L'ipotesi che il mitico Dan sia irrimediabilmente rincoglionito e stia farneticando è da scartare. O almeno spero, altrimenti dovrei pensare che i miei post agiografici portino una sfiga pazzesca. Ma ne sono certissimo: Dan è senz'altro lucido come la zucca di Adrianone nostro. Per cui, una volta eliminata l'eventualità del rincoglionimento, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità.

Sono capitato su questa notizia per caso, abbastanza distrattamente.  Ma quando l'ho messa bene a fuoco e l'ho letta attentamente ho trasecolato. Cioè a Berlusca, nel lontano 1987,  passò per il cervello l'ideona di piazzare sulla panca del mio Milan un allenatore di basket.  Questo dopo aver cacciato l' adorato "nonno Nils" e prima di assumere Arighe. E suppongo  dopo aver scartato – per motivi di tempo, mica per altro – l'ipotesi di piazzarci se stesso, su quella panchina.

Comunque sia Dan tentennò e qualcuno, non si sa chi ma me l'immagino, nei dovuti modi, con molta, molta diplomazia, ebbe il tempo di ficcare nella testaccia di Silvietto che l'operazione sarebbe stata una roba sì rivoluzionaria, ma anche una stronzata senza precedenti.

Un allenatore di basket. Sulla panca del Milan. Questo aveva in testa berlusca ventitrè anni fa. Lo so, sono ridondante, ma 'sta cosa mi ha sconvolto.

Sconvolto ma anche sollevato per lo scampato pericolo. Di certo, se l'avessi saputo, avrei evitato di sganasciarmi così tanto dalle risate all'epoca in cui Moratti – colpito da uno di quei suoi lampi di genio per i quali francamente provo ora una nostalgia infinita – inserì nell'organigramma neroazzurro Julio Velasco, un allenatore di pallavolo, a fare che cosa non s'è mai capito. Non mi sarei mai e poi mai sganasciato in quel modo così sguaiato se fossi stato al corrente di una roba del genere. Per pudore, se non altro.

No dico: il basket è uno sport totalmente diverso rispetto al calcio in tutto e per tutto. Non mi metto neppure a spiegare quale differenza passi fra i due sport, sarebbe una perdita di tempo, per giunta offensiva nei confronti dell'intelligenza di chi legge.

Un allenatore di basket.  Proveniente dagli Stati Uniti. Un Paese i cui abitanti tradizionalmente non capiscono una mazza di Soccer. Un Paese che per cultura sportiva considera una bestemmia soltanto il concetto di prendere a cazzotti un pallone; basti pensare agli sport che vanno per la maggiore oltreoceano, sport dove assai raramente  i piedi  vengono utilizzati per calciare qualcosa.

E poi s'incazzano quando diciamo che Silvietto dovrebbe limitarsi a staccare assegni (quest'ultima frase potrebbe scatenare facili ironie, ma vabbe')…