Mi spiace un po’ sovrastare il buon Kalunaat, il quale peraltro ha vissuto la partita allo stadio in modo non dissimile al mio, ma la dura legge del blog lo impone.
 
Usciamo bene da Milan – Napoli, forse troppo bene visti i facili entusiasmi. Mi permetto sin da subito d’osservare che l’inconsistenza napoletana ha indubbiamente giovato e aiutato il Milan. Rimango però del partito che la pochezza di una squadra avversaria (ritenuta alla pari e concorrente) è quasi sempre determinata dalla superiorità espressa in campo dalla tua squadra del cuore. Così è stato lunedì sera.
 
Eviterei, però, ogni forma di proclama. Ripartirei a testa bassa pensando solo a come aver ragione di una Juventus attualmente in disarmo e, secondo me, nuovamente in smobilitazione.
 
Van Bommel. La prestazione del maturo centrocampista olandese è stata ottima. Nella sua compostezza e lentezza, Van Bommel riesce sempre ad essere nel vivo dell’azione, sia essa difensiva o offensiva. In queste ultime uscite ha portato ordine, filtro, serenità e fisicità. Non nutrivo alcun dubbio sulla sua classe e sulla qualità, ne nutrivo sul suo rendimento e la sua voglia. Sino ad ora sono stato smentito. Speriamo continui così.
 
Pato. Lo bacchettai qualche settimana addietro, lo lodo e ammiro ora. Non dubito della sua classe unica e delle sue doti, contesto solo la sua apatia e discontinuità. Nelle giornate negative (che giustamente devono e possono capitare) deve avere un approccio diverso, più applicato e meno volubile. Cresciuto in quest’ultimo aspetto, potrà solo diventare ancor più inarrestabile.
 
Ibrahimovic – Pato. Personalmente, che i due si insultino, non si considerino e non si amino, mi frega ben poco. Contano il risultato e il rendimento. Fino a prova contraria, ad oggi, si è vinto con loro in campo insieme, come con uno solo dei due. Morale, continuino pure a mandarsi a fanculo, ma non raccontino in giro che in campo si ignorano, poiché lunedì sera ho visto molti movimenti e giocate fatte l’uno in funzione dell’altro. Tutto è perfettibile, ma già così non è male.
 
Sono settimane cruciali, pur se banale dirlo è bene ricordarlo. Juventus, Tottenham, Bari e Palermo prima della sosta e del successivo Derby. Giocare le partite una alla volta, focalizzandosi sempre sull’imminente avversario senza guardare oltre. Abbiamo margini di errore, ma non sbagliare mai sfiancherebbe la voglia e la corsa di chi insegue. Tutti i mesi sono decisivi, il mese di marzo lo è ancora di più. Senza i pareggi con Lecce, Lazio e Genoa, questo Campionato sarebbe già chiuso. Così non è, poiché con i SE nulla si vince.
 
Andiamo a Torino e facciamo il nostro lavoro, al resto penseremo dopo.