Gara  più complicata di quanto dica il risultato, ma soltanto leggermente. Non ho mai avuto l’impressione di poterla pareggiare questa partita, onestamente, neppure sullo zero a zero. Benché rimaneggiata, la squadra è sempre sembrata sul pezzo, colpendo al momento giusto e rischiando tutto sommato poco. Ciò non deve indurre a ritenere che non ci siano state delle sbavature; ci sono state, sempre le solite. E’ un problema che ci stiamo portando avanti dall’inizio di questa stagione: ogni tanto in mezzo al campo questo Milan va in confusione in fase difensiva, se gli avversari saltano il primo pressing riuscendo a cambiare gioco, sono dolori. Onestamente non saprei quale ne sia la causa: forse la mancanza di Kessiè, forse i nuovi devono ancora metabolizzare il nostro tipo di gioco, forse quel caspita di centrocampo a due che mal digerisco; di qualsiasi cosa si tratti, so che per i miei gusti personali stiamo concedendo troppo. Sto facendo puntacazzismo esagerato dopo una vittoria così limpida e facile, me ne rendo conto, perciò mi fermo qui.

Apro parentesi. Per abitudine non seguo in diretta le partite dei nostri rivali, spesso dimentico addirittura contro chi essi debbano misurarsi. Tutt’al più mi limito a sbirciare gli highlights quando ho un po’ di tempo. Il motivo è che ho una vita, sostanzialmente. Per Fiorentina-Inter non ho fatto eccezione, ma durante la gara mi sono ritrovato spesso a giochicchiare con lo smartphone tenendomi aggiornato — e tifando viola, ovviamente.  Notando le proteste social dei tanti cacciaviti impegnati a gufare in diretta, mi sono incuriosito e sono corso a sincerarmi di persona (delle impressioni a caldo di noi tifosi mi fido sempre pochissimo). Devo dire che sono rimasto impressionato dal numero di errori commessi da Valeri, tutti in un’unica direzione. Dimarco non espulso, manco ammonito, fallo di Dzeko nell’azione del gol vittoria, rigore su Lautaro che non c’era. Mi piacerebbe continuare  a parlare ancora di giornate nere dei fischietti in questi casi, ma dopo questa partita e con il ricordo della conversazione VAR di Torino-Inter dello scorso anno sempre vivo, temo che sarò sempre più in difficoltà. Chiusa parentesi.

Sull’arbitraggio di Marinelli invece niente da dire, anche perché Milan-Monza è stata una gara tranquilla. Mancherebbe un giallo gigantesco a Ciurria per  fallo su una chiara ripartenza di Theo, ma abbiamo stravinto, accontentiamoci.

Il migliore dei nostri è stato Diaz, mi pare che non ci siano dubbi; incrociamo le dita, speriamo che non si sia fatto troppo male. Origi ha disputato un partitone: non è una sorpresa, se sta bene questo tizio fa la differenza e chi lo classificava come pacco fumava roba poco buona. Tatarusanu è il terzo della lista: tre ottimi interventi, punizione imparabile, checché ne dicano i cecchini (non so perché alcuni sentano il bisogno fisico di perseguitare ossessivamente determinati giocatori della propria squadra, sarà un mio limite ma proprio non ci arrivo). Ottimo anche Theo. Non so se qualcuno se n’è accorto, ma Messias ha giocato molto bene in entrambe le fasi. Dest stava facendo benissimo la fase offensiva e malino quella difensiva, prima della sostituzione (incrociamo le dita anche per lui). Pobega molto frastornato nel centrocampo a due. Leao non ha fatto una mazza, soltanto un gol e un tiro di sinistro sventato dal portiere: così fanno i fuoriclasse quando devono amministrarsi. De Ketelaere ha fatto pietà, lento, indeciso, impaurito, imbarazzante la strana acrobazia con la quale si è divorato il gol del 5 a 1 nel finale; il ragazzo non è tranquillo, lo vedrebbe anche un cieco, Pioli dovrà essere bravo a recuperarlo, lui evidentemente dovrà aiutarlo e quindi aiutarsi. Nel frattempo noi potremmo cominciare a insultare anche lui, sui blog, sui social, per strada, allo stadio: magari funziona.