Domenica 24 maggio, ore 17 – stadio San Siro

Cuore di drago, il nostro capitano ci lascerà.
Il giocatore che da innumerevoli stagioni porta quella bella fascia con il logo dell’Unicef uscirà per l’ultima volta con la maglia numero 3 dalla Scala Del Calcio.
E scatteranno applausi, lacrime, cori, rimpianti ma soprattutto ricordi. Ricordi che nel bene o nel male sono indiscutibilmente legati al quel giocatore schivo e affabile nella vita privata, Show-Stopper e leggendario in campo.
Ci passeranno nella mente le coppe alzate dal capitano, Manchester, la vittoria contro i gobbi 40 anni dopo il padre, Atene, la vendetta contro il Liverpool con quell’espressione che gridava "non siamo morti!", Istanbul, il suo gol al 5′ del primo tempo e la sua faccia sconsolata che guardava Steven Gerrard alzare la coppa e tante altre ancora…
 
Con Maldini se ne vanno gli "invincibili", il Milan di Sacchi di Capello, il Milan che tanto ha vinto e tanto ha fatto sognare i casciavit di tutto il mondo, il Milan che ha fatto innamorare del calcio molti giovani, il Milan che per molti tifosi fu la squadra più forte al mondo, il Milan che è rimasto ancora ancorato alla classe, dinsinvoltura e forza fisica di quel giocatore con le Nike Tiempo bianche e rosse numero 42 1/3 e con il numero 3 stampato da tanti anni sulla schiena che non dimostra il giallore della carta d’identita….

Ci lascia in un modo che molti reputano non adatto alla grandezza del personaggio, molti infatti volevano un addio malinconico, triste molto scenografico.
Io invece dico che ci lascia nello stesso modo in cui  ci ha traghettato durante queste 24 stagioni; in una partita vera, sofferta e combattuta dove c’è un obiettivo da raggiungere.

Obiettivi che per un giocatore che  ha vinto tutto piu di tutti in carriera possono sembrare inutili, poco importanti ma che per uno come lui che "in 25 anni di carriera non si è mai allontanato da un senso della morale, del dovere, della fedeltà e dell’etica calcistica" sono come il pane quotidiano e vitale per tutti noi.

Certo, anche Paolo si sente  soddisfatto della sua carriera , chi non lo sarebbe al suo posto??,  molto spesso dice che se avesse dovuto sognare una storia sarebbe stata molto peggiore della realtà, ma paradossalamente dimostra ancora il "killer-instinct", quell’istinto che ti fa venire voglia a 41 anni suonati di correre dietro ad un pallone e di non far passare mai un attaccante nella tua zona di campo, quell’istinto che ci siamo abituati a vedere in Paolo e che non troveremo più da un momento all’altro.

Ho scritto questo post gentilmente donatomi da Marcovan con la maglia numero 3 del Milan, autografata dal mio idolo il 25 febbraio 2005 in un’uggiosa giornata in quel di Carnago (Milanello), vicino al computer e non nego di essermi un pò emozionato.

Voglio solo lasciarvi dicendo che per me , come penso per ogni tifoso casciavit, Paolo sarà accolto in quella che a tutti gli effetti è la sua casa, lo è stata e lo sarà per sempre, con tutti gli onori del vincente nella vita e nel calcio.

GRAZIE CAPITANO!