Sarà veramente stato lui?

“Triste molto triste, che crisi tanto grande a voi veramente manca tantissimo non potete seguire così, se non sapete giocare cosa fate li! Dove finirete veramente e uno scandalo questo @acmilan mi dispiace davvero ma io cambierei tutta la squadra e ricomincio da 0 Di sicuro domani i giornali parleranno male di @SeedorfOfficial pur che lui non abbia la colpa questo che succede e una mala abitudine capisco non sono i miei ex compagni che sbagliano tattiche o formazioni sono gli giocatori che hanno la testa nei piedi e piedi in testa!!
Veramente adesso capisco le parole di zvo l’altra volta e io dicevo no! “i ragazzi di oggi non sono come siamo stati noi, adesso pensano solo ad avere una bella macchina un bel salario essere su tutti i girnali e pure non dimostrando qualita”. 
mi ricordo i miei primi anni Che pur essendo giocatore professionale e facendo tanti gol in africa io non ricevevo un solo denaro man non mi importava me mi importava 
era dormire col pallone mangiare col pallone perché lui era il mio miglior amico ed ancora! E non il denaro, il lusso estravagante e altre tante stupidaggini, veramente non godete il campo non godete giocare fate una cosa andate a casa e miglior giocate a ps4 li siete bravi!! 
Scusatemi ma dovevo dire tutte queste cose io sono stato giocatore del @acmilan grazie a loro o vinto un ballon d’oro e li o diventato Weah”

Così ha parlato ieri l’immenso George Weah su Twitter.
Un profilo attivo già da parecchio tempo, sul quale il proprietario sponsorizza campagne a favore dell’Africa e spesso si spende in parole d’affetto per le sue ex squadre (Milan, PSG, Monaco). Un profilo seguito perfino dall’account ufficiale della FIFA, oltre che da Umberto Gandini che di Milan e milanisti ne sa sicuramente parecchio.


Un profilo giudicato attendibile da tutti i giornalisti sportivi, fino a quando non è arrivata la smentita di un paio di ex procuratori quali Damiani e Parisi, i quali asseriscono d’essere portavoci di George Weah, quello vero.
In serata arriva la smentita di Weah tramite una mail allo stesso Gandini, il quale la pubblica su twitter. Se non altro Gandini ci ha sempre messo la faccia, come fu per la vaccata sulle liste Champions.

Il Dieci. Il Nove. Il Milan.

Ma fake o no, queste parole sono sacrosante.
E suggestive: riscalda il mio povero cuore rossonero, pluriinfartuato negli ultimi quattro anni, immaginare una difesa accorata e trapattoniana – Strunz!!! –  di Weah (sua la prima maglietta che comprai del Milan), ancora una volta mano nella mano con Zvone Boban (il mio preferito, siamo nati lo stesso giorno) a mostrare, a fatti e a parole, quanto bello e grande è il Milan.
Loro che non avevano “testa nei piedi e piedi in testa”, loro che sono sempre stati grati perché il Milan li ha fatti grandi, e loro han fatto più grande il Milan.
Leggo queste parole, sento Zorro alla TV e penso che sì, il Milan è veramente la Storia, la Vittoria, la Gloria, il DNA. Tutte parole talmente abusate dal maledetto geometra da suonare comiche alla stregua di una qualsiasi sbruffonata ricamata sulle maglie.
La stagione sta finendo, e così il nostro calvario di questa stagione da interisti, in cui le poche piccole fiammate ci hanno alimentato speranzelle poi puntualmente disilluse dallo scarsume e anche dalla sfortuna che è proprio bastarda.
Ma lo spirito di Zorro e George, che poi fu di Ricki e Andrij, e prima fu di Ruud e Marco,  prima o poi troverà qualcuno degno di alimentarlo e coltivarlo.
E quel qualcuno non è Robinho, non è Taarabt, non è Honda, non è Balotelli.