In questa primavera che non c’è, in questo finale di campionato che per noi ha gran poco da dire e in questo Genoa-Milan buono solo per rivedere Pato, ci voleva solo la partita a porte chiuse giusto per rallegrare e incentivare ancora di più il grigio pomeriggio del capoluogo ligure e dello spettatore rossonero. Per carità, uno mi potrebbe dire che i padroni di casa senza supporto del pubblico saranno svantaggiati (non sarà così) ma a me gli stadi vuoti mettono tristezza e senso di sconfitta; tristezza perché considero i tifosi allo stadio una componente rilevante della cornice cui si incardina una partita di calcio; il senso di sconfitta è invece verso i non-tifosi che fanno uso delinquenziale del calcio, per fini ben diversi dalla fede calcistica.

Arriviamo terzi ma nel modo peggiore oggi, con una partita persa meritatamente e grazie ad un rigore di Miccoli che blocca una Sampdoria sempre più sorprendente. A vedere la partita odierna, che conferma tutta la pochezza della rosa contro le squadre che corrono, dobbiamo però gioire della qualificazione diretta alla prossima Champions League ed essere soddisfatti del lavoro di Leonardo.

Il Mister non è testardo ma ha solo poche scelte da poter effettuare, poche alternative e non ha fatto giocare male la squadra, anzi in molte partite abbiamo mostrato un bel calcio, per quanto era possibile con un centrocampo ormai logoro, delle fasce scarse e limitanti, delle punte di solo medio livello e con i tanti infortuni che hanno acuito ancora di più il difetto strutturale dei pochi ricambi. Chi scarica il Mister scarica i colori rossoneri per caricarsi di quelli della proprietà.

Venendo al match si può dire che il primo tempo non è stato neanche male, stranamente un pelo combattuto e a ritmi abbastanza sostenuti (grazie più al Genoa), con però poche occasioni o quasi. I padroni di casa sono nel solito limbo tra il 3-4-3 e i quattro o i cinque dietro a seconda delle situazioni, Criscito fa comunque il centrale di sinistra, è Tomovic a stare largo. Palacio e Sculli sono seriamente intraprendenti e belli alti con i nostri terzini costretti alla difensiva, Abate e Antonini si vedranno in avanti solo un po’ nel finale di frazione. Pato non è al meglio ma almeno in via potenziale ci ridà pericolosità nelle ripartenze, sensazione di poter dare profondità senza palla, speranza di vedere qualcuno saltare l’uomo in verticale. Borriello fa male alla difesa a tre avversaria quando si allarga a sinistra ma Antonini è impegnato su Palacio e non gli si sovrappone mentre Ronaldinho è nelle giornate indolenti e mediocri, vagamente post-sbronza ad essere cattivi, così non taglia in area. Reggichiamo perché stavolta al fantasma Pirlo sono affiancati due mediani teoricamente freschi (Flamini e Gattuso) invece di uno assolutamente alla canna del gas (Ambrosini), ma è un reggicchiare da “orecchio alla radiolina per sapere se Palermo e Sampdoria restano sul pari o no”.

Infatti nel secondo tempo i nodi vengono al pettine, e sono i nodi che abbiamo visto in tutta questa stagione. Andiamo con ordine. Prima Borriello conferma in due occasioni che si sbatte alla grande ma davanti al portiere ha qualche problema col senso del gol. Poi becchiamo la solita rete su corner e da uno neanche alto come Sculli. Prima di questo che sarà poi il gol-vittoria era entrato Seedorf che in versione 2010 a parte qualche rarissimo caso è il peggiore di tutta la sua carriera rossonera e lo conferma in una mezz’ora giocata senza mordente, senza voglia, senza determinazione, senza costrutto, senza agonismo. Pirlo avvia la modalità “io esco dal campo” profondendosi in un gioco al “meno mi cercano e più lontano sto dalla palla più sono sicuro di non beccarmi una qualche botta che mi tolga il Mondiale”. Flamini mostra che corre, corre, corre, ma corre alla cazzo e falcia ancor più alla cazzo, beccando un doppio giallo sacrosanto. Ora, mi dispiace dirlo perché l’ho sempre stimato e ne ho sempre parlato bene ma questo qui in due anni non è migliorato minimamente nell’autocontrollo, con lui rischi sempre di finire in dieci, con Gattuso-attuale parti giocando in dieci, “bella” scelta per il Mister. Continuo con il film horror. Abate sfoggia il suo magnifico piedone destro esibendosi nel fondamentale del cross-in-curva, certe oddate del secondo tempo sono state memorabili. Antonini quel che si è già detto, senza infamia senza lode poi esce per uno Zambrotta che invece è impareggiabile nell’arte del crosso-solo-dove-non-ci-sono-compagni. Ronaldinho prosegue a dormire. Huntelaar? Lui al minuto 83’ ripete quasi quel colpo di testa facile facile cannato a Manchester, lo ricordate? A due metri dalla linea di porta goffamente spedito oltre la traversa. Su Pato esercito l’epoché sia perché veniva da un infortunio importante sia perché è uscito al minuto 65’. Sicuramente si salva Thiago Silva, anzi direi che non solo si salva ma possiamo tranquillamente eleggerlo miglior giocatore rossonero dell’anno, per continuità, affidabilità, rendimento e crescita costante. Quello che è riuscito a fare anche senza Nesta accanto è da giocatore maturo, alle volte stupiscono la sua tranquillità, la sua sicurezza e lo strapotere atletico. Gli errori si contano davvero sulle dita di una mano.

Ecco, in conclusione, "ammirato" il secondo tempo e confermate tutte le carenze della rosa viste e riviste nel corso della stagione possiamo tranquillamente dire che questo terzo posto aritmetico raggiunto sotto la guida di Leonardo è un ottimo piazzamento, il massimo che si potesse ottenere da questo Milan, che senza seri e validi innesti il prossimo anno non potrà assolutamente ripetere questa stagione né con il tecnico brasiliano né con un qualsiasi altro tecnico. Se la rosa dovesse restare pressoché identica prepariamoci a non pretendere più del settimo posto da preliminari di Europa League. Da ora deve cominciare la nostra "battaglia"  estiva perché non si svii il problema della rosa carente per nascondere che Berlusconi ha fallito nel suo tentativo di far passare solo Ancelotti come causa del Milan non vincente delle ultime stagioni. L'operazione "Galliani era uomo di Leonardo, hanno perso loro non Berlusconi" è già cominciata, va combattuta. L'operazione "Pato è indolente e non matura mai, va venduto" è in atto da tempo, lui è il nostro futuro, proteggiamolo. Tra un poco troveranno qualcosa anche contro Thiago Silva, stiamo attenti rossoneri.