Diciamolo subito: non abbiamo giocato bene. Non l'abbiamo fatto nel primo tempo – veramente pessimi – ma nemmeno nella seconda frazione di gioco dove pur abbiamo avuto più facilità nel renderci pericolosi. Però abbiamo giocato credendo nello Scudetto. Ecco, se questa squadra, che è inferiore all'Inter – e dopo aver perso Nesta, Abate e Beckham, probabilmente è inferiore sia alla Roma che alla Juventus – giocasse per il terzo posto forse non avrebbe mai vinto questa sera. Abbiamo strappato i tre punti grazie a questo sogno, a questa speranza, a questa follia, a questa alchimia che ha riportato l'entusiasmo e la gente allo stadio. Senza questa forza irrazionale che ci ha presi ci saremmo accontentati del punto e invece no, guidati da due vecchi leoni bistrattati come Seedorf e Inzaghi ci siamo presi la possibilità di continuare a credere a questo sogno. La sensazione è che nulla ma proprio nulla lasci pensare che una rosa già monca cui vengano tolti ogni settimana altri giocatori possa davvero impensierire l'Inter. Limitiamoci a cavalcare l'onda e succeda quello che deve succedere. Comunque vada saremo orgogliosi di Leonardo e dei giocatori, del lavoro di altri molto meno.


Il primo tempo rossonero è stato inguardabile. Ma me l’aspettavo. Insomma il Chievo è una specie di United nostrano che per fortuna non ha Rooney anche se Pinzi è in versione Park e forse Sardo così tanto peggio dell’ultimo Neville non è. Belli corti i clivensi, linee strette, densità in mediana, bravi nelle ripartenze, aggressivi, pressano alto, difendono in tanti ma sono pronti ad attaccare con altrettanti uomini, conoscono la parola “sovrapposizione” e quella “movimento senza palla”… queste partite qui devi solo sperare che gli altri finiscano la benzina il prima possibile perché ormai è noto a tutti che il Milan a ritmi alti non esiste, a maggior ragione se non hai Pato e se pur avendolo a disposizione non metti l’unico centrocampista con un po’ di passo e cioè Flamini. Per carità non sarà un fuoriclasse assoluto ma è inconcepibile che non sia titolare fisso in questa squadra. Non c’è un motivo logico per cui il Flamini di Roma e di Manchester debba lasciar spazio al sig.Gattuso. Non c’è.

Così notiamo che Abate prima di infortunarsi seriamente oltre a rimostrare le solite carenze tecniche individuali da brividi aveva come al solito fatto il consueto errore in marcamento su Mantovani concedendogli la traversa. Avevamo pure visto Favalli toppare nei primi due minuti ben un paio di appoggi facili facili ed un fuorigioco, tanto per non farsi mancare nulla. Avevamo ammirato l’unica punta centrale essere costretta ad allargarsi per trovare una palla giocabile scaricando poi sull’attaccante laterale che crossava per il nulla, anche quella di giocare con due punte a Roma e Manchester e non in casa col Chievo non l’ho capita sinceramente, forse il virus virale di Huntelaar ha fatto optare Leonardo per non schierare subito gli unici attaccanti centrali a disposizione, deve essere così altrimenti non si spiega. E poi altri noti motivi quali il Dinho che viene portato lontano dall’area dal terzino destro avversario, il Becks nervoso e spesso fuori tempo che non sa a chi crossare perché il Borriello non per colpa sua deve svariare e ci sta poche volte in mezzo, il Ringhio versione caterpillar piantato, lo Zambro che vedi avere ancora le stimmate di quello che un tempo fu un grande terzino ma che ora più di quello non ce la fa a dare, l’Andreino da Brescia che accorcia e mette anche qualche dribbling ma sulle conclusioni da lontano e sulle punizioni lasciamo perdere. Insomma, ci hanno imbrigliati per bene e senza fatica, meritavano pure il vantaggio, che c'era su una rete annullata per un fuorigioco millimetrico che fuorigioco non era. Cose che succedono.

Nel secondo tempo lo spirito della squadra è diverso. Nulla di eccezionale ma la rabbia è quella giusta. Rischiamo di prendere qualche contropiede pericoloso ma siamo più presenti in area, soprattutto con l’ingresso di un Inzaghi sorprendentemente brillante e perfino bravo nel dribbling. La presenza delle due punte abbassa la linea difensiva clivense e permette a Ronaldinho di andare con maggiore frequenza a rimorchio trovandosi libero per la conclusione dal limite, in ben due occasioni. Oddo mostra – come aveva già fatto fino alla partita col Marsiglia – di non essere niente di che ma di essere comunque superiore ad Abate, si sovrappone e dà corsia a Beckham, che poi metta dei cross indecenti è un dettaglio che conosciamo ma almeno in difesa esiste a differenza del campano che proprio non sa cosa voglia dire seguire l’uomo. Zambrotta cresce e pare perfino forte se raffrontato allo Jankulovski di mercoledì, cioè dello Jankulovski di sempre non solo di mercoledì. Beckham prima di essere vinto da un tendine malandrino si era dato una mossa combattendo con grande ardore e carattere. Manca però l’ultimo tassello. Va tolto un inguardabile, confusionario, impreciso, indecente Pirlo per far entrare Seedorf. L’olandese mostra subito di essere in palla divenendo un attaccante aggiunto ed un piede in più con cui dialogare per Ronaldinho. A differenza poi del “regista” italiano sa ancora come si calcia da lontano, chiedere a Sorrentino per credere, e probabilmente a qualche milione di gufi che al primo minuto di recupero forse stavano già festeggiando lo scampato pericolo. E' meno 2.