Quello che dovrebbe essere il Milan di Clarence Seedorf fino a maggio, più o meno

Quello che dovrebbe essere il Milan di Clarence Seedorf fino a maggio, più o meno

Avanti c’è posto (no, non manca una virgola) – E’ finito il mercato, e no, non è ancora il Milan di Clarence Seedorf, però iniziamo a vedere un abbozzo di quello che verrà. E, se permettete, rimango perplesso. Insomma, si gioca col 4-2-3-1, si rinforza certo la linea mediana con Michael Essien (al netto della sua integrità fisica e della sua tenuta atletica, da verificare), però davanti, insomma, ci si ritrova con un’ammucchiata di mezze o seconde punte che di volta in volta si dovranno adattare a giocare a destra o a sinistra. Temo che per il resto della stagione continueremo a vedere un Milan che, come quello che ci ha lasciato, non sarà solo precario negli interpreti di difesa, ma anche pieno di giocatori sostanzialmente fuori posto in avanti – non che non sia bene avere giocatori duttili, ma spostare giocatori fuori dalla posizione in cui rendono meglio dovrebbe essere l’eccezione e non la regola, credo.

Poi c’è il Milan come lo vorrei io, un Milan più coperto (difesa a parte, che, visti i difensori centrali a disposizione, davvero lascia basiti nella scelta), che ricalchi quello di Ancelotti: uno ad albero di Natale, con due mediani tosti a coprire le spalle il creatore di gioco e due interpreti di qualità ad appoggiare la prima punta, oppure uno più offensivo, con una mezzala di qualità (Honda nel ruolo che fu di Seedorf, benché a destra e non a sinistra), uno tra Essien e De Jong a sprangare avversari, e Riccardino nel ruolo che fu già suo in gioventù, dietro alla coppia PazziniBalotelli.

Il Milan come lo vedrei io / 1

Il Milan come lo vedrei io / 1

Stasera, ovviamente, in panchina siederà mister Seedorf, ed a fargli compagnia ci sarà un altro nuovo acquisto, Adel Taarabt, talento finora incompiuto che in questa stagione aveva faticato a trovare spazio nel Fulham, squadra penultima del campionato inglese (ad onor del vero, la seconda metà della classifica della Premier League è estremamente corta, perciò non c’è davvero molta differenza tra chi è ultimo e chi è decimo, in questo momento). E, a dirvela tutta, io, perché abbiamo comprato Taarabt, non l’ho capito. Magari esce fuori che è forte, eh, vai a sapere.

Gli avversari – Anche il Torino viene dal suo viavai di scambi di mercato: ceduti tra i titolari D’Ambrosio (ormai da settimane fuori rosa per il suo rifiuto di rinnovare il contratto in scadenza a giugno) e Matteo Brighi, nella Torino granata sono arrivati il greco Panagiotis Tachtsidis – ex pupillo zemaniano che da un anno e mezzo non fa altro che deludere – e Jasmin Kurtić, sloveno classe ’89 che nel Sassuolo aveva fatto intravedere buone cose, salvo poi finire sempre più spesso in panchina mentre la sua squadra affondava in classifica. Al mio avviso, la rosa granata s’è indebolita, eppure è bene stare attenti, non solo per le croniche deficienze rossonere di questa stagione, ma anche per via della pericolosità del duo d’attacco formato da Cerci (nostro obiettivo da mesi, ma troppo costoso per le tasche di questo Milan che ha una rosa costruita davvero con pochi spicci ma un monte ingaggi sproporzionato rispetto alle spese sostenute per costruirla) e Immobile.

Il Milan come lo vedrei io / 2

Il Milan come lo vedrei io / 2

Le altre – Sono due le squadre che secondo me hanno effettuato davvero buoni colpi: il Napoli, che in Jorginho trova un giocatore capace di mettere ordine in mezzo, collegare i reparti e anche lanciarsi in attacco con una certa costanza, e la Roma, che con Nainggolan ha ottenuto un buon rincalzo per il suo già ottimo centrocampo, e in più ha comprato più una serie di giovani che, a sentire gli esperti, sono tutti di buona prospettiva. Gli azzurri – che hanno rinforzato il loro reparto a mio avviso più bisognoso, la difesa, con due giocatori che onestamente non conosco, il brasiliano Henrique dal San Paolo e l’algerino Ghoulam dal Saint-Etienne – si presenteranno a Bergamo, mentre i giallorossi (a -6 dalla capolista Juventus) giocheranno in casa ancora col problema del terzino sinistro (assenti sia Balzaretti, sia Dodò, sarà in campo Torosidis) contro il Parma di Donadoni.

Da seguireSassuolo-Verona, e non perché garantisca un gran spettacolo, anzi, se è per questo lasciatemi perdere e non guardatela, ma per la curiosità, forse tutta mia e un po’ masochistica, di vedere come inizia il processo di assestamento di una squadra rivoltata come un calzino (ben 11 acquisti e un nuovo allenatore per gli emiliani) e di una che ha perso uno dei suoi uomini chiave (Jorginho, di cui ho parlato sopra) e da allora ha iniziato a perdere terreno da quell’alta classifica che aveva, meritatamente, raggiunto. Per quel che riguarda i neroverdi, temo per loro una sola cosa ed userò una sola parola: Ancona.

Da evitareJuventus-Inter, sapete perché.

IL PROGRAMMA DELLA 22a GIORNATA

1° febbraio 2014
– ore 18:00: Bologna-Udinese
– ore 18:00: Cagliari-Fiorentina
– ore 20:45: Milan-Torino

2 febbraio 2014
– ore 15:00: Atalanta-Napoli
– ore 15:00: Catania-Livorno
– ore 15:00: Chievo-Lazio
– ore 15:00: Roma-Parma
– ore 15:00: Sassuolo-Verona
– ore 20:45: Juventus-Inter

3 febbraio 2014
– ore 20:45: Genoa-Sampdoria