Proviamo a fare un giochino: siamo nella settimana che precede il derby di Milano, con le due squadre ancora in lizza per la conquista del titolo. Sostituiamo il nome di Carletto con quello di Mourinho, e quello di Leo con quello di, che ne so, Branca, oppure di chiunque altro, non ha importanza. Da parte interista si sollevano piagnistei che neanche nel Reparto Ostetricia più affollato d’Italia.

AZIONE DI DISTURBO!!! SI VUOLE MINARE LA NOSTRA QUIETE!!! IL POTERE MEDIATICO E’ IN MANO AL NANO!!!

Questo è più o meno quello che saremmo costretti a sorbirci. Ma il Corriere dello Sport ha scritto Carletto e Leonardo, e noi manco ce ne siamo accorti.  E’ un evidente tentativo di rompere le scatole e ce ne frega meno di zero, com’è giusto che sia. Queste cose le ignoriamo perchè sappiamo che in campo ci andranno i giocatori, i quali potranno pure perdere il prossimo derby, ma, nel malaugurato caso, sarà soltanto perchè l’Inter è più forte. Certamente non perchè un giornale, mettendo in dubbio la permanenza di Carletto nella prossima stagione, tenta – o più correttamente: sembra che tenti – di creare putiferio nel nostro spogliatoio.

Sinceramente: dopo i dubbi recentemente sollevati sull’infortunio di Kakà sono sempre più costernato. L’arte del piagnisteo ha toccato vette altissime. Mai vista la tifoseria di una squadra a lungo dominante perdersi in simili quisquilie. Mai.