Dopo una partita equilibrata e combattuta, a tratti vibrante e intensa, il Milan riesce a mantenere inalterato il distacco dalla capolista Inter ma vede avvicinarsi sempre più una Roma rigenerata dalla ritrovata vena realizzativa di Toni. Poco da rimproverare ai nostri che hanno dato quello che potevano e con grinta e voglia hanno cercato il sorpasso ai danni dei rivali nerazzurri. Migliori Inzaghi e Ronaldinho, da bocciare Oddo. Cattedratico Thiago Silva.

Il primo tempo ha lasciato qualche indicazione.
C’è da capire chi faccia meno schifo fra Abate ed Oddo a livello difensivo. Visto il Massimo di questo primo tempo non saprei proprio. Memorabile come manda a farsi fottere il fuorigioco nell’occasione del vantaggio partenopeo e poi non contento in un parapiglia di cui ci ho capito poco fa pure blocco su Abbiati permettendo a Campagnaro di metterla a porta sguarnita.
C’è da capire se Pato è una femminuccia o se i medici del Milan non capiscono una sega o se entrambe le cose cooperano per farci assistere a boiate come quella di uno che viene da un infortunio muscolare e se ne esce dopo un quarto d’ora.
C’è da capire come gioca il Napoli. No perché io mica l’ho capito e pure Aldo Serena mi pare abbia fatto fatica a capirci qualcosa. Lui dice 4-4-2 ma a me è sembrato un 3-4-2-1 con Campagnaro più sulla linea di mediana, Grava a uomo su Ronaldinho, Hamsik trequartista di destra e Quagliarella trequartista di sinistra. Però boh, perché a volte sembra un 4-5-1. Ma insomma, che Mazzarri sia un signor allenatore camaleontico e tatticamente sempre sul pezzo non lo si scopre certo oggi.
C’è da capire quanto ci vorrà per far diventare titolare fisso del centrocampo del Milan il Flamini che salva il gol fatto del raddoppio del Napoli al minuto 19 su Quagliarella, mentre Oddo dormiva ovviamente.
Poi il tempo fa cagare e non sembra ma è primavera ed ecco che Inzaghi si risveglia. Solito cross a rientrare a spiovere di Ronaldinho e la piazza di testa, lasciato da solo, come il miglior Borriello, a proposito com’è mancato nel farci tenere palla su, contate tutte la palle lanciate in avanti dai Favalli di turno e consegnate al Napoli nei primi venti minuti di sofferenza iniziale.

Cos’ha detto il secondo tempo invece?
Che noi siamo come una berlina di media cilindrata costantemente tenuta al limite. Stiamo girando a ritmi che non ci competono e per farlo dobbiamo dare il 110% ed anche di più ad ogni partita, prima o poi il motore si romperà.
Che Antonini a sinistra e Zambrotta a destra è la coppia di terzini migliore che ci possiamo permettere. Appena è entrato il primo Maggio è sparito e Zambrotta ha tenuto a bada Campagnaro che di Oddo aveva fatto quello che aveva voluto.
Che Grava è riuscito nel suo intento, tranne in un’occasione (quella di Inzaghi dopo azione tambureggiante del Gaucho), di farcela ad innervosire Ronaldinho che si è dato ad un duello personale col suo marcatore i cui frutti sono stati: la sua sparizione dal match, la sua ammonizione ed il rallentamento del gioco a dismisura.
Che Flamini va dappertutto e interviene su tutti ma se mi fa un fallo come quello su Campagnaro allora non si può – forse – lamentare se fa tanta panchina. Il rosso c’era tutto e limpido come un cielo senza nubi. Non il cielo di oggi per intenderci.
Che Pirlo sa anche fare il centrocampista corridore quando ci si mette ma non ne azzecca davvero una quanto a passaggi o appoggi. Però almeno ora si sbatte. Certo che vedere la fascia a lui o a Gattuso in questa stagione mi fa rabbrividire. Già io la toglierei ad Ambrosini per darla Nesta quindi figuriamoci a loro due.
Che finiremo terzi ed il duello Scudetto sarà fra Roma e Inter. Segnatevela questa.