Adesso possiamo anche stoppare gli entusiasmi iniziati nel magico week-end scorso con l'habemus Zlatan e proseguiti con l'asfaltata all'inesperto, emozionato Lecce di ieri sera. Meglio entusiasmarci con moderazione, siamo appena agli inizi e non bisogna dimenticare che nel nostro campionato giocano i Campioni d'Europa in carica, più altre compagini la cui caratura, rispetto a quella dei salentini, è di ben altro spessore.

Ma qualcosa su Acciuga si può già dire.

Max sa il fatto suo. E' senz'altro più bravo di Leo e ovviamente, per ora, meno di Carletto. Con quest'ultimo è pacifico che paghi dazio, tuttavia il ragazzo ha stoffa. Modesto, nel contempo ambizioso, concentrato, non spara cazzate durante le interviste allo scopo di sembrare un Mourinho de noantri (cosa che tentò di fare Zenga lo scorso anno con risultati disastrosi). I ragazzi sembra che lo stimino, che perlomeno tentino di fare ciò che chiede. Ad esempio, ieri sera ho visto cose che non vedevo da anni, tipo Clarenzio correre, Dinho ripiegare più di tre volte per tempo, la difesa rischiare assolutamente nulla, i centrocampisti cercare gli inserimenti con insistenza.

Son cazzate eh?, e il Lecce – ripeto – è quello che è poveraccio, ma sto parlando di segnali, di atmosfera.

Acciuga,  per ora, bisogna precisarlo, è più fortunato di Leo e Carletto: il primo ed il secondo ( il secondo specie negli ultimi anni), quando chiedevano Tizio si ritrovavano fra i piedi Caio, oppure veniva loro sottratto il miglior giocatore e poi venduto ai principali competitors europei (ammazza, mi sto gallianizzando, la prossima parola che tenterò d'infilare a viva forza sarà "mission").  Lui invece si ritrova fra capo e collo Ibra, un Pato più maturo e visibilmente più sviluppato fisicamente, qualche giocatore nuovo e giovane, e pare che non sia neppure finita. E,  dettaglio non trascurabile in un ambiente come il nostro, il Padrone sembra innamorato di lui, sembra essere rimasto tatticamente soddisfatto dalla prima uscita stagionale della squadra sebbene Dinho e Pato giochino esattamente  dove giocavano gli anni scorsi.

Ora, cotanta fortuna Max dovrà meritarsela. E' l'occasione della sua vita, dovrà cogliere l'attimo e l'impressione è che ne abbia le doti. La sua mission (tiè, ce l'ho fatta) è chiaramente lo scudo, a questo punto.