Domani alle ore 15 ospitiamo il Siena. La maggior parte di noi, me compreso, la considera una partita dall’esito scontato. Non è mancanza di rispetto verso i toscani ma sicurezza nei propri mezzi. Se dovessimo interpretare il miglior Milan di quest’anno per loro non ci sarebbe scampo.  Sono fiducioso. Sarà così. Attenti a Rosi, Jajalo ed Ekdal. Se Borriello non dovesse farcela io preferirei Huntelaar. L’attenzione va quindi alle polemiche successive ad una decisione pericolosa della Lega quanto al rinvio del Quarto di Finale di Coppa Italia Milan-Udinese, va agli infortuni di Pato e Borriello, va inevitabilmente a quel chiodo fisso del derby al prossimo turno di campionato, va anche un pochino a Bari-Inter di stasera, ci sta.

Andiamo con ordine. A Galliani non andava giù di giocare contro l’Udinese prima del derby. La motivazione è chiaramente questa. Una partita, va detto, già programmata da tempo come incrocio, andavano solo individuate le due squadre qualificate in attesa dei risultati degli Ottavi. Galliani ha chiesto ed ottenuto dalla Lega il rinvio di questa partita. E’ stata rinviata alla settimana successiva. Questo ha comportato l’accavallarsi nel giro di due giorni e nello stesso stadio sia di Milan-Udinese che di Inter-Juventus. Prima noi e poi loro. Contestualmente il recupero della diciassettesima giornata di Serie A Fiorentina-Milan previsto inizialmente per la settimana del Quarto di Coppa Italia Inter-Juventus è stato spostato al 24 febbraio, nel mezzo del doppio confronto di Champions League col Manchester United. Una cazzata di proporzioni cosmiche. Sul rinvio di Fiorentina Milan continuano le leggende metropolitane che danno la colpa ai brasiliani del Milan che avevano l’aereo da prendere se non si è giocato il giorno dopo, come se il ghiaccio sugli spalti avesse potuto sciogliersi miracolosamente nella calda notte fiorentina o grazie al miracoloso sole della mattina successiva. Non conveniva a nessuna delle due giocare, noi eravamo alla frutta, loro avevano fuori cinque o sei giocatori importanti, il meteo nefasto è stato colto al balzo come espediente, il ghiaccio sugli spalti ed il rispetto per gli spettatori sono state le favolette che hanno fatto il resto. Torniamo al casus belli.

Ritengo la richiesta di Galliani potenzialmente dannosa per noi, prevaricante di quelle che erano date già stabilite ed accettate precedentemente, sbagliata nell’opportunità viste le conseguenze che avrebbe potuto comportare un’eventuale accettazione da parte della Lega alle porte di un derby. Io avrei di gran lunga preferito il calendario precedente, non capisco che problemi avrebbe potuto creare una partita con l’Udinese giocata pieni zeppe di riserve, anzi avremmo avuto la possibilità ulteriore di rodare le gambe delle alternative che hanno poco spazio.

Ritengo la decisione della Lega di venire incontro alla richiesta di Galliani una decisione pericolosa ed erronea, sconveniente ed inadatta. Penso sia dovuta all’inesperienza dell’uomo messo a capo della Lega da ben diciannove società di A su venti, forse poco abituato ai veleni del calcio ha fatto tutto con troppa leggerezza. Beretta ha infatti superficialmente non considerato le conseguenze che potrebbe avere questo precedente, chiunque infatti potrebbe da ora sentirsi in diritto di chiedere il rinvio di una partita meno importante per prepararne una più importante ma soprattutto non ha valutato l’inopportunità di una simile accettazione a poco più di una settimana di un derby che potrebbe essere determinante in ottica Scudetto. Un buon presidente di Lega non acconsente a richieste di modifiche di un calendario già stabilito da tempo ed accettato da tutte le squadre che siano potenzialmente idonee a compiacere i desideri di una sola di esse. Che poi i desideri di Galliani siano per me controproducenti per noi è un altro discorso, è l’atto in sé che non si può condividere. Ma di questo si è trattato, di una decisione malfatta e poco ponderata, solo di questo, fino a prova contraria. Si deve fare in modo che un simile errore resti un caso isolato ma di errore si tratta, non facciamo sempre le cose più complicate di quello che sono. Capisco che più di qualcuno ami solo il settore della Feltrinelli adibito ai libri sui complotti ma la realtà è spesso molto più semplice di quanto possa sembrare.

L’amministratore delegato dell’Inter Ernesto Paolillo ha immediatamente espresso il suo disappunto contestando la decisione della Lega. Il motivo è scontato: giocare nello spazio di ventiquattro ore due partite a San Siro è allucinante. Sono d’accordo. Ebbene Paolillo si rivolgeva ad una decisione della Lega e qui il grande errore di Galliani, il secondo grave errore dopo la richiesta, è stato quello di far rispondere il Milan attraverso un comunicato ufficiale a questa contestazione di Paolillo. Non era compito del Milan replicare ma della Lega, di Beretta. La proposta poi di far sorteggiare quale delle due partite si debba giocare per prima è il terzo errore poiché non si risolve il problema delle due partite nello spazio di ventiquattro ore e sembra più un nostro tentativo stizzito di dire: “Beh se a voi non va il campo un po’ ridotto male ce lo prendiamo noi che non siamo schizzinosi”. Secondo me a questo punto Beretta si trova nelle condizioni di non sapere sinceramente che pesci pigliare. Se dovesse cambiare di nuovo le date venendo incontro alla contestazione dell’Inter mostrerebbe ancora di più (ammesso che lo sia veramente) di essere una specie di “manichino” delle grandi messo lì più per fare i loro interessi che quelli di tutti e per metterlo alla prova le medio-piccole magari in futuro potrebbero avanzare richieste simili a quelle di Galliani visto il precedente; se dovesse lasciare la situazione attuale verrebbe dipinto come uomo-Milan o ex-uomo Fiat vagamente anti-interista; se dovesse riportare tutto alla situazione precedente dichiarando di non avere considerato al meglio la situazione nel suo complesso ed un equo bilanciamento degli interessi in gioco forse farebbe la cosa migliore e risulterebbe ancora più palese il peccato d’inesperienza. Cosa farà?