Eccoci arrivati alla seconda puntata dei seghini Bubu edition. Questa settimana partiamo da dei “presunti” seghini, ovvero, i dottori della clinica Fanfani di Firenze. Come tutti sapete hanno fatto gli esami a Marchisio ed è risultata una lesione del legamento crociato del ginocchio. Prognosi di 6/8 mesi e sicura operazione. Il giocatore torna a Torino e gli esami specifici della Juve escludono qualsivoglia lesione. Il giocatore giocherà sabato contro l’Empoli. Ora, o a Firenze si sono completamente rincoglioniti, o come suggeriva il buon Darko, con Pogbà fuori, Pirlo in dubbio, Vidal acciaccato, rischiare Marchisio in Nazionale non andava tanto ai vertici bianconeri, però queste sono solo illazioni, non abbiamo prove, per cui i dottori finiscono direttamente in questa rubrica.

Il portiere seghino

Il portiere seghino

Andiamo in Sudamerica dove prima di Argentina-El Salvador viene suonato l’inno sbagliato (la Marcia dell’Isola di Man, che con El Salvador proprio non c’entra nulla) tra l’incredulità dei giocatori ospiti, pronti a cantare il loro inno. La partita finirà 2-0 per l’albiceleste, ma non penso sia quello il motivo della sconfitta salvadoregna.

Restiamo in Sudamerica e iniziamo a parlare di portieri: per la serie, ridiamoci su, il portiere che sveniva per evitare l’Espulsione due settimane fa, tale Maximo Banguera, torna a farci visita nella rubrica. Questa volta per sdrammatizzare la figuraccia di due settimane prima finge lo svenimento per esultare dopo aver parato due rigori ed essere diventato l’eroe di giornata.

Altro portiere, altro seghino, eccoci in Liechtenstein per l’incontro di qualificazione ad Euro 2016, Peter Jehle decide di uscire su un cross, ma la presa è quasi come Dida contro il Real Madrid in Champions. Questa volta però gli va meglio, in quanto il successivo rigore viene sbagliato da Alaba. Non che cambi molto, la partita finirà comunque 0-5 per l’Austria.

 Grazie a Delinquenti prestati al mondo del pallone  per il video

Ultimo, ma non meno seghino, è il portiere della Moldavia, che forse per l’emozione di trovarsi davanti Il Maestro, alias, Zlatan Ibrahimovic, rinvia il pallone in questa maniera. Non voleva far innervosire Zlatan probabilmente. La partita finisce 0-2, ed il secondo gol è ancora di Ibra, questa volta realizzato da un normale calcio di rigore.