Paolo, tu che hai conoscenze nelle alte sfere, metti una buona parla per il giovane Stephan, ti prego.

Paolo, tu che hai conoscenze nelle alte sfere, metti una buona parla per il giovane Stephan, ti prego.

Fare il punto – Facendo un riassunto: il primo turno di Champions League l’abbiamo sfangato, con i soliti patemi ma con piglio e carattere (che di solito sono caratteristica dei poveri di talento, eppure in questo Milan non sempre si vedono), l’inizio della fase finale di Coppa Italia ci regala un avversario assolutamente alla portata e, in assoluto, non perdiamo da Barcellona-Milan 3-1 del 6 novembre: da allora, nelle partite ufficiali, il Milan ha collezionato due vittorie e quattro pareggi. Le cose continuano a non andare bene, però arrivare a Natale con una striscia positiva ancora più lunga vorrebbe dire molto, soprattutto per via degli avversari: l’imbattuta Roma di Rudi Garcia e l’Inter. Nel mese di gennaio il calendario dovrebbe essere un pochino in discesa, vincere aiuta a vincere, insomma, se c’è da ripartire è da farlo ora o mai più, anche perché l’essere rimasti l’unica squadra in Champions League in un torneoche al momento conta quattro squadre in Europa League può avere due lievissimi effetti positivi: regalarci, in occasione degli ottavi finale, uno o due giorni di riposo in più rispetto agli avversari impegnat di giovedì, e far rischiare a Juventus, Napoli, Fiorentina e Lazio un eccessivo dispendio di energie in campo continentale poiché, com’è noto, l’Europa League è un torneo che prevede un turno in più rispetto al massimo torneo UEFA e tutte danno l’impressione di voler puntare alla finale di Torino. E’ poca roba, intendiamoci, ma tutto fa brodo di sti tempi. Nel frattempo s’è fatto male un’altra volta El Shaarawy. Ho una sensazione di déjà vu talmente forte che potrebbe essere superata solo da un fidanzamento del Faraone con Barbarella.

Gli avversari – Che la Roma fosse forte si sapeva – o meglio, che la rosa fosse – mi cito – dannatamente forte era cosa nota già la scorsa stagione. Erano altre le incognite ma, tolto un allenatore pazzo e rimpiazzato con uno normale (non un fenomeno, è bastato uno che facesse le cose con criterio per ripartire bene), data una direzione chiara in senso dirigenziale, assopita un po’ l’anomalia della piazza romana e ridotte alcune sue presunte pesanti pressioni ambientali su qualche grande giocatore giallorosso, ecco qua uscita fuori una squadra che, dopo aver perso un anno, è l’unica in scia alla Juventus, volando basso nelle dichiarazioni pur avendo in realtà un disperato bisogno di piazzarsi in alto e tornare in Italia e in Europa nel giro che conta. Essendo, a mio avviso, l’unica vera rivale dei bianconeri in campionato, un po’ mi dispiacerebbe togliere punti a questa Roma e magari porre termine alla sua imbattibilità, però, cari giallorossi, mi spiace, così è la vita. Tornando a un’analisi più tecnica, è tornato il barbuto Danielino gagliardo degli anni della gioventù e delle più recenti prestazioni in nazionale, Strootman è fortissimo (infatti qui in Albione ancora fanno dei pensierini sull’olandese, mentre Fellaini è in panchina a Manchester a giochicchiare col suo smartphone) e in più, ahinoi, torna Francesco Totti, la cui assenza si è fatta sentire pesantemente e che sarà il vero uomo in più contro di noi. Siamo obiettivamente sfavoriti, insomma, speriamo bene.

Kevin Strootman

Uno così ci serve come il pane

Le altre – A pari punti col Milan ci sono Parma e Cagliari che domenica si sfidano in Emilia: l’italo-tedesco Nicola Sansone ha preso il posto, probabilmente in maniera definitiva, all’italo-brasiliano Amauri, mentre l’italo-scemo Cassano è intoccabile ormai e – a parte la recente deludente prestazione di San Siro – in apparente e costante crescita, determinato a riprendersi un posto in nazionale. Scontata sulla carta sembra la vittoria della Juventus, arrabbiata e ferita dall’eliminazione di Istanbul (ah ah!) in casa contro il Sassuolo privo di Berardi.

Da seguire – L’altro big match della giornata è Napoli-Inter, con Mazzarri che torna nello stadio che lo ha finalmente proiettato nel calcio che conta (ma, ad essere onesti e per quanto sia odioso, aveva già provato in precedenza di essere un allenatore di cui potersi sostanzialmente fidare in serie A, ad esempio io non ricordo una singola stagione fallita da parte dell’allenatore toscano). Sempre assente Hamsik per i campani, in casa nerazzurra i nuovi assetti societari e le voci di mercato l’hanno fatta da padrona in settimana. Vi ricordate l’atteggiamento in campo di Thiago Motta quando Moratti aveva deciso di piazzarlo per bei soldoni a Parigi? Ecco, chissà come reagirà in campo Fredy Guarin.

Da evitareLazio-Livorno, più che altro perché la Lazio è in sostanziale crisi e il Livorno, che è sì capace di far male (noi ne sappiamo qualcosa) ma che tutto sommato non è nulla di che, potrebbe portare a casa un bel risultato. Non m’aspetto però nulla di particolarmente eccitante per il tifoso neutrale.

IL PROGRAMMA DELLA 16a GIORNATA

14 dicembre 2013 
– ore 20:45: Catania-Verona

15 dicembre 2013
– ore 15:00: Chievo-Sampdoria
– ore 15:00: Fiorentina-Bologna
– ore 15:00: Genoa-Atalanta
– ore 15:00: Lazio-Livorno
– ore 15:00: Parma-Cagliari
– ore 15:00: Udinese-Torino
– ore 18:30: Juventus-Sassuolo
– ore 20:45: Napoli-Inter

16 dicembre 2013
– ore 20:45: Milan-Roma