Abbiati non è un fenomeno, ma "soltanto" un bravo portiere. Molto bravo direi, ma qui si entra nel campo delle opinioni personali. Restiamo quindi sul bravo, aggettivo che penso metta d'accordo tutti.  Di Abbiati non si rammentano grosse cagate, eppure per lunghi tratti della carriera (comunque più che buona) è stato inspiegabilmente relegato in panca a beneficio di quella pippa clamorosa che era diventato il Dida degli ultimi anni, il quale, pur commettendo boiate raccapriccianti, pareva dovesse avere il posto da titolare assicurato per grazia divina o più verosimilmente per i meriti pregressi.

Abbiati si guadagnò il posto da titolare nel Milan all'epoca dello scudo di Zac in modo abbastanza bizzarro. Fu quella che si può tranquillamente definire "una botta di culo". Allora il titolare era quella calamità di Lehmann, che nelle prime giornate ne combinò una più di Bertoldo consentendo all'ex titolare Seba Rossi, plurititolato detentore del record d'imbattibilità in serie A, di riappropriarsi del posto. Ma accadde che Seba Rossi, da buon romagnolo sanguigno e un po' testa di cazzo (rammento a tutti che sono romagnolo anche io, prima che si sollevi un altro polverone), pensò bene di beccarsi una squalifica di cinque giornate cinque, assestando una violenta manata ad un avversario che tentava di recuperare il pallone dopo aver osato infilare la porta rossonera (si trattava di Bucchi del Perugia mi pare, ma sto andando a memoria ed ho un'età…).

Il ventenne Christian, terzo portiere proveniente da Monza, ebbe la sua occasione. E ne approfittò: da quel momento in poi prese a parare tutto ciò che gli capitava a tiro, mosche e zanzare comprese, turando le falle di una difesa a tre tutt'altro che imperforabile e contribuendo in maniera determinante alla conquista di un esaltante quanto insperato sedicesimo scudetto a spese di una Lazio sprecona e all'epoca ben più forte del Milan.

Il prosieguo della carriera di Abbiati, per quanto concerne la considerazione della società, è stato caratterizzato da alti e bassi, che talvolta l'hanno spedito in panca oppure addirittura  lontano dal Milan (sempre in prestito) (una volta anche ai gobbi) senza che sia mai stata fornita una spiegazione ben precisa, né da lui né dalla società. Christian ha sempre commesso errori normali, ha qualche problema nei rinvii, è un personaggio particolare nel senso che non ama le luci della ribalta ed i microfoni, ma è oggettivamente un bravo portiere;  la sua storia spesso interrotta e ripresa nel Milan resta, almeno per me, un fatto inspiegabile.

Ora, per ovvie ragioni scaramantiche, non starò a scrivere che in questo scudetto c'è parecchio delle manone di Christian Abbiati, perché ad oggi non abbiamo ancora vinto una cippa. Ma insomma, che alcune parate effettuate in questa stagione abbiano le sembianze di veri e propri gol, e che  queste parate riportino prepotentemente alla mente i miracoli di dodici anni fa, penso di poterlo scrivere tranquillamente senza tema di sventurate conseguenze.

Grazie Christian, comunque vada.