Dario Argento è passato per Bergamo

Dario Argento è passato per Bergamo

M…olivo – Era il 15 marzo 2009 e si era organizzata tra amici una cenetta a casa di uno di noi. C’erano anche televisore e Sky a trasmettere il posticipo della giornata: Inter-Fiorentina. La partita finì 2-0 con una doppietta di Ibrahimovic (vantaggio contestato a inizio partita e gran raddoppio di potenza e precisione nella ripresa) e un possesso palla piuttosto sterile da parte dei viola, che sprecarono le poche occasioni avute. Quella sera la ricordo perché un mio amico mi fece notare il modo di giocare di Riccardo Montolivo: possesso palla, tocco a destra, riprende palla, tocco a sinistra, sempre in orizzontale, assai raramente capace di velocizzare il gioco o di dargli profondità.

C’è una certa idea che gira secondo cui Montolivo sarebbe stato l’artefice del recupero fino al terzo posto del primo Milan post-smantellamento, che quella metà stagione e l’europeo 2012 siano l’indice di quanto valga Montolivo, e che tutte le sue cattive prestazioni successive siano da attribuire alla forma fisica e agli infortuni. Come prima cosa mi viene da segnalare che utilizzando lo stesso metro di giudizio, quello per cui un girone di tre stagioni fa basta a dirci la verità su un giocatore, ci dovremmo ritrovare a rivalutare anche un ragazzo che, invece, è stato giustamente spedito a Montecarlo e non fatto capitano. In secondo luogo, Montolivo in realtà è stato sempre il giocatore con certe tare: lo è stato in nazionale, quando la squadra bollita e disastrosa del mondiale 2010 ebbe bisogno di un acciaccato Pirlo proprio al posto di Montolivo per tentare (senza comunque riuscirci) di rimontare il naufragio contro la Slovacchia, così come lo è stato nei suoi sette anni alla Fiorentina, periodo in cui alcuni soprannomi ispirati dal suo modo di giocare già giravano e in cui il salto di qualità non è mai arrivato, e, infine, lo è stato anche al Milan.

E’ vero che il centrocampo del Milan ha delle lacune evidenti e che l’unico con una certa cifra tecnica è Montolivo. Detto ciò, il giocatore ha anche i suoi difetti, che nei momenti peggiori tendono a superare le sue qualità in mezzo al campo. Non voglio fare l’apologia di Nigel de Jong, ma l’esperienza in campo accanto a un mediano un po’ falegname in posizione centrale Montolivo già la fece a Firenze, con Felipe Melo a coprire la difesa della Fiorentina di Prandelli – una squadra che giocava bene, che piaceva a tutti e che arrivò quarta in campionato, forse giova ricordarlo. Quindi no, caro signor Branchini, non c’è nessun accanimento nei confronti di Montolivo. E’ che l’abbiamo visto giocare.

Detto ciò, se il mister vuole provare a rimetterlo in mezzo e vuole tentare la carta del centrocampo di qualità (entro i limiti che la rosa consente), allora noi dobbiamo sperare che abbia successo.

Gli avversari – E’ il derby e noi siamo sfavoriti. Chiaramente l’Inter è più forte. Sì, certo, Ranocchia al posto di Miranda forse riduce le distanze (ma ricordo quest’estate Bacca, seppur in amichevole) mettere regolarmente in difficoltà il difensore brasiliano). Poi, lì davanti, Jovetic e Icardi fanno paura. Infine, vogliamo mettere quel muro che è Kondogbia pronto a suonarcele in mezzo al campo? Siamo spacciati, è la fine.

Le altre – Una Roma un po’ rimaneggiata va a Frosinone, mentre la Juve inizia a recuperare giocatori: Alex Sandro dovrebbe fare il proprio esordio e Marchisio è stato recuperato. Contro il buon Chievo di questo inizio stagione forse capiremo se il ritorno dei gobbi è solo questione di tempo e di amalgama, oppure se davvero si è inceppato qualcosa.

Da seguireVerona-Torino. Mentre dietro i veronesi mi sembrano, proprio come l’anno scorso, un po’ ballerini, il Torino di Ventura mi sembra aver guadagnato in solidità e tecnica rispetto allo scorso anno. Ceduto Darmian, sono arrivati rinforzi in ogni reparti tali, tra le altre cose, da permettere all’allenatore un certo ventaglio di scelte. E’ una partita da vedere per verificare le aspirazioni granata.

Da evitareEmpoli-Napoli, cioè la partita tra una delle maggiori candidate alla retrocessione e tra quella che inizia a sembrare come la maggiore candidata a essere la delusione dell’anno. Ma vediamo, il tempo dirà.

IL PROGRAMMA DELLA 3a GIORNATA

Sabato 12 settembre 2015
– ore 18:00: Fiorentina-Genoa
– ore 18:00: Frosinone-Roma
– ore 20:45: Juventus-Chievo

Domenica 13 settembre 2015
– ore 12:30: Verona-Torino
– ore 15:00: Empoli-Napoli
– ore 15:00: Palermo-Carpi
– ore 15:00: Sampdoria-Bologna
– ore 15:00: Sassuolo-Atalanta
– ore 18:00: Lazio-Udinese
– ore 20:45: Inter-Milan