I media danno per scontato che Carletto farà le valigie destinazione Chelsea. O Real. O Manchester sponda City. Insomma, ogni giorno la destinazione la cambiano, le uniche cose sulle quali pare non abbiano dubbi sono le valigie. Il presunto futuro emigrante nega disperatamente ma niente, i media non se lo cagano neppure di striscio e proseguono imperterriti a sballottarlo qua e là in giro per il globo manco fosse un pacco postale. Io non sono mai certo di nulla finchè non vi è ufficialità, ma è pur vero che tanta insistenza da parte di un numero così elevato di testate non s'era mai vista, e questo insinua quantomeno il sospetto che, una volta tanto, la faccenda puzzi di verità. A meno che questa non sia la stessa storia di Kakà che se ne va e poi non se ne va mai.

Ma supponiamo che Carletto se ne vada.

Il criterio con cui il Milan berlusconiano suole scegliersi gli allenatori non  l'ho mai capito. Mi spiego, non posso dire che la società abbia fallito spesso questo tipo di scelta, non posso dirlo perchè mentirei. E' un problema tutto sommato esclusivamente mio: è che trovo divertenti le piccole manie – spesso ponderate e produttive, ci mancherebbe – di questa dirigenza, manie di cui non è difficile intuirne la sorgente. Dài, diciamolo: Adrianone nostro – lo dico con simpatia – un pò maniaco lo è, le sue celeberrime esultanze ne sono la più evidente dimostrazione. E poi è fissato con gli slogan: il Milan degl'invincibili, il Milan dei meravigliosi, la squadra più titolata del mondo, il Milan agli ex milanisti… quest'ultima è pure una balla visto che, tolti i miei adorati Don Fabio e Carletto, gli altri, ovvero la maggioranza dei mister era-berlusca, il Milan l'avevano visto soltanto da avversari o in TV. Sì, lo so che "Il Milan agli ex milanisti" è diventato il criterio per la scelta del mister soltanto successivamente ai flop di Tabarez e Terim e alla positiva gestione di Zac, ma è anche vero che se si tratta di una presa per i fondelli non abbiamo ancora avuto modo d'appurarlo, giacchè Carletto è a tutt'oggi l'unico successore dei tre succitati tecnici anni fa prematuramente giubilati. A proposito: Adrianone non c'ha mai detto quale fu lo slogan che ispirò la scelta degli altri, dei non-ex milanisti. Provo ad indovinare: "Il Milan a quelli col soprannome pomposo" (Tabarez Il Maestro, Sacchi Il Mago di Fusignano, Terim addirittura L'Imperatore). Oppure "Il Milan a quelli che ci hanno fatto il mazzo" (Sacchi e Terim di certo, Tabarez non ricordo). Oppure "Il Milan ai romagnoli di sospetta tendenza sinistrorsa così stanno sul cazzo al Presidente" (Zac).

Scherzi a parte: un pò comincio a crederci. Chi caspita sarà?

Avrà un soprannome pomposo? Mourinho col suo "Special One" calzerebbe a pennello ma è già blindato da una squadra minore; altri di questa categoria non mi sovvengono.

Allora uno che ci ha fatto il mazzo? Gasperini è gobbo nell'anima, non credo; Mazzarri… no no, non ce lo vedo.

Allora sarà un romagnolo comunista? Ballardini! Cavolo, come ho fatto a non pensarci prima? Comunista non so, ma romagnolo lo è di sicuro, e adesso che mi viene in mente ci ha fatto pure un mazzo così. Inoltre ottempererebbe anche al requisito richiesto nell'ultima categoria, quella degli ex milanisti, avendo egli allenato per qualche anno nel settore giovanile rossonero. Lo preferisco a Billy, Leo e Frankie.

Okay, voto per Davide.