Quella di ieri (e dell'altro ieri se comprendiamo gli anticipi) è stata una giornata  strana. Juve e Milan sbatacchiate  come tappeti da due squadre, buone per carità, ma che non godevano di certo dei favori del pronostico; un cronista  sbatacchiato per benino dal solito Mourinho che, deciso a proseguire l'operazione simpatia,  dà di matto per l'ennesima volta (ma senz'altro sono le Prostitute Intellettuali che l'ipnotizzano e lo costringono a dire e commettere scemenze a getto continuo); il proprietario del Milan  sbatacchiato da un povero cristo afflitto da seri disturbi mentali, gli stessi disturbi di cui peraltro paiono afflitti taluni commentatori  – pochi per fortuna – obnubilati dall'odio politico che gioiscono, oppure condannano ma sotto sotto gioiscono comunque, e   riempiono di "se" e "ma" un episodio da condannare e basta. Un episodio brutto quanto chiarissimo, che narra di un povero essere umano che ne prende a randellate nelle gengive un altro il quale sarà pure ricco e potente da far schifo,  discutibile, inquietante, odioso finchè si vuole  ma che è  sempre un essere umano. E per giunta pure anziano.

E' stato un week-end di sbatacchiamenti che neanche sul set di un film porno… oppure di uno dei tipici vecchi films con Bud Spencer e Terence Hil. Fate voi, dipende dall'accezione che preferite per il verbo "sbatacchiare".

L'Inter è l'unica che non s'è fatta sbatacchiare. Avrebbe potuto vincere, s'è fatta raggiungere, ciononostante ha allungato in classifica. L'Atalanta non è paragonabile a Bari e Palermo, nel senso che è meno forte, ma il turno di Coppa ha certamente spossato anche i neroazzurri che però hanno mezzi infinitamente superiori rispetto a quelli delle contendenti che la stampa – per mantenere vivo l'interesse circa un torneo di serie A dall'andamento piuttosto scontato – via via le appioppa (vabbè, non è che si sforzino  granchè i cronisti,  si limitano a guardare alla compagine che si trova in seconda posizione ed esaltano quella finché dura). L'Inter soffre, magari non vince, può anche perdere,  ma nessuno può permettersi di sbatacchiarla, per lo meno in Italia. Questa è la differenza fra i piangina (malgrado la supremazia restano affezionati alle vecchie tradizioni) e le rivali, noi compresi.

C'è ancora qualcuno convinto di potersela giocare con loro?

AGGIORNAMENTO: Ringhio firma fino al 2012. Lui, Dida, Pirlo, Seedorf, Zambrotta, Ambrosini, Favalli, Inzaghi faranno da chiocce all'esercito di under 23 che ci stiamo apprestando a comprare…