Non ho assistito a Milan-Cesena,  non ho visto alcuna immagine della partita. Neppure i due gol.  Quindi non so come abbiamo giocato, né se lo stadio fosse pieno o vuoto, né se Galliani abbia mostrato il solito repertorio di faccine grottesche. Non so nulla, a parte ciò che ho tratto da una Gazza semiaperta sbirciata al bar e da questo blog nel solito, preziosissimo post post partita scritto da Kalunaat. Di quest’ultimo mi fido, della Gazza no, ma in ogni caso non posso giudicare per esperienza diretta. E devo dire che non sarebbe male non sapere un tubo, talvolta. Tuttavia, non potendo nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, l’occhio su qualcosa ti cade sempre: possedendo Sky e navigando in rete in qualcosa ci si incappa, non ci sono cazzi. Insomma, sono rilassato, ma tre motivi di seccatura sono riuscito a trovarli pur tentando di fregarmene un po’.

Primo motivo: sono stato costretto a constatare che Pippo sta leccando come un disperato. E’ una roba un po’ triste, soprattutto per lui e per quelli fra noi che l’adoravano come calciatore (non è il mio caso, ma ho comunque grande rispetto per  i sentimenti dei cacciaviti). Mi sono imbattuto in un suo primo piano, la faccia sempre più scavata e sofferente e la canizie incipiente, mentre ai microfoni di Sky stava rivelando quanto fosse buono, anzi, troppo buono il presidente con lui. Il presidente, che è l’unico insostituibile in questo Milan. Il presidente, che lo chiama affettuosamente ogni mattina alle sette. Mi ha ricordato un po’ Fantozzi il povero Pippo, devo dire.

Secondo motivo: non ho potuto fare a meno di leggere dell’ennesima occasione persa  da una compagna di calciatore per tacere.  La signora Cerci, che non ho mai visto ma che ritengo bella figliola sulla fiducia, non ha resistito all’impulso di commentare l’operato dell’allenatore del Milan  a “Quelli che il Calcio”, sostenendo che, siccome Alessio stava bene, non aveva avuto senso schierarlo a tre minuti dalla fine. Ora, potrei pure essere d’accordo nel merito, visto che il suo Alessio non è il più scarso della rosa e che a volerlo fortemente era stato lo stesso allenatore, ma, in generale, la pessima abitudine delle compagne dei calciatori di contestare pubblicamente le scelte dei tecnici è ora che cessi. E sarebbe opportuno che ci pensassero i calciatori stessi a farla cessare. Va bene, di solito son belle fighe che se per ripicca chiudono bottega scoccia assai, però un po’ di polso nel rapporto di coppia non guasterebbe.

Terzo motivo: una cifra: undici. Ho letto che sono le poche palle toccate da Destro contro il Cesena, e non per colpa del ragazzo. Ho letto anche che nessuna di queste undici palle era degna di essere definita occasione da gol. Deprimente.