SALA D’ATTESA – Borriello regala la decima a Garcia, mentre Baumann regala. E basta.

TUTTI TITOLARI – E’ un po’ così che devono sentirsi a Roma, sponda giallorossa, da quando è arrivato Garcia. Altrimenti non si spiega come fanno a segnare tutti, ma soprattutto non si spiega Borriello. Marco ha fatto tutte le giovanili del Milan, poi nella consueta girandola di prestiti in cui è finito attorno ai vent’anno, è finito al Genoa, dove ha tirato fuori una stagione da paura, tanto che il nostro #topmanager Adrianone è andato a riprenderselo, sborsando un sacco di Pleuri al fido compagnone di mercato Enrichetto, papà dei gormiti.

Al Milan ha fatto un anno davvero buono, con Leonardo. Punta centrale di un 4-3-3 cui arrivavano dei cross ogni tanto (specie quando c’era Becks), faceva movimento, sponde, si sbatteva insomma. Prima spesso e volentieri infortunato, poi è arrivato Allegri (aaah, ennesima #colpadiallegri) e con lui, il penultimo giorno di mercato Ibrahimovic. Borriellone non si sentiva più al centro del progetto (anche se come riserva avrebbe fatto comodo) e se la faceva sotto col Maestro probabilmente, tant’è che l’ultimo giorno di mercato è finito in prestito (gratuito) alla Roma. Un anno a Roma, che lo riscatta, ma delude. Prestito alla Juve, dove viene contestato dai tifosi e a fine stagione non riscattato. Ancora prestito, al Genoa, squadra toccasana per Marco, dove gioca di più, segna e torna carico a Roma. A Roma, intanto, arriva Luis Garcia. Ancora con un 4-3-3, ma la punta di riferimento, partito Osbajo, è Totti. Provano ad inserirlo in una complicata trattativa a 3 con Gila e Quagliarella, che avrebbe portato lui di nuovo al Genoa, Biliardino alla Juve e il Quaglia in giallorosso. Sfuma tutto.

Resta in giallorosso, motivato da Luis Garcia, a cui va gran parte del merito nel recupero del giocatore napoletano, e quando entra si batte come un leone, che siano 10, 20 o 90 minuti. E, quando serve, si fa trovare pronto. Gol, rigori procurati e infine, ieri, la rete decisiva per battere il Chievo e infilare un 10 perfetto, direi un 10+.

La Roma, sconfigge così anche la cabala, che diceva che l’unica squadra ad aver vinto le prime 9 partite di campionato…poi è stata retrocessa :twisted: :twisted: :twisted:

I seghini siamo NOI!

SEGHINI – Ieri, giovedì, è mancato il consueto post settimanale sui #seghini. Ve ne metto io uno oggi, oltre ai due veri seghini artefici del misfatto, colti in una foto d’archivio.
Il protagonista di oggi si chiama Oliver Baumann, sconosciuto ai più, me compreso, prima di vedere questa perla. Giusto per contestualizzare, stiamo parlando del portiere tedesco del Friburgo, squadretta della Bundesliga che nulla può contro le superpotenze Bayern e Borussia, ma stando a quanto dice la classifica, nemmeno contro le altre, visto che si ritrova sul fondo, penultima a 5 punti in 10 partite.

Ecco dunque la seghinata che, essendo una perla, si è rivelata in tutto il suo splendore perchè in realtà è enorme, bellissima e pure doppia! Nella stessa partita!!!
Friburgo – Hannover la partita, Massimo Marianella telecronista per l’occasione. Equamente divisa, si comincia nel primo tempo per il gol dell’1-0 e si conclude nel secondo per il gol del 2-0.
L’azione è identica, lancio dalla propria trequarti di Badelj per Beister al 37° e per Lassoga al 47°. Baumann è li, pronto a prenderla e poi…NO, non ve lo dico! Ve lo dovete guardare e sentire che dice Marianella, vi spoilero solo che l’ultima parola è “barzelletta“. :seghino: :seghino:

.

darkobergessioPS: per dimostrarvi quanto è davvero seghino il nostro Darko, vi segnalo anche questa perla:

…e nonostante tutto, dovrebbe riuscire a sfangarla e pareggiamo al #fantascrew