Sinceramente mi trovo in un momento di profonda confusione. Come tutti sapete ero convinto di trovarmi al 31/8 con degli acquisti,  ma così non è stato.
La vittoria di Siena aveva riacceso il mio ottimismo, ma il Derby ci ha messo davanti la dura e cruda realtà del nostro deficit nei confronti delle altre due big di un campionato che si sta sempre più livellando per quanto riguarda la forza delle varie squadre.

A tutto questo si uniscono le voci, o presunte tali, sulla vendita di quote od addirittura l’intero pacchetto azionario a petrolieri, dittatori, imprenditori dolciari e chi ne ha più ne metta.
Tutte queste voci mettono in risalto come la società Milan si stia adoperando per rendere il bilancio sano e presentare un prodotto più accattivante per un nuovo compratore.
Ma quello che mi chiedo io è: "Per un possibile acquirente del Milan (costo stimato 600-800 Milioni di Euro), 50-60 Milioni di euro di debiti possono creare un problema?? Inoltre così facendo non si rischia di togliere appeal alla squadra, appeal dato da vittorie e giocatori importanti in squadra, per seguire il fantomatico "pareggio di bilancio"??"
"Un personaggio come Berlusconi, che ci tiene a passare sotto le luci dei riflettori come un uomo vincente in tutto quello che fa, non rischia che una buona parte di elettori ( vicenda Kaka Docet.), che lo votano solo ed unicamente perchè presidente del MIlan, non lo voti più?

Sicuramente non ho le competenze per giudicare l’operato, in ambito economico, della Società, ma credo che l’unico risultato dato dalle risultanti delle risposte a queste domande sia uno e soltanto uno.
Berlusconi non vuole vendere il Milan, ma sa anche che tenerlo con i costi attuali  darebbe vita ad enormi problemi, familiari ed economici.
Secondo me, in definitiva, le voci di una possibile vendita di quote di maggioranza della società non sono vere, purtroppo, e quindi dobbiamo sorbirci ancora per molti anni la mediocrità alla quale stiamo andando incontro; mediocrità che se solo fosse dichiarata penso qualunque tifoso potrebbe accettare, ma che mascherata sotto un’ottimismo più falso di una banconota da 7 euro, porta alle reazioni di questi giorni della gran parte dei tifosi.

Hitler, a guerra ormai definitivamente persa, obbligò i 14enni alla leva e continuò nella  ottimistica tappezzando Berlino, ormai distrutta dai bombardamenti, di slogan tipo:" La guerra non è ancora finita, uniamoci e vinceremo". E i risultati sono sotto la bocca di tutti.
Gli slogan sono più o meno simili. I 14enni non ci sono, o almeno se ci sono non si vedono.
A chi possiamo paragonare il dittatore tedesco, con le dovute proporzioni???