Sono note le vicissitudini che Ricardo sta vivendo a Madrid. Vicissitudini fisiche, ma non solo: l'impressione è che, quando tornerà a disposizione di Mou, Kakà dovrà rassegnarsi ad un'esistenza calcistica per lui inedita, ovvero quella del panchinaro. Perché Mou se ne sbatte di passato e di palloni d'oro. Perché Mou sa di calcio e non guarda in faccia a nessuno. Se non gli servi, o se ti ritiene destabilizzante per ciò che considera fondamentale in un team, cioè il gruppo,  ti sbatte in panca o in tribuna senza provare il benché minimo rimorso.

Quindi che succede? Ma è ovvio: si paventa il ritorno del figliuol prodigo alla base, che fa tanto grande famiglia rossonera, che fa tanto Soap Opera e che di conseguenza piace tanto a casa madre ed ai Cacciaviti di cuore tenero. Si parla di gennaio, si sussurra al posto di  Dinho che volerà negli USA, si bisbiglia di prestito bizzarro, sulla falsariga di quello di Ibra.

Non voglio credere che si voglia ricominciare con le minestre riscaldate. Ogni volta mi tocca  fare l'elenco di queste insulse operazioni di cui negli anni ci siamo resi protagonisti: Gullit, Leo, Simone, Donadoni, Sheva, Capello, Sacchi. Nel migliore dei casi (pochi) questi ritorni non hanno fatto danni, ma neppure hanno portato benefici, per il resto si è trattato di esperienze disastrose.

Secondo me si tratta di bufala. Enorme bufala.

Allora perché ci fai un post direte voi?

Perchè c'è 'sto cazzo di pausa e la Nazionale non è che mi esalti particolarmente in questo periodo dell'anno. E poi, per quel poco che può servire, voglio mettere le mani avanti. Conoscendo lo storico arrapamento di Adrianone e Silvietto nei confronti di queste devastanti operazioni di mercato, non si sa mai.