PREFAZIONE:
 
Quest'anno, ormai lo sanno tutti, ho sempre portato fortuna al Milan tutte le volte che l'ho visto allo stadio ; lo score, prima di questo derby, era di tre successi su tre partite, con un saldo di 8 gol segnati ed uno solo subito . Tutto ok, se non fosse però per il fatto che di derby, la scorsa stagione, ne avevo visti a san Siro ben due, con risultati che preferirei non ricordare ; ecco il perché della mia ansia, ansia per un derby che, per il solo fatto di essere un derby scudetto (cosa che non si è quasi mai verificata in questi ultimi, ehm, diciamo, 25 an… Ah, no, fermi tutti: 25 è un brutto numero, meglio non citarlo, prima che mi scambino per un Pidiellino ), non può essere vissuto come tutti gli altri visti e sperimentati sulla propria pelle. Le partite contro Bari e Palermo hanno generato allarmismi, l'Inter si è rifatta sotto arrivando a -2 e dopo aver passato il turno di Champions League contro il Bayern Monaco, con un morale alle stelle. Come non essere afflitti da patemi? Cosa succederà in campo a partire dalle 20:45? La pausa per le partite della nazionale avrà in qualche maniera giovato?
 
PREPARTITA:
 
Esco di casa verso le 17:45. In metropolitana vedo i primi tifosi: la stragrande maggioranza, dal momento che il Milan questo derby lo gioca in casa, è rossonera, ma i pochi interisti me li becco praticamente tutti io nella mia carrozza. Fa caldo (si parla di circa 20 gradi), provo a rilassarmi leggendo il mio Zagor ma è tutto inutile, il pensiero va solo alla partita. I tifosi chiacchierano e s'intona anche qualche canto, senza però urlare a squarciagola. Esco dalla metro e percorro i circa due kilometri che separano la fermata di Lotto dallo stadio, mi fermo davanti allo stadio e faccio una foto, foto impreziosita da un bel sole sul punto di eclissarsi. Arrivo all'ingresso del cancello 10: la mia speranza è quella di vedermi con le mie amiche "socie" (you know who you are ), speranza però vanificatasi in quanto non le avvisto; mi consolo però vedendo le riprese che fanno a Cristiano Militello (mi sarebbe piaciuto tanto salutargli Ficarra e Picone, non che io sappia fare granché ma almeno un saluto senza sbagliare un cognome, almeno questo, forse sono in grado di farlo ), Mi reco quindi al cancello 15: dopo un'autentica fila "all'italiana" (tradotto: un accalcarsi dappertutto senza fare una fila incolonnata che sia una ), io ed il mio amore entriamo e saliamo le scale che ci portano al secondo anello arancio. La visuale è ottima (mi ricorda il 3D isometrico di FIFA '93 ), mi siedo e finisco di leggere il mio Zagor. Rispetto tutti i miei rituali prepartita, ossia non presentarmi con sciarpe, berretti, cuscinetti o quant'altro ed evitando qualsiasi tipo di consumazione. Faccio poi le mie foto ed alcuni video sul riscaldamento: il colpo d'occhio è notevole e si sfiora il tutto esaurito. Sweet Child o' mine dei Guns n'Roses e Tranne te di Fabri Fibra riscaldano l'atmosfera (che qualcuno considererebbe elettrica), a rendere lo stadio una bolgia ci pensano però i tifosi, con cori contro Eto'o, Materazzi, l'Inter in generale ma soprattutto lui, il Leonardo Giuda interista (come sottolineato nella bellissima coreografia organizzata dalla curva sud, che per fantasia sovrasta in tutti i sensi quella preparata dagli interisti); per il traditore non ci sarà alcuno sconto e verrà subissato di fischi, cori ed insulti per tutta la durata del match. Questi cori mi caricano, ma preferisco non cantarli (Eto'o resta pur sempre un calciatore temibilissimo e gli insulti a titolo gratuito non mi sono mai piaciuti, anche se mi sento di comprendere la rabbia di chi si è sentito tradito dal nostro ex allenatore).
 
Ancora qualche minuto e, finalmente, le due squadre fanno il loro ingresso in campo.
 
LA PARTITA:
 
A memoria, non ricordo in vita mia un derby sbloccato dopo soli 40' : l'azione si sviluppa sulla fascia destra, la palla viene scodellata al centro e, dopo qualche rimpallo, Pato calcia il pallone trafiggendo Julio César; se san Siro era prima una bolgia, immaginatevi adesso
 
Il Milan conduce una partita sontuosa per almeno venti minuti, poi l'Inter incomincia a guadagnare terreno e creare qualche conclusione (in realtà solo due, entrambe con Pazzini) scoprendosi però in contropiede (giuro, ho perso il conto di tutte le ripartenze che i nerazzurri ci hanno offerto); Tra le nostre azioni migliori, oltre a quella del gol, da citare un tocco di mano di Maicon in area (non viene però assegnato il penalty), Binho ammonito per simulazione in area avversaria e la clamorosa traversa colpita dopo una deviazione di un giocatore del Biscione su tiro di Van Bommel. La squadra interpreta al meglio la gara, le avanzate dell'Inter dal 20' in poi mi fanno paura ma capisco che la squadra non voglia stancarsi ulteriormente preferendo il contropiede; a centrocampo si giganteggia e la difesa non consente nulla a nessuno. Alcune cose ancora non mi convincono (un rinvio di Abbiati direttamente sul fondo, qualche lancio a vuoto e qualche imprecisione in alcuni passaggi), ma caratterialmente e tatticamente ci siamo, la differenza in termini di fame di vittoria è palese. A circa un minuto dalla fine del primo tempo occasionissima per gli ospiti, ma Eto'o conclude a lato di pochissimo; il coro ormai stranoto su di lui non tarda ad essere cantato…
 
Nell'intervallo, le tifoserie espongono altre coreografie; quella dei tifosi neroblù sarebbe anche graficamente simpatica, sebbene patetica sul piano del contenuto (rinfacciateci pure il triplete, ma tre sono anche le pere che vi siete beccati); continuo a non mangiare nulla ed aspetto la ripresa. Sono nervoso, certamente soddisfatto della prestazione dei ragazzi ma ancora non mi fido, l'Inter sa ribaltare svantaggi ed una buona dose di fondoschiena in queste ultime partite l'ha anche avuta; un solo gol di vantaggio non mi basta
Il secondo tempo si caratterizza per un nuovo assalto all'area avversaria; Rizzoli (su cui tornerò più avanti), nei minuti iniziali, espelle Chivu per fallo su Pato da ultimo uomo. Sarà anche vero che in 10 si può giocare meglio, ma per la banda Moratti non è proprio serata; l'unica conclusione nel secondo tempo sarà un tiro debolissimo e centrale da fuori area, niente di più. Da parte dei rivali, solo azioni stroncate sul nascere (vuoi per errori di impostazione vuoi per i nostri interventi di gioco) e nervosismo, soprattutto da parte di Sneijder; la ripresa è tutta del Milan, che costruisce almeno una mezza dozzina di occasioni da gol per chiudere l'incontro. Il risultato viene blindato da un colpo di testa del Papero su assist dalla destra (difficile capire se fosse in fuorigioco) e da un rigore per fallo di Zanetti su Cassano (Fantantonio si farà però espellere in maniera stupida nei minuti finali per un fallo evitabilissimo). Tutto bello, tutto facile…
 
Un'Inter irriconoscibile, per la cui prestazione potrei fare un copia/incolla del mio post su Palermo-Milan (cambiando il nome della squadra); i nerazzurri, sulla base di quanto ho visto, non possono appellarsi a nulla, neppure all'arbitro Rizzoli, forse non impeccabile in alcune decisioni (su tutte, un fallo di mano di Maicon che era da rigore, più un fuorigioco sospetto di Pato in occasione del raddoppio comunque non fischiato) ma bravo, questo sì, nel non farsi sfuggire di mano la partita; ineccepibili inoltre entrambe le espulsioni

 
CONSIDERAZIONI:
 
Potrei definire questo derby il più bello della mia vita: certo, non si è vinto per 5 o 6 a zero, ma volete mettere una tripletta (o triplete, fate voi) vista di persona? Un derby di quelli che ti entra nel cuore e non ti esce più
 
Lo dissi a più riprese: l'Inter è forte e anche fortunata, ma una squadra quadrata in tutto e per tutto e concentrata al punto giusto se la può giocare e vincere; il Milan, stasera, ha dimostrato di avere e saper mettere in pratica tutto questo
 
Partita quindi esaltante, con un ottimo rendimanto da parte di tutti: Abbiati salva in almeno un paio di occasioni il risultato, Abate è inarrestabile sulla sua fascia, Ringhio esemplare come capitano e condottiero, Nesta e Silva senza scrupoli contro gli attaccanti avversari molto spesso spalle alla porta o fermati con raddoppio di marcatura, Van Bommel, Boateng e Seedorf che fanno numeri di alta scuola, tutti a pressare come dei pazzi, allungarsi nelle ripartenze e – particolare non trascurabile – a caricare la folla rossonera a più riprese (memorabile Abbiati per l'esultanza mostrata alla curva sùbito dopo una sua parata di pugni nel primo tempo). Tuttavia, voglio spendere ancora qualche parola su almeno tre figure che, per un motivo o per l'altro, arrivavano a questo derby con uno speciale stato d'animo:
 
PATO: Il Papero e il più grande prospetto al mondo in tutto il globo terracqueo; lo si è criticato spesso per mancanza di attributi e di "sparire" nelle partite che contano, ma questa sera ha messo a tacere tutti. Pato non ha solo segnato una doppietta, no, non si è limitato solo a questo: il brasiliano ha preso per mano la squadra, una squadra accusata di non valere nulla senza Ibra, l'ha portata alla vittoria sputando sangue come forse non aveva mai fatto in tutti gli anni di permanenza al Milan. Una dimostrazione di ciò? Andatevi a vedere come va a riprendersi un pallone nei minuti iniziali della ripresa; se c'è una fotografia adatta per immortalare questo derby, questa è proprio quella (ma ce ne sarebbero molte altre, credetemi). Pato ieri ha dimostrato una grande maturità, maturità che spero possa dimostrare con quella costanza che non ha purtroppo sempre avuto.
 
LEONARDO: Su di lui potrei (e vorrei) dire tante cose e chissà che, prima o poi, non gli dedichi una letterina (so che lo ha già fatto qualcun altro, io però so scrivere meglio); una cosa però voglio scriverla adesso: si può discutere sul fatto che sia un buon allenatore o meno, ma di sicuro il buon Leo non c'azzecca per niente con la stracittadina meneghina, dato che su tre derby vissuti sulla panchina ne ha persi ben tre su tre, con un bilancio di 9 (NOVE) gol subìti e 0 (ZERO) gol fatti. Se la cosa, lo scorso anno, mi faceva incazzare assai, quest'anno, stranamente, la vivo in maniera molto migliore. Ma c'è di più: una delle cose che più gli rimproverai come allenatore del Milan fu quella di non saper spronare la squadra come si doveva una volta giunta a ridosso dell'Inter (il riferimento va alle partite Milan-Napoli e Parma-Milan), tanto che poi, dopo l'illusione, finimmo addirittura terzi anche alle spalle della Roma; ecco, se Bellicapelli non avesse imparato nulla in fatto di spingere i propri giocatori a rendere al massimo a fine stagione, benissimo, che continui a non capire…
 
ALLEGRI: Un derby che porta anche la sua firma, poche storie. I primi venti minuti mi hanno veramente ricordato LA partita perfetta Milan-Manchester UTD. Massimiliano non ha sbagliato nulla tatticamente e psicologicamente, ha schierato la formazione migliore (Zambrotta torna in difesa, Seedorf riproposto in mediana) e ha saputo gestire in maniera ammirevole tutte le critiche che gli sono piovute in questi giorni. Anche a lui chiedo continuità: se la determinazione e la voglia di vincere saranno queste per tutte le partite che rimangono, fare calcoli sulle inseguitrici non servirà più.
 
Ma questo derby è davvero decisivo?
 
MATEMATICAMENTE NO, ci sono ancora molti punti in palio e le altre inseguitrici (Napoli e Udinese) non sembrano intenzionate a mollare (i conti li potremo fare al termine di questa giornata).
 
PSICOLOGICAMENTE FORSE, potrebbe trattarsi di un tracollo di quelli da cui è difficile riprendersi per i cugini, ma il Napoli insegna che si possono prendere tre pere in uno scontro diretto senza però darsi definitivamente per vinti; i nerazzurri (che dovranno fare a meno di Chivu) potrebbero accumulare ulteriore stress se i campani ed i friulani vincessero oggi, resta comunque il fatto che hanno sempre giocatori in grado di fare la differenza e che sono ancora in lizza su tutti i fronti.
 
La strada è ancora lunga, il calendario ci presenta trasferte rognose ed un qualunque altro mezzo passo falso potrebbe compromettere tutto, ma bisogna crederci, a maggior ragione se si pensa che solo noi siamo i veri padroni del nostro destino. I nostri, comunque, hanno
 
IL DOVERE di andare in campo ad ogni partita facendo sentire il fiato sul collo agli avversari,
 
IL DOVERE di rappresentare al meglio il blasone del Milan evitando figuracce come a Palermo,
 
IL DOVERE di crederci sempre e non mollare mai,
 
IL DOVERE di onorare i loro veri tifosi, che non si stancano mai di stare vicino alla squadra e che sanno essere i più caldi e passionali al mondo, anche in momenti tristi e drammatici.
 
Avrei voglia di urlare, fare casino, sfottere gli interisti come non ho mai fatto in vita e festeggiare con tanto di clacson e caroselli come hanno fatto in tanti a fine partita per le strade, ma ancora non me la sento; ma se la situazione dovesse terminare con la nostra vittoria, scatenerei un inferno che neppure nel film 300
 
Siete avvisati…
 
POSTPARTITA:
 
Esco dal cancello 1 e mi ritrovo davanti al piazzale dei chioschi e della biglietteria nord, m'incammino in direzione piazza Lotto, mentre alla mia sinistra è un via vai di macchine che strombazzano senza sosta. Mi sento bene, ma strano, sono come in trance, in una sorta di dimensione parallela da cui ritorno solo saltuariamente grazie ad alcuni SMS sul mio cellulare. Prendo il metrò e trovo un posto libero; a un certo punto si siede un signore che tiene sulle proprie gambe la figlia, una ragazzina di circa 16 anni con una vistosissima maglia di Sneijder. La ragazzina, che assomiglia moltissimo ad una mia amica milanista, è veramente a terra, non spiaccica parola se non per ricordare a suo padre che l'Inter potrebbe essere superata dal Napoli. Mi fa tenerezza e capisco il suo stato d'animo, dopotutto era lo stesso provato da me solo un anno fa; vorrei parlarle, darle una pacca sulla spalla e rincuorarla un po', ma lascio perdere: il calcio è questo, dalle stelle alle stalle (oppure "It's do or die" come cantano i Gunners in questa canzone) .
 
Decido che la nottata non sarebbe degna di questo nome se non mi sparassi il mio gelatazzo a quattro gusti ipercalorico della buonanotte (in fondo non avevo ancora mangiato) presso la mia gelateria preferita; qui mi capita a tiro una ragazza con la maglia del centenario dell'Inter che aspetta il suo turno, la fanciulla è comprensibilmente affranta, l'idea di offrirle il gelato a condizione però che vada immediatamente a casa a lavarsi i denti (io ci tengo alla salute dei giovani, immaginatevi voi una giUovine con denti marci e gialli come quelli di Moratti ) è forte, ma anche in questa circostanza desisto, limitandomi soltanto a dire: "La ragazza ha la precedenza su di me, anche se è interista" . Percorro quasi tutto corso Lodi godendomi appieno la mia coppa gelato, la strada è abbastanza trafficata e qualche commento sul match scappa qua e là. Fa caldo, tanto, perfino troppo; un odore strano pervade l'aria: forse è l'odore della primavera, oppure, più semplicemente (complice anche la prima sconfitta casalinga di Mourinho dopo nove anni di imbattibilità ) potrebbe trattarsi della fine di una maledizione durata troppo a lungo
 
Torno a casa; mia madre si sveglia ed io faccio cosa buona e giusta urlandole contro (lei è interista): "SA-LU-TA-TE LA CA-PO-LI-STA!!!" ; sono stanco e appesantito dal gelato, ma con forze sufficienti per leggere commenti su FaceBook e su Screwdrivers; ringrazio quanti sostengono che io porti fortuna , saluto i più e me ne vado a dormire avvolto in sogni rossoneri
 
Serata fantastica, con tre certezze:
 
A) si può vincere anche se non indosso i miei meravigliosi pantaloni color carota appassita (incredibilmente );
 
B) si vince sempre senza Milanista90 allo stadio (giustamente );
 
C) Pato