Dopo mesi di latitanza torno sugli schermi di Screw. Mi sono offerto di scrivere un post su quella che ormai è diventata la mia ossessione, il mio incubo, la mia antitesi calcistica.

Milan - Juventus

La faccia sveglia…che carisma… 

Prima di partire però, vorrei fare una piccola premessa. Non c’è niente di razzista in questo post. Solo satira e gusti personali. Niente mi ripugna più del razzismo, soprattutto nel calcio e nello sport. Se però siete moralisti che si scandalizzano per parole come “Nippotumore”, “ebola”, o pensate che un augurio di morte sia un inaccettabile sinonimo del disprezzo della vita, fermatevi ora e tornate pure alle vostre pudiche letture da educande, alla Gazzetta e agli articolini degli aggregatori di Criscitiello. Io non devo convincere nessuno, dico solo la mia. Si tratta di opinioni personali sul calcio, e quindi discutibilissime a prescindere, ed in ogni caso non attribuibili al blog intero. Lo dico perché un ragazzino con disturbi psicologici e in gran spolvero sui social insieme ai pochi talebani del milanismo che gli sono rimasti fedeli, ha (ancora) il porco vizio di associare ad un post una linea editoriale. Purtroppo si tratta di un povero stolto mentecatto. Nei suoi vaneggi mentali e deliri di grandezza, si scorda spesso che questi si chiamano blog. Lui ha presi per testate giornalistiche dove individuare “linee editoriali”. Spesso ha tentato di far passare questo posto come “allegriano” o ha appiccicato a destra e a manca etichette inutili. Inutili come la sua presenza al mondo. Siccome però è da poco passato natale e un pochino di spirito natalizio mi è rimasto, lo voglio comunque salutare, ricordandogli che noi siamo stati i primi ad accorgerci delle sue “potenzialità” già da quando commentava con noi su Milanorossonera nel lontano 2008. Scherzo, in realtà lui non ha nessuna potenzialità. È e resterà per sempre un coglione. Ciao merda, tanto lo so che stai leggendo. Mettiti comodo che sarà lunghetto. Leggi come ti strapazzo il tuo feticcio nipponico.

honda-presentazione1-634x363Le ragioni del mio odio atavico per Honda risiedono soprattutto nel modo in cui viene trattato dalla comunicazione rossonera e dalle sue groupie ululanti. Tecnicamente invece lo trovo abbastanza discreto… almeno per il campionato russo che disputava fino all’anno scorso. Ma partiamo dal principio. Honda arriva al Milan nel gennaio 2014 dopo una trattativa estenuante col CSKA Mosca. Galliani sembra più volte sul punto di mollare e di lasciare il giocatore alla Lazio disposta a pagare i 5 milioni che i russi chiedevano. Ma Keisuke vuole solo il Milan, del resto è milanista sin da bambino (multi cit.) e sfida le ire del club russo pur di liberarsi a zero a dicembre. Fu così che un brutto giorno di gennaio approdò a Milanello. A quei tempi lavoravo ancora in Portogallo, nella triste e piovosa Braga. Le partite le guardavo da solo (del resto non era facile trovare qualcuno per vedere le partite del Milan da quelle parti) in un pub ristorante di fiducia dove i camerieri mi adottarono, e tifavano Milan con me. Il giappo sbarca a Milano con una presentazione che neanche le intro dei concerti degli U2. Si presenta con un elegantissimo abito nero, due orologi e quell’aria blanda che ti lascia sempre interdetto perché non sai se sia la calma orientale o una faccia da fesso. Io che il campionato russo non l’ho mai seguito e le squadre russe in Champions solo se costretto con la violenza, non lo conoscevo, ma mi fidai degli “esperti”: “È molto forte. Il piedino ce l’ha” erano le frasi che sentivo e leggevo più spesso. Le prime due prestazioni sono semi decenti, o per lo meno dava l’idea di vivacità nell’asfittica metà campo rossonera dell’ultimo Milan di Allegri. Colse anche il palo nella famosa partita del poker di Berardi che costò la panchina al livornese. Da quel momento iniziò l’era (o meglio, il semestre) Seedorf.

Italy Soccer Italian Cup

La coordinazione del campione…

Clarence, si vedeva, non impazziva certo per il giappo, eppure per un motivo o per l’altro lo schierava sempre titolare, salvo poi sostituirlo nella ripresa (memorabile il timido “why?” sussurrato dal giappo all’olandese dopo la sostituzione all’Olimpico contro la Roma). Cominciarono a rincorrersi le voci di una clausola contrattuale che preveda un minimo di presenze per Honda comandate dagli sponsor, delle quali fece accenno diverse volte anche Luca Serafini. Le partite giocate (eufemismo) dal giapponese sono qualcosa di indegno. Appare sempre un pesce fuor d’acqua, sistematicamente anticipato, sovrastato di testa da chiunque, di una lentezza esasperante, la sensazione di stordimento perenne guardandolo in faccia, passaggi e gol sbagliati che fecero bestemmiare in iugoslavo tutti i tifosi milanisti e ridere a crepapelle i tifosi avversari. Ed io nel mio pub portoghese triste e solitario, con i camerieri che venivano ogni tanto a consolarmi mentre vedevo il mio povero Milan sprofondare, e questo schifoso che campeggiava in prima fila in qualunque foto proveniente dai social del Milan. Credo che cominciai là a sviluppare tutto l’astio che ora gli serbo. Lo trovavo un vero e proprio insudiciamento dell’immagine per quattro soldi. E poi la dieci. No cazzo, non gli puoi dare la dieci. Non gliela danno neanche in Giappone la dieci. La dieci era di Ruud, era di Dejan, era di Zvone, di Manuel. Non puoi darlo a questo schifoso indegno, a questo storidito.

Il culmine però venne raggiunto verso inizio maggio. Il Milan vinse il derby con gol di De Jong. Una partita piuttosto bruttina nel complesso, ma che il Milan meritò di vincere. Ricordo bene (specie nel primo tempo) un’ottima prestazione di Adel Taarabt. Honda non mise piede in campo forse per la prima volta. Partita successiva a Bergamo contro l’Atalanta col Milan in piena lotta per l’Europa. Taarabt in panchina, Honda titolare. Ricordo la rabbia cieca che mi assalì, specie dopo aver fatto due conti sul fuso orario. La partita in questione andava in onda (ehehheeh) alle 12:30 italiane; il fuso Giappo vede la lancetta dell’orologio spostarsi avanti di 9 ore. A Tokyo erano le 21:30, prima serata, bisognava appagare la sete di calcio degli storiditi orientali che una volta tanto non dovevano fare le ore piccole per seguire il loro idolo, ma gustarselo mentre si pappavano qualche lurida poltiglia a base di riso e pesce crudo per cena. Credo che sia ancora oggi uno dei punti più bassi raggiunti nella storia recente milanista, la dimostrazione di come logiche di marketing e diritti tv possano prevalere su quelle tecniche e sulla meritocrazia. Honda fu lasciato negli spogliatoi dopo 45 minuti indegni passati a pascolare nella metacampo avversaria, ma il Milan perse ugualmente la partita grazie a un euro gol di Franco Brienza. Già, Francone Brienza. Avesse avuto un miglior ufficio stampa o fosse nato a Tokio anziché a Cantù chissà dove sarebbe ora.

honda vincere il mondiale

Ma molto molto meno… fidati…

Sui social, anche grazie a Luca, comincia a circolare il nomignolo Nippotumore che ne descriveva perfettamente il ruolo in campo. I tifosi sono infuriati, nessuno lo vuole più vedere in campo, nonostante i peana di Milannews provino sempre a giustificarlo con le scuse più inutili che vanno dal sempre verde fuso orario, alle mancate vacanze, fino alla cagata del campionato russo che aveva un calendario completamente diverso. Il Milan finisce mestamente fuori dall’Europa e Seedorf viene inspiegabilmente (nel senso che nessuno ha ancora spiegato il perché) esonerato per far posto al suo ex compagno di squadra Pippinzaghi, vincitore di un Viareggio con i fuori quota e protagonista di un campionatino da metà classifica con la primavera rossonera. A giugno cominicia il mondiale. Honda è tra le star del Giappone di Zaccheroni (dove però veste la maglia numero quattro e non la dieci, per dire…). Inizia la rassegna iridata con un gol alla Costa d’Avorio, ma la sua squadra viene rimontata e perde la partita inaugurale. Fiumi di articoli sul web che ne incensano le gesta. Nello zero a zero seguente contro la Grecia (in 10 da metà primo tempo) è addirittura votato come il migliore in campo. Nella terza partita persa ignominiosamente 4 a 1 contro la Colombia è lui a perdere il sanguinoso pallone mentre pascolava a centrocampo che lancia il contropiede dell’ultimo gol colombiano. Crolla così il suo sogno di vittoria mondiale. Giappone eliminato con un solo, lurido punto. Ho stampato una copia cartacea di quell’articolo e lo tengo custodito gelosamente. Colgo anche l’occasione per annunciare che il giorno che una nazionale asiatica vincerà un mondiale donerò uno dei miei preziosi testicoli alla scienza.

Il nuovo Milan di Pippinzaghi si raduna a metà luglio. Honda è ancora in vacanza e raggiunge la squadra negli Stati Uniti dopo una decina di giorni di vacanza. Cominciano i primi articoli entusiastici, si arriva persino a descriverne la puntualità agli allenamenti e l’anticipo per l’appuntamento nella foto di gruppo. Honda è rinato con Pippinzaghi si dice ovunque. Sarà… intanto in amichevole contro il Valencia ci farà vergognare con due corner vergognosi che mi provocarono il vomito verde stile Regan McNeil dell’esorcista. Il nuovo stratega milanista, uomo tutto d’un pezzo e poco incline ai compromessi, lo schiera all’ala destra. Honda. Ala. Ossimori. Ma pronti via, alla prima giornata contro la Lazio eccolo mettere a segno il primo gol del campionato rossonero dopo un fantastico assist di El Sharawy. Io non lo vedo esattamente come un gesto bene augurante e, lo ricordo bene, feci gli scongiuri. Da sempre ho il vizio di associare il primo gol al resto della stagione. In genere segnavano Sheva o Weah.. ultimamente Poli e Honda. Ma questo è un altro discorso. Subito dopo questa rete cominciano timidamente a spuntare come lumachine dopo le prime piogge autunnali, le sue groupie. Al gol nella domenica successiva a Parma dopo una bella azione corale di tutta la squadra tra i tifosi rossoneri diventa quasi giappomania. Fiumi, ma che dico fiumi, oceani di articoli per incensare il grande samurai venuto dall’oriente a deliziarci con la sua tecnica sopraffina, che con la sua tempra ha sconfitto chi, troppo prematuramente, lo ha dipinto come un bidone. Infatti un girone di ritorno dove ha giocato praticamente quasi sempre da titolare non era abbastanza. Chissà, forse bisognava dargli almeno 3 o 4 stagioni intere. Alcuni articoli sfiorano il pornografico tanto sono osceni. Si rincorrono persino voci di Honda operato per un misterioso problemino alla tiroide che ne condizionò il rendimento proprio perché giocava prendendo antibiotici. Ammesso e non concesso che sia vero, perché un giocatore con seri problemi di salute e sotto antibiotici deve giocare titolare? Ah sì è vero, per quella storia della clausola con gli sponsor. Giusto? Se qualcuno lo sa mi faccia sapere.

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Anche Wikipedia è indecisa sul suo ruolo…

Il Nippotumore non riesce a ripetersi nella sconfitta in casa dell’impavido Pippinzaghi contro la Iuve, ma eccolo riandare in gol contro Empoli e Chievo, per poi siglare una doppietta da urlo contro un derelitto Verona di Mandorlini. Honda capocannoniere. Delirio. Il mondo al contrario. Tuttofinito. Ricordo il ragazzo con problemi psichici di cui ho parlato a inizio post andare in estasi mistica, e i suoi tirapiedi che scrivono articoli per la sua fogna incendiare tastiere con articoli che magnificavano il Nippotumore e insultavano chiunque avesse osato metterne in dubbio la qualità eccelsa, accusandoli di non capirne niente di calcio. Del resto si tratta dello stesso che rivorrebbe Matri e che sostiene che Pogba non valga il miglior Gattuso o il miglior Ambrosini. Il Carro antigiappo rimase

Magie..

Magie..

desolatamente vuoto, con solo il sottoscritto, Luca e pochi altri fedeli a bordo. Finito l’allineamento dei pianeti però, Keisuke torna sui livelli a cui ci aveva abituato, ovvero a pascolare per il campo inerme davanti ad avversari che vanno a velocità doppia rispetto a lui. Tra l’altro, anche a costo di passare per talebano, mi preme ricordare che golletti a parte, le sue prestazioni non erano state molto differenti da queste ultime, solo che al periodo almeno riusciva a segnare per qualunque assurdo motivo, anche se respirava in area di rigore. Ma quel periodo dei golletti è stata l’eccezione. Questa è la normalità. Probabilmente ha giovato della preparazione e a inizio stagione, con giocatori ancora imballati lui è entrato in forma prima. Una volta entrati in forma pure gli altri, eccolo affogare di nuovo nella sua mediocrità. Guardatelo in campo. Guardatela la troietta del marketing. Si tratta di un aborto tattico. Teoricamente è un’ala nel 433 ad minchiam camaleontico del condottiero Pippinzaghi, ma il suo apporto alla manovra si limita a ricevere palla spalle alla porta mentre si accentra e a chiudere il triangolo col suo fido amico scarparo Ignazio Abate. A volte tenta di crossare, ma lo fa solo col sinistro e anche il dribbling è abbastanza monofinta. Punizioni ne ha messo una. Ma a sentire le telecronache, quando c’è una punizione per il Milan dal centro destra “quella è la mattonella di Honda, attenzione“. Ma attenzione cosa? Cosa?? È sempre presente in inserimenti d’attacco (anche con buona tempistica se vogliamo), e ben ordinatino nella fase difensiva. Peccato si tratti di un birillo. Totalmente incapace di contrastare, di recuperare palloni, di sradicarne uno, di anticipare. Guardatevi le statistiche di questo sito per capire se la penso così per partito preso e leggete quali vengono indicate come le sue “debolezze”.

Purtroppo per noi però, questo aborto, in Giappone ci fa fare un sacco di soldi grazie ai babbei che comprano la sua maglia e i suoi gadget. Ma forse non è necessario andare fino a Tokio per trovare qualcuno che finanzi questo Milan da workshop. Ad esempio questi incredibili cazzoni di Screwdrivers hanno ben pensato di farmi il regalo che vedete nelle foto del link. Colgo l’occasione per ringraziarli e per dirgli che gli voglio bene anche se finanziano il male.  Speriamo prima o poi di rivedere la maglia numero 10 assegnata ad un giocatore degno. Un saluto a tutti, e forza Milan ça va sans dire.