Vecchio_pazzo_dei_SimpsonAvanti un altro – Ho assistito ai fatti rossoneri degli ultimi dieci giorni quasi interamente da Berlino: non ho visto Milan-Juventus, di cui conosco solo risultato e marcatori, né ne ho vissuto pre- e post-partita; allo stesso modo, non ho seguito bene la sequenza di fatti e di decisioni che hanno portato all’esonero di Sinisa Mihajlovic, notizia che ho raccolto spulciando velocemente Twitter sul telefono e che mi ha inizialmente meravigliato. Tornato in Italia, ho letto due cose qua e là, e sono rimasto di nuovo sbalordito a proposito di questa faccenda, soprattutto per via della sua tempistica e della sua ratio.

Il serbo – penso di non scrivere nulla di decisamente discutibile – non è né Guardiola, né Ancelotti, né Mourinho, ha avuto una carriera di provincia con i suoi alti e bassi, non è certo un esteta del calcio, avrebbe dovuto fornire carattere a una squadra che invece ha mostrato i cosiddetti attributi solo a tratti, si è reso colpevole di alcuni errori tecnici come, ad esempio, la sostituzione di Carlos Bacca nel derby di andata o la perseveranza nel tenere in considerazione Cristiàn Zapata contemporanea alla messa in disparte di Philippe Mexès (che, a sua volta, non è Beckenbauer, ma che io continuo a ritenere un difensore assai migliore del colombiano), forse la scelta di scartare un giocatore poco tecnico ma, se in forma, di grinta e sostanza, come Nigel de Jong. Insomma, i capi d’accusa nei confronti di Mihajlovic ci sono, alcuni dei quali abbastanza fondati. Resta il mistero sui tempi della sentenza e della sua esecuzione, secondo me: che senso ha cambiare guida tecnica dopo una partita contro la capolista persa di misura, a sole sei giornate dalla fine e con due obiettivi da conquistare, come la qualificazione all’Europa League e la finale di Coppa Italia del 21 maggio? Si vuole testare il tecnico della prossima stagione, forse, ma così il rischio è di mettere a repentaglio questi pur minimi obiettivi stagionali (ricordo che manchiamo dalle coppe europee dal 12 marzo 2013 e non vinciamo un trofeo dal 6 agosto 2011), così come di rovinare il poco ben fatto finora (una struttura di base della squadra, la scelta di un modulo più o meno funzionale ai giocatori in rosa, la crescita di alcuni giocatori tra i più giovani). Non vale nemmeno rimproverare a Mihajlovic i risultati modesti a fronte di investimenti piuttosto sostanziosi sul mercato estivo, poiché, di questi, uno si è rivelato un flop (Bertolacci), uno si è rivelato abbastanza buono (Romagnoli) e si tratta del giocatore voluto fortemente dal tecnico tra luglio e agosto, quindi va piuttosto a suo merito, e, inoltre, non è che le altre squadre la scorsa estate e lo scorso gennaio siano rimaste a guardare (ci si rafforza in maniera assoluta, ma la valutazione del rafforzamento va fatta in maniera relativa al comportamento della concorrenza sul mercato e delle precedenti posizioni di partenza, che, ricordiamolo, nel caso del Milan era un miserrimo decimo posto).

Insomma, sarà forse pure vero – come ha sostenuto qualche giornalista, ma non ricordo chi, al momento – che la scelta di Christian Brocchi sia ancha stata motivata da una possibile, imminente cessione della società a investitori stranieri (ma qui consiglio un comportamento nello stile di san Tommaso), in modo da non mettere nessun nome pesante sulla panchina, ma l’esonero di Mihajlovic mi è sembrato un irrazionale e zamparinissimo colpo di testa della proprietà nei confronti del quale la dirigenza (quella che tuttavia resta almeno corresponsabile dei disastrosi risultati sportivi e finanziari degli ultimi anni) non ha potuto far altro che adeguarsi. Ad ogni modo, un grosso in bocca al lupo al nostro nuovo mister.

Gli avversari – La Sampdoria che domani sera ospiterà i rossoneri a Marassi non avrà a disposizione Ranocchia, per squalifica, più una serie di altri giocatori, fuori per infortunio (Carbonero, Ivan, Pereira e Sala). I blucerchiati guidati dall’ex bimbo rossonero Montella si trovano al quindicesimo posto, a 8 lunghezze dalla retrocessione. Diciamo che anche a loro i tre punti servono molto.

Le altre – A noi interessa quello che fa il Sassuolo, forse anche quello che fanno Lazio e addirittura Chievo. Gli emiliani, reduci dalla sconfitta contro il Genoa e dal mancato sorpasso nei confronti del Milan, va in trasferta a Firenze, mentre la Lazio ospita in casa un Empoli quasi salvo matematicamente, mentre i veronesi, autori di un’ottima stagione (con un centrocampo che ha funzionato bene per tutto il campionato) va in casa di un’Udinese bisognosa di punti salvezza.

Da seguireFiorentina-Sassuolo.

Da evitareJuventus-Palermo.

IL PROGRAMMA DELLA 33a GIORNATA

Sabato 16 aprile 2016
– ore 15:00: Bologna-Torino
– ore 18:00: Carpi-Genoa

– ore 20:45: Inter-Napoli

Domenica 17 aprile 2016
– ore 12:30: Atalanta-Roma
– ore 15:00: Fiorentina-Sassuolo
– ore 15:00: Juventus-Palermo
– ore 15:00: Udinese-Chievo
– ore 15:00: Verona-Frosinone
– ore 18:00: Lazio-Empoli
– ore 20:45: Sampdoria-Milan