Non so bene che sapore abbia quest’incontro, non lo sapevo prima che cominciasse, non lo so ora che è finito, male. Forse è stato un match per conquistare la definitiva qualificazione diretta alla prossima Champions League, che poi parteciparci per rimediare scoppole non so che senso abbia se non evitare più di un’unica cessione importante per estate. Forse è stato un match per sperare ancora nello Scudetto ma non credo, quello è affare Roma-Inter e lo sappiamo in fondo dal pareggio col Napoli. Allora forse è stato un match che contava più per la Sampdoria che ha davvero un obbiettivo tutto ancora da conquistarsi. Quello che possiamo dire è che se la prima riserva come centrale di difesa rischia di fare – beh, diciamo che l'ha fatta -una figura peggiore di uno scarto dell'Inter di quattro anni fa, se parte titolare uno scarto dell'Inter di quest'anno, se si finisce con un ex-terzino destro a fare lo stopper, se "l'asso"della campagna acquisti scorsa è in panca, se i mediani titolari sono gli stessi di dieci anni fa,… se tutte queste cose le abbiamo viste e le abbiamo viste allora c'è più di qualcosa che non va nel Milan attuale o no?

Nel primo tempo trovo un Milan insperato. Niente di memorabile – intendiamoci – tuttavia per una buona mezz’ora teniamo il campo. Lo facciamo con intelligenza tattica, basta guardare ai due terzini sulla difensiva per non dare campo a Guberti e Semioli ovvero ai due attaccanti esterni alti per evitare le sovrapposizioni di Ziegler e Zauri, basta guardare a Seedorf più sulla linea di Gattuso e Ambrosini che dietro a Borriello cosa che ci dà una certa superiorità numerica in mezzo al campo, basta guardare infine alla linea di retroguardia alta al punto di mettere in fuorigioco gli avanti avversari poco dentro la nostra metà campo e qui l’assenza di un paracarro come Favalli si nota (troppo ingeneroso col Cardinale vero?). Tuttavia la Sampdoria, o meglio dire Cassano, c’è eccome in partita. La sensazione è quella di una squadra fresca atleticamente e in grado di alzare i ritmi a suo piacimento, manca forse di un uomo in grado di far ripartire l’azione dalla difesa e Poli che mostra buone doti non ha ancora la giusta personalità (tipico luogo comune che uso quando non ho un cazzo da dire su un giocatore giovane che non mi ha convinto) per far girare palla da una fascia all’altra alimentando le azioni dei suoi. Chi invece mostra di non avere il benché minimo timore reverenziale è Cassano che fin dai primissimi minuti fa capire di essere in giornata costringendo un Bonera palesemente indietro di condizione agli straordinari, anche se il buon Daniele nello stretto ha sempre sofferto, condizione o no. E quanto mi secchi esaltare Cassano voi non potete immaginarlo neanche.

Dei nostri mi piace Borriello e non solo per la rete. Trovo che questo giocatore – pur con tutti i suoi limiti – abbia trovato la maturità giusta (altra perla di basso giornalismo eh?) per riuscire a guidare la squadra in difficoltà, per essere d’aiuto alla manovra ma anche per trovare la porta con la continuità necessaria, sempre tenendo presente che mostra di essere tale in questo campionato e con squadre non proprio di primissima fascia, ma tant’è, nel Milan che ha come obbiettivo il terzo posto questo basta e avanza, gli attaccanti decisivi ad un Old Trafford non fanno più per noi, sembra. Non male neanche Dida che intorno al quarantesimo compie una doppia parata di cui certamente la seconda su colpo di testa di Lucchini molto difficile. Da bocciare senza appello il solito Gattuso che ogni volta che mette piede sul terreno di giuoco non si smentisce mai quest’anno: entra in ritardo, chiude in ritardo, contrasta in ritardo, si libera del pallone con colpevole ritardo. Ma siamo sicuri sicuri che nessun giovanotto di questa Primavera che ha vinto la Coppa Italia sia meglio di lui al momento? Ah, a proposito, fino a qualche giorno fa manco sapevo che esistesse una Coppa Italia Primavera. Che immensa gioia per la vittoria…

Ma torniamo a noi. Che vi debbo dire del secondo tempo? Che non comincia sotto i migliori auspici visto che perdiamo un Ambrosini decisamente sotto-tono già dopo due minuti e dopo altri cinque o sei Bonera va negli spogliatoi anzitempo dopo fallaccio su Cassano da rigore giusto e “tranquillamente” trasformato dal barese. A questo punto uno si aspetta il tracollo immediato, a maggior ragione dopo che gli tocca vedere Oddo centrale difensivo e invece scopriamo che giocare in dieci con Oddo è meglio che giocare in undici con Mancini (questa sarà l’unica citazione che gli riserverò nel post ché vedere cose del genere è disgustoso anche per come è arrivato, è un doppio schiaffo all’orgoglio casciavit che evidentemente è più sentito dai tifosi – non tutti – che dai dirigenti-proprietà). Infatti è in questa fase che abbiamo le occasioni migliori della partita, occasioni che non sfruttiamo né con Gattuso né con Borriello né con Ronaldinho. E’ un Milan chiaramente appeso alle ultime energie, alle ultime speranze di Scudetto, agli ultimi moti di volontà di vittoria, allo spirito gagliardo di una retroguardia inedita che non vuole capitolare sotto il peso insistito dell’assedio blucerchiato che con l’ingresso di Mannini torna ad essere irresistibile e prorompente. E’ nello spirito di sacrificio di Seedorf, nelle sgroppate alza-baricentro di Borriello, nella verve ritrovata di Ronaldinho che più vicino alla punta si vede di più e basta (un po’ poco tre giocatori in effetti), che si resiste fino al novantaduesimo quando il sig. Mannini serve al sig. Pazzini – da me sfottuto all’andata – il cross del due a uno, ed è lì che Oddo, poretto, si è fatto sovrastare come nella più scontata delle previsioni terrifiche. La parte prima di questa era forse un po' troppo melodrammatica ma era giusto per alzare il pathos del tutto.

Sconfitta giusta o ingiusta? Mah, il campo ha sempre ragione alla fine (vedo che oggi produco stereotipi con una facilità impressionante…). Brucia perdere ad un minuto dal triplice fischio ma in ottica terzo posto non credo ci metta in pericolo per la qualificazione diretta, tuttavia se qualcuno ancora guardava alla Roma o all’Inter oggi c’è l’addio ufficiale al treno Scudetto ma questa squadra non è mai stata veramente in lotta per esso, si è trovata per caso, per demeriti altrui ad esserlo, quindi non prendiamocela più di tanto.