Cara, gloriosa, maglia rossonera,

mi rivolgo a te che, a dispetto di coloro che si sono succeduti nei nostri 120 anni di storia a rappresentarti più o meno degnamente, mantieni inalterato lo stile, l’orgoglio e l’amore.

Stiamo vivendo giorni di preoccupazione, per le ragioni sanitarie che ben conosci anche tu. Come se ciò non bastasse, altri malesseri sono in incubazione da molto più tempo. Ma tu lo sai bene.

Ciò che finora erano solo supposizioni, sussurri, adesso esplodono fragorosamente, concretamente. L’idea che ci fosse qualcosa di pesante dietro i troppi, inspiegabili, silenzi di chi ti rappresenta l’avevamo immaginata anche noi, i tuoi amanti.

Noi che siamo solo delle piccole, minuscole, entità nella galassia rossonera l’avevamo capito.

Ti stai trovando in mezzo ad una strada, sola e indifesa, con due schieramenti sui marciapiedi opposti tra loro, che stanno mettendo mano alla fondina e noti anche un ologramma, che li ha a libro paga entrambi, osservarli indifferente dal saloon. Il fuoco, cosiddetto amico, rischia di farti male. E se fa male a te, fa male anche a noi.

Noi che siamo solo delle piccole, minuscole, entità nella galassia rossonera.

Come se questo non bastasse, tu sei vittima anche di chi sta gestendo, male, l’atelier di tutte le maglie che competono tra loro in Italia. Oggi dovevi prenderti una razione di pioggia a Milano, circondata dalla solitudine degli spalti, ma con i colori sempre ben riconoscibili ed il battito di milioni di cuori rossoneri, solo per te.

Purtroppo, oggi, il problema sanitario si è svegliato male ed è molto arrabbiato. Per fortuna non con tutti e non ovunque. Chi gioca nella serie inferiore non viene considerato affatto e li lascia giocare dappertutto, come lascia giocare i bergamaschi in Puglia perché si sa che l’aria del mare fa bene ai polmoni. Qui in Lombardia in tempo non è al meglio e, dunque, stare a casa è bene per tutti. A Torino non c’è il mare e, i nati male e dopo di noi, non sono stati invitati a esporre la loro maglia. Attenzione però che a Torino, mercoledì, è previsto un miracolo: potrai fare la tua passerella. Proprio a Torino dove, ancora oggi mi dicono, non c’è il mare e l’aria salubre. Purtroppo, l’aria buona potranno respirarla solo in pochi ed hanno pensato di invitare alla kermesse solo gli abitanti di quella regione ma solo se indossano colori smorti, tipo bianco e nero.

Ma tu non sarai sola, cara maglia rossonera. Fisicamente non potremo esserci ma con il pensiero, con il cuore, con gli occhi, con le emozioni, con l’anima e tutto ciò che potremo mettere per darti coraggio e supporto.

Noi che siamo solo delle piccole, minuscole, entità nella galassia rossonera.

Una sola cosa voglio chiederti, un messaggio da portare ai duellanti e all’ologramma che li retribuisce. Devi dirgli che noi un’idea da che parte stare, l’abbiamo molto ben chiara: la tua.

Ed implicitamente per chi ti ha indossato con onore, per chi ti ha reso ciò che sei, per chi ci ha reso orgogliosi di indossarti ed esporti anche fuori dall’atelier di San Siro, in strada, in spiaggia, a letto, in palestra. Ovunque.

Ricordagli che noi che siamo solo delle piccole, minuscole, entità nella galassia rossonera, ma potremmo anche unirci tutti quanti e da piccoli granelli potremmo diventare uno scomodo macigno. Ricordaglielo sempre.

Con tanto, tanto Amore

per sempre tuo, Lucio