UntitledVenghino, siori, venghino – Ieri è uscito un comunicato della Curva Sud che invita Silvio Berlusconi a fare chiarezza rispetto al futuro del Milan: di vendere totalmente la società, e non solamente una quota di minoranza, se il piano è quello di un graduale disimpegno della famiglia, oppure di mettere fine alle voci e di consegnare definitivamente la guida del Milan a Barbara Berlusconi, sbarazzandosi di Adriano Galliani (che non viene citato esplicitamente, ma il riferimento è cristallino). Il comunicato, inoltre, invita i tifosi a non entrare allo stadio o comunque ad astenersi da qualsiasi forma di tifo e di sostegno alle attività di merchandising della società.

Ora, io, se fossi a Milano e mi capitasse dopo tanto tempo di poter andare a vedere la mia squadra del cuore, non seguirei l’invito della Curva Sud a non entrare. Le motivazioni esposte – sottolineo, quelle esposte – sono in qualche modo condivisibili, sui mezzi ci sarebbe da discutere (ma, in fondo, quali mezzi ha un tifoso per farsi sentire?), però, cavolo, c’è il Cagliari del boemo, e magari uno rosicherebbe a non entrare, visto che le aspettative sono quelle di una partita ricca di gol e le speranze quelle di una vittoria 5-4 per il Milan – e come fai a non festeggiare ed esultare, poi?

Sulla formazione titolare rossonera non mi soffermo, tanto è inguardabile.

Gli avversari – Arriva Zdenek Zeman col suo tipico 4-3-3, con un reparto di attacco che ha rispolverato Marco Sau, che, anche a causa di alcuni infortuni, era stato messo un po’ in disparte da Gianfranco Zola e sostituito da Samuele Longo. Il calcio dell’ex allenatore della Roma è ben noto, non c’è bisogno di entrare nei particolari. Io, non fidandomi affatto della difesa rossonera (escluso, forse, il portiere) me la giocherei a chi ha l’attacco più forte, e, secondo me, ce l’ha il Milan.

Le altre – Di solito scrivo questa sezione guardando chi ci sta subito davanti e subito dietro in classifica. Davanti, ad esempio, c’è il Torino, lodato da tutti in settimana per essere uscito a testa alta dagli ottavi di Europa League e questo fine settimana in trasferta a Parma. Dietro, invece, c’è il neopromosso Palermo che va a far visita al Chievo e le cui polveri (leggi: Vazquez e Dybala) sembrano essersi un po’ inceppate. Ora, capite pure voi che l’esercizio sta iniziando a diventare un po’ deprimente. Salvo miracoli, siamo senza obiettivi. Perché guardare agli altri, dunque? Nota finale: ben sei partite di questo turno si giocheranno domenica sera.

Da seguireUdinese-Fiorentina. C’è sto Salah che fa numeri, dicono.

Da evitareCesena-Roma. E pensare che i giallorossi mi piacevano tanto, e invece si sono sfasciati. Infortuni gravi (Castan, Strootman), vecchie glorie in declino (Totti), portieri che non si sono mostrati affidabilissimi, mercato invernale discutibile, ed ecco che addirittura la qualificazione alla prossima Champions League da parte della Roma inizia a essere messa in discussione.

IL PROGRAMMA DELLA 28a GIORNATA

Sabato 21 marzo
– ore 18:00: Chievo-Palermo
– ore 20:45: Milan-Cagliari

Domenica 22 marzo
– ore 12:30: Empoli-Sassuolo
– ore 15:00: Juventus-Genoa
– ore 20:45: Cesena-Roma
– ore 20:45: Lazio-Verona
– ore 20:45: Napoli-Atalanta
– ore 20:45: Parma-Torino
– ore 20:45: Sampdoria-Inter
– ore 20:45: Udinese-Fiorentina