Non mi piacque  il comportamento di Ambro quattro anni fa,  sebbene, rituffandomi nel rovente clima post-calciopoli, comprenda che un professionista all'epoca potesse pure rompersi le scatole sentendosi rinfacciare da una certa parte, la solita,  ogni santo giorno, presunte manovre di cui peraltro egli manco era a conoscenza. Allo stesso modo, neppure ho mai gradito le mascherate di Materazzi in occasione delle numerose vittorie dei cugini, sebbene comprenda che comunque si tratta di goliardate che possono starci, dopo una stagione trionfale.

Va da sé quindi che neppure Ringhio mi  è piaciuto durante l'esibizione della serata scudetto. Prima di parlare di questo, desidero precisare che il Maicon Biondo non c'entra un cazzo, ed è evidentissimo a tutti (tranne ovviamente ad una certa parte, la solita) che lui si  è prontamente fermato non appena ha realizzato quale fosse l'argomento del coro;  fatta questa premessa, torno alle poco edificanti gesta di Rino. Non si tratta di  moralismo da quattro soldi, ma soltanto di un mio gusto personale: trovo certi atteggiamenti di pessimo gusto, soprattutto nei momenti che dovrebbero essere di gioia e basta. In questi momenti, degli avversari non dovrebbe fregartene una mazza, secondo me. Oltre a ciò, trovo sciocco fornire appigli ai soliti rosiconi  di una certa parte – la solita – che, non sapendo più ormai  a quale santo votarsi per spruzzarci fango addosso,  stanno sfruttando l'episodio per rimarcare vieppiù la loro fasulla superiorità morale (pensate che qualcuno  sta addirittura cavalcando le stronzate private commesse di recente da Seba Rossi, sebbene questi con l'AC Milan abbia chiuso da secoli, per dire).

Quell'epiteto, quel "uomo di merda" ripetuto varie volte all'indirizzo di un ex giocatore ed ex allenatore del Milan, nonché attuale allenatore di una squadra concorrente, soltanto perché questo allenatore "non lo faceva sentire importante", non fa onore a Rino. Il quale  fondamentalmente è un bravissimo ragazzo, che però spesso perde lucidità (come ad esempio nei recenti ottavi di Champions), e dimentica quanto lui fece cagare ogni volta che mise piede in campo l'anno scorso, e quanto si rese colpevole di stupidità immensa nel primo, umiliante derby.

So di andare controcorrente, ho notato che alla maggior parte dei cacciaviti della blogosfera l'esibizione di Ringhio dell'altra sera è piaciuta. Ma ne fotto, a me non è piaciuta e spero che 'ste scaramucce del cavolo prima o poi cessino da una parte e dall'altra,  e ci si torni a limitare ai canonici "chi non salta ecc. ecc.",  che sono innocui e non insultano nessuno.

Per finire, stasera c'è la semifinale di ritorno di Coppa Italia col Palermo. Una competizione  insulsa ormai, che però come ciliegina acquista un diverso significato, nel senso che insaporisce parecchio la già gustosissima torta (per chi sia riuscito ad impossessarsene ovviamente). E poi l'idea di un  derby di finale mi solletica assai.