiunte in ordine da:

1)  Mexes. 3 bidoni per lui: l’imbarazzante ed improvvido colpo di tacco atto ad evitareun calcio d’angolo è un chiaro sintomo di confusione cerebrale; in aggiunta al cazzotto in area a Chiellini e il secondo giallo tutto ciò ne consiglierebbero il ricovero in struttura sanitaria e, per una società blasonata (una volta) come la nostra, la messa in vendite del relativo cartellino.

2) Matri. 3 bidoni anche per lui. 12 milioni più il relativo ingaggio (pesantuccio, che lo rendono invendibile a chiunque) per un paracarro d’area sono un altra medaglia da appuntare al petto dell’imperatore del mercato. Medaglia da assegnare anche ad Allegri eh, in quanto da lui espressamente richiesto, secondo dichiarazioni mai smentite dal tecnico stesso. Mitramatri (sic!) ce lo dovremo sorbire in squadra fino alla pensione: tornerà senz’altro al gol, è sicuro, ma è un altro Gilardino per giunta più vecchio.

3) Abbiati. 3 bidoni anche per lui. Un anziano bradipo della porta che ormai in ogni partita omaggia l’avversario di turno facendolo partire da +1. …chi ha detto ieri  il gol di Pirlo? Anche qui complimenti a chi pensa che nel ruolo “siamo a posto così”.

Ce ne sarebbero altri, a partire da Nocerino, ma che causa regolamento del gioco la fanno franca e sui quali il mio fegato distrutto mi consiglia di soprassedere.

E le stelle? Ben poche ieri. Due stelle a De Jong che picchia, sbuffa, corre e chiude per due fino a che la baracca sta in piedi in qualche maniera. Due stelle pure a Muntari che è un altro simbolo della decadenza rossonera ma che, almeno ieri si è reso perfino meno dannoso del solito, direi anzi utile.

Allegri pollice verso per la (non) gestione della squadra nel secondo tempo. Gli riconosco le attenuanti degli assenti e la formazione praticamente obbligata, ma i cambi ritardati as usual, l’assenza di un barlume di identità di squadra, e l’ostracismo a Poli che non si spiega volgono a sua colpa.

Aggiornamento S&B al 04/10/13

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