Avrete notato che la mia presenza sul blog ultimamente è diventata nulla o quasi. Questo non certo perché non abbia più voglia o interesse per il Milan e tantomeno perché non trovi più stimolante e costruttivo discutere con voi rossoneri, si tratta semplicemente di impegni sempre più in aumento, piacevoli e gravosi allo stesso tempo. Ci tenevo a dirvelo perché così avrete una spiegazione anche per i prossimi mesi di minor frequentazione. Cercherò di finire il mio compito di analisi delle partite fino alla fine del campionato e poi mi potrete leggere – se avrete piacere – indicativamente ogni sabato, almeno fino a novembre. Ma non andiamo troppo in là e veniamo al Milan non prima di mandare un caro saluto a Maurizio Mosca. Mi stava simpatico anche se davvero poche volte ne condividevo le opinioni e con lui ci sono cresciuto negli ’90, le sue bombe di mercato, il suo pendolino, quel suo vivere il calcio con molta ironia e spontaneità, in pochi lo hanno capito appieno secondo me. Ciao Maurizio.


Troppo offensiva la squadra che presenta Leonardo. Questa è la prima impressione iniziale. Non ho la più pallida idea di come abbia giocato Zambrotta a Parma e contro la Lazio ma a vedere Abate “Lo Jankulovski biondo” rabbrividisco (è volutamente esagerata la cosa perché il ceco a modo suo è inarrivabile). Non parliamo poi di Dida da cui mi posso aspettare qualsiasi cosa, una parata salva-risultato così come una papera stile Julio Cesar last version. Di Favalli invece mi dicono che stia facendo abbastanza il suo, insomma per quello che può ovviamente. Di Antonini ormai mi fido. A centrocampo Ambrosini in forma è una garanzia, ma come sta? Pirlo ha fatto una stagione di merda (sì ok, diciamo più di merda del solito) ma Flamini è squalificato mentre Gattuso è un ex-giocatore quindi chi mettere? Strasser? Non lo conosco ma ad occhio e croce (si dice così?) non lo rischierei quindi vada per il bresciano. Seedorf vertice alto, beh senza Beckham altri in quel ruolo non ne abbiamo salvo spostare Pirlo davanti per azzardare l’ex-giocatore accanto al capitano. Meglio di no. Ronaldinho e Borriello ovviamente titolari. Manca un posto, quello di attaccante esterno destro, dunque vediamo: Pato è vittima di dabbenaggine ed incompetenza dei vari staff rossoneri, Mancini è un paccone magari preso per accontentare il procuratore, Beckham si è rotto il tendine, Adiyiah leggo da chi è andato a vedere il derby Primavera fa schifo in quella categoria lì quindi figuriamoci in questa qui;  non ci sta nessuno e il Mister ripropone Huntelaar lì. Non sono d’accordo, è improponibile lì. A conti fatti l’ex-giocatore “Io non posso stare in panchina” accanto a Pirlo e Ambrosini con Ronaldinho dietro Borriello-Huntelaar era forse – ma sottolineo forse – la formazione più equilibrata. Del Cagliari vorrei solo capire chi diavolo è Ragatzu, mai sentito nominare. Naturalmente la formazione scelta da Leonardo si rivelerà vincente (per fortuna!) e lo sconosciuto cagliaritano segnerà (e che palle!!).

Dal primo tempo spettacolarmente imbarazzante ne ho tratto indizio di conoscenza del suddetto Ragatzu infatti che nella più scontata delle chiamate fallacemente apotropaiche l’ha messa al minuto 17, manco a farlo apposta guardate. Comunque a parte questo direi che ci si è divertiti parecchio ma il calcio è un’altra cosa. Questi sono stati quarantacinque minuti tra due squadre messe scriteriatamente in campo, come nelle partite dei ragazzini al parco, che hanno giocato direi sgombre mentalmente e senza il patema d’animo del risultato ad ogni costo. Ne è venuto fuori un misto di prodezze, erroracci, amnesie difensive, regali, contropiedi ad ampi spazi, squadre allungate, confusione ed improvvisazione. Borriello di destro (!), poi Ragatzu (ovviamente), lo “scarsone” Huntelaar di sinistro da quaranta metri o giù di lì, Pirlo (ehm Matri ma il gol è del “geniettino” di Brescia) e infine il nostro futuro acquisto Astori che decide di infilzare di ginocchio Marchetti su un cross osceno senza pretese di Abate. Sicuramente l’Astori mi è stato sfigato nell’occasione ma un altro paio di boiate le aveva fatte prima di codesta goffata. Chi mi ha fatto cagare nel primo tempo? Pirlo che s’aggira lento, indolente, pesante, nullo, insulso e dannoso per il campo. Poi Favalli altissimo a centrocampo è una cosa da brividi e Cossu lo sa bene, presente no quel rinvio di schifo al quarantesimo dove il buon Cardinale ha perso altri dieci anni di vita nel rincorrere lo scatenato e guizzante cagliaritano? Poi basta dài, gli altri si sono bene o male salvati. Abate è quel che è. Thiago Silva ha salvato due o tre volte su Matri e Cossu. Antonini ha tempi d’inserimento e dinamismo anche se la tecnica lascia a desiderare. Seedorf e Ronaldinho illuminati ed illuminanti. Borriello presente in area. Huntelaar volitivo e decisivo, si conferma uomo da vaccate clamorose come a Manchester o da gol meravigliosi come oggi e a Catania.

Il secondo tempo non ci regala reti e si snoda su una prima parte avulsa dalle emozioni gestita facilmente dal Milan con un buon possesso palla grazie al duo Dinho-Clarence, un ottimo lavoro di Borriello che allargandosi fa alzare il baricentro, un Ambrosini monumentale costretto a tenere su la baracca di mediana da solo visto il fantasma che gli è a fianco. Paradossalmente ci copriamo e iniziamo a soffrire. Gli ingressi di Zambrotta prima e Gattuso poi, rispettivamente per Huntelaar e Pirlo, danno più campo ai padroni di casa e tolgono completamente la nostra pericolosità offensiva perché il sig. Ignazio Abate è scarso da paura ovunque lo metti e quando prova la “sfuriata” addirittura si autoincespica sul pallone mentre quello che “Io non posso stare in panchina” picchia e basta causandoci almeno un paio di stupide ed evitabili punizioni da posizioni potenzialmente crea-guai. E’ qui che sale in cattedra un inatteso protagonista perché l’ho detto all’inizio di questo papiro, o fa boiate o fa miracoli, mezze misure per lui non esistono. E’ Dida infatti che ci salva su Matri due volte e su Larrivey ed addirittura azzecca un paio di uscite basse su cross velenosi anticipando gli avanti avversari. Direi che per quello che si è visto il Cagliari non avrebbe rubato nulla se avesse pareggiato ma ci teniamo stretti questi tre punti ottimi sia in ottica-Scudetto sia in ottica-Palermo. Leonardo ha vinto la partita puntando sul "basta che ne facciamo uno in più" e ha rischiato di buttarla via coprendosi, probabilmente perché oltre a Gattuso pure Zambrotta e Oddo sono degli ex. Io ho ancora negli occhi la cazzata di Massimo al terzo minuto di recupero che ha aperto quell'ultima occasione ben letta da Zambrotta, che in difesa è ancora decente. Dopo Dida molto bene Ambrosini, Thiago Silva e Antonini. Seedorf e Ronaldinho assolutamente calati alla distanza. Abate e Pirlo assolutamente da bocciare. Le nostre punte? Buonissimi attaccanti, non fenomeni nè scarponi, sosteniamoli perché noi gente alla Torres ce la possiamo scordare.