Ieri pomeriggio un amico febbricitante mi ha chiesto di sostituirlo nella gita serale a San Siro. Giudicatemi un pessimo tifoso, ma la pioggia, il freddo e il lavoro mi hanno frenato. A posteriori mai scelta fu più saggia.
 
Milan – Tottenham. Come spesso mi accade scrivo senza alcuna pregressa lettura dei vostri commenti. Sono, pertanto, senza condizionamenti quando affermo che ieri sera abbiamo regalato 45 minuti agli inglesi. Un tempo sprecato in rincorse inutili e pesanti affanni una volta in possesso di palla. Tale regalo non è da imputarsi alla sbagliata scelta di schierare il sovrappeso e supponente Seedorf, bensì ad una generale apatia della squadra. Troppo remissivi, troppo spaventati per essere veri. Discreta, invece, la ripresa, ma nulla più. Non può considerarsi un buon Milan quello che si rende pericoloso poche volte e solo grazie a Mario Yepes. Ibrahimovic, Robinho, Pato e Seedorf non hanno concluso neppure una volta verso lo specchio nei 96 minuti di gioco. Nessun commento di rilievo al gol subito, trattandosi di uno di quei classici contropiedi in cui sbagliano tutti e non sbaglia nessuno.
 
Big match. Innegabile dato di fatto è la carenza di questo Milan nei grandi incontri. Vittorie con Inter e Napoli. Sconfitte con Juventus, Roma, Real e Tottenham. Pareggi con Real e Lazio (2 volte). Ruolino veramente modesto per una sedicente grande squadra, ma comunque sufficiente per vincere il Campionato. Evento quest’ultimo percorribile solo in caso di costante rendimento con le squadre di medio-basso livello.
 
Allegri. Conosco le sentenze di molti, nonché la ricerca di colpevoli e capri espiatori. Ha colpe nella scelta di Seedorf. Anche se ho la sensazione che Pato e il Robinho trequartista non avrebbero di molto cambiato quei 45 minuti in cui siamo stati sostanzialmente imbrigliati e dominati. Pecca, poi, nella preparazione di partite di un certo rilievo. Presumibilmente inesperienza o forse eccessiva presunzione. L’apparenza però non lo mostra ai miei occhi come un allenatore che si sente arrivato, anzi.
 
Amelia. Niente di personale, nessuna colpa specifica ieri, ma secondo me porta sfiga: due pareggi e tre sconfitte. Non esattamente un talismano.
 
Gattuso. Ottima partita, forse il migliore in campo per abnegazione e atletismo, indegna la gazzarra finale. Ho trovato il suo litigio con Joe Jordan disdicevole. Altre volte si è perso in atteggiamenti rissosi e provocatori sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta. Ho letto le sue dichiarazioni di scuse, bene così, ma da un capitano del Milan mi aspetto un atteggiamento assai diverso.
 
Futuro in Champions League. Paradossalmente il risultato di ieri non compromette nulla. Se anche fosse terminata 0-0, comunque un gol a White Hart Lane lo avremmo dovuto fare. Sia chiaro ora un gol basta per i supplementari, ma dando a priori per scontato che in quel di Londra un gol lo subiremo, adesso, come prima dello sciagurato contropiede, i gol necessari sono due! Proviamoci.
 
Futuro in Campionato. Arriva una trasferta complessa: Verona. La dimensione reale di questa squadra si avrà domenica alle 17.00. Se a questa sconfitta rimedieremo moralmente con una vittoria a Verona, vorrà dire che il Milan (seppure nella sua attuale immaturità e incompletezza) è comunque squadra che può ambire in questa stagione alla vittoria finale di un importante trofeo. Attendere per comprendere.