Mi sarei aspettato di tutto. Un ripensamento del papà, della  mamma, del procuratore,  del giocatore stesso, oppure della società venditrice e ancor più di quella acquirente. Me lo sarei aspettato, si sa quanto possa diventare cagacazzi quest’insieme  di elementi nel momento in cui s’appresta ad azzuffarsi per la vil pecunia.  E poi il nostro mercato degli ultimi anni ci ha abituati a strani intoppi, ripensamenti, cambi di obiettivi  all’apparenza sconclusionati, trame contorte da far invidia ad Arthur Conan Doyle. Mai avrei pensato che, a mettere i bastoni fra le ruote per l’acquisto del terzino più forte d’Europa (per  arrivare in cima al Mondo c’è tempo), potesse essere questo dente inutile e neppure troppo bello a vedersi. L’ultimo di mia appartenenza il mio dentista me lo estrasse in pochi minuti, seppur bestemmiando come un turco ed inveendo contro le mie profondissime e pervicaci radici. Quello del franco-senegalese potrebbe far saltare un affare da 15 milioni, anche se pare (quando si tratta di noi il "pare" è d’obbligo) che i problemi siano meno gravi di come paventato dalla stampa – notoriamente al nostro servizio –  nel primo pomeriggio.

Una volta il nostro mercato era rapido, silenzioso ed efficace. Quello di quest’anno, per adesso, possiamo definirlo "giudizioso".