La lite tra Amelia e Bonera è ora di dominio pubblico.
Nel mondo rossonero si sapeva con certezza che qualcosa di poco chiaro fosse successo all’interno di quel pullman già da molto tempo, mancano solo i nomi dei protagonisti.
Questo è solo  l’ultimo episodio disdicevole riguardante l’universo rossonero arrivato sotto la luce dei riflettori.
Il che, se ci riflettete un attimo, può sembrare assai strano.
Fino a qualche anno fa eravamo abituati a vedere Milanello come un ambiente sano e privo di litigi, almeno dall’esterno.
Chiunque non sia un gonzo o un dispensatore di patenti di tifo sapeva chiaramente che i litigi e, perchè no, anche qualche rissa erano pane non dico quotidiano ma frequente, però la notizia non c’era quasi mai.
Ora sembra che le vicende di Milanello si svolgano sotto un enorme campana di vetro e, diciamocela tutta, non è un bene.

Fino a qualche anno fa era sicuramente più possibile “controllare” le fughe di notizie, internet e i social media non avevano lo stesso impatto attuale, ma il Milan come società capace di gestire alla grande ogni problema forse è solo un ricordo.
Dai tweet della moglie di Pazzini, alle e-mail di Seedorf, passando per la rissa Ibra-Onyewu e i ritardi di Ronaldinho ci sono proprio tutte.

Ora, capiamoci bene, nel 2014 è praticamente impossibile, se non nei campi di concetramento della Korea del Nord, isolarsi dal mondo esterno ma quello che accade nel nostro ambiente ha del clamoroso.
Una volta lo spogliatoio del Milan era retto dai grandi senatori che facevano da collante tra i nuovi arrivi e il vecchio nucleo. Gente come Maldini, Nesta, Ambrosini, Gattuso ti costringevano (anche fisicamente) a comportarti in maniera adeguata alla maglia che indossavi. Ora il nostro spogliatoio è un insieme di clan come manco i sobborghi di una malfamata città sudamericana e se i senatori sono i vari Bonera ed Abbiati, che si rifiutano di salutare tifosi arrivati da chissà dove solo per vederli, capite che si è alla frutta.
Siamo talmente alla frutta da esultare per uno schiaffone dato da Amelia a quello che da alcuni prezzolati viene chiamato “ultima bandiera”.
Amelia, sì proprio quel portiere scarso che probabilmente tra 10 anni verrà più ricordato per questa pizza in faccia al bresciano che per l’effettivo apporto alla nostra causa.

La leggenda di Milanello Bianco (inventata dai nostri cugini) è più una bella storia del passato. Passato in cui si vinceva, passato in cui si era Milan, passato in cui l’entusiasmo arrivava a suon di vittorie. Un passato che ora non c’è più.