Non siamo deceduti, ci tengo a rassicurarvi. E’ che le feste sono un po’ così, distolgono dalle cose serie. Buon anno a tutti, quindi, anche se un po’ in ritardo. Buon anno a coloro che commentano, a coloro che ci leggono in religioso silenzio. Che sia per ognuno un anno migliore. Alcuni ribatteranno che peggio di quello scorso non potrà certo andare, altri che non hanno motivo di lagnarsi e che tutto sommato un altro anno così non sarebbe da buttare. Non è andata a tutti allo stesso modo durante l’anno appena terminato, ogni individuo sa che cosa gli è accaduto, pertanto ognuno ha un proprio punto di vista. Ciò che nessuno invece può sapere è che futuro lo aspetterà nei prossimi dodici mesi. E’ il bello, e nel contempo il brutto della vita.

Ma dopo questa filosofica introduzione, torniamo a noi: che cosa accadrà al Milan nel 2017?

Abbiamo chiuso meravigliosamente il 2016, con la conquista della Supercoppa Italiana. Tenevamo a questo trofeo perché era tantissimo tempo che non festeggiavamo nulla di nulla; i dementi — gobbi e non — che hanno criticato i nostri festeggiamenti perché a loro dire smodati, non hanno capito un cazzo. Non si è trattato di immotivata euforia, né di provincialismo, si è trattato semplicemente di gioia, di genuina, infantile soddisfazione. Nessuno può capire quante ne abbiamo passate negli ultimi dieci anni (sottolineo: dieci), nessuno a parte noi. Sfottò, bugie, cessioni importanti, bugie, umiliazioni in campo e fuori, bugie, attacchi mediatici, bugie, rose fra il mediocre e l’impresentabile, bugie. Alla fine del 2016 ci siamo trovati (molto) inaspettatamente una rosa giovane, seria, unita, sexy, e un allenatore bravo, di suo, d’accordo, ma anche più libero di sbagliare con la propria testa rispetto a quanto non fosse concesso ai suoi predecessori. Già questo ci sarebbe bastato per chiudere l’anno più serenamente rispetto al passato, ma la Coppa è stata la ciliegina. Una ciliegina particolarmente gustosa, perché ottenuta contro la squadra più forte e più lodata d’Italia. E qualcuno, come dicevo, si è scandalizzato per la nostra euforia. Va bene il tifo cieco, il rosicamento (per cosa poi, non si trattava forse  di una “coppetta”?), ma un po’ di apertura mentale in più  non guasterebbe.

Il 2017 è un’incognita, specialmente per noi. La Juve ha la certezza  di possedere una squadra da Champions (che sssssicuramente vincerà in scioltezza anche la Coppa Dell’Universo), l’Inter di essere di proprietà dell’azienda più ricca, più onesta, più potente del mondo (per l’Universo si vedrà), il Sassuolo che se non ci fosse il Milan a fregargli le partite sarebbe campione del mondo. Noi invece, di certezze non ne abbiamo, o ne abbiamo pochissime. Il closing si farà a marzo, ma con chi non si sa ancora. La squadra ha una buona base di partenza, ma solo quella. Le due proprietà, quella entrante e quella uscente, sembrano trovarsi d’accordo soltanto su un unico punto: a gennaio niente acquisti, siamoapostocosì. Ora come ora non abbiamo certezze, non sappiamo se chi subentrerà migliorerà la situazione oppure romperà il giocattolo. Non sappiamo se a giugno Gigio, Manuel, M’Baye, Alessio, Jesus Joachim Fernandez detto Suso saranno ancora tutti con noi oppure no. Non sappiamo se a loro si aggiungeranno altri grandi giocatori oppure pippe inguardabili. Non sappiamo nulla del 2017, non sappiamo se costruiremo qualcosa di grande o verremo nuovamente risucchiati nella melma degli ultimi anni. Sappiamo solo che il 2017 sarà delicatissimo,  cruciale. E questo mi terrorizza.

P.s: non è per mettervi ansia, sia chiaro.