Partiamo da una premessa imprescindibile: siamo Campioni d’Italia!
 
Superato con gioia questo presupposto, ogni ulteriore discorso è di per sé ozioso.
 
Con il sottofondo di gioia che musicherà la nostra intera estate, non può però sin da subito non essere brevemente commentata l’eliminazione di ieri sera. È difficile valutare una partita così prossima all’ubriacatura, metaforica e concreta, dovuta alla vittoria dello Scudetto. Ciò non toglie che la scelta di alcuni uomini e l’approccio complessivo, nonostante le bellicose intenzioni della vigilia, siano state errate o quantomeno non adeguate.
 
Molti hanno sottolineato l’infelice idea di riproporre un centrocampo con Seedorf e Pirlo. Entrambi addormentano il gioco. Entrambi masturbano calcio all’esasperazione. Ciò non toglie che Pirlo abbia giocato una partita discreta. Dubbia anche la scelta di escludere contemporaneamente Ibrahimovic e Boateng. La sensazione è che il solo Ibrahimovic avesse circa 30 minuti di calcio, data la sua precaria condizione fisica, ne segue la definitiva emersione di una carenza della rosa. Serve una prima punta fisica capace di sopperire alle assenze dei due giocatori citati. Personalmente non mi ha convinto neppure la riproposizione di Van Bommel, al quale avrei preferito un più fresco e dinamico Ambrosini.
 
È, comunque, inutile piangere sul latte versato e non resta che godersi il meritato e atteso Scudetto.
 
Si è detto tanto di questo trionfo. Mi piace, quindi, l’idea di menzionare tre momenti che secondo me hanno cambiato in meglio la stagione italiana del Milan.
 
1-     L’acquisto di Ibrahimovic a fine agosto ha portato il Milan in una dimensione diversa. Ha reso all’improvviso consapevoli allenatore, giocatori e tifosi della volontà della proprietà. Il Campionato era l’unico e primario obiettivo. Ibrahimovic ha spostato gli equilibri esterni ed interni. Lo spogliatoio e la gestione ne sono usciti stravolti. Particolare non secondario: l’acquisto a fine agosto (sicuramente conosciuto dagli addetti, ma non certo) ha impedito agli avversari (Inter) di reagire per tempo, regalando di fatto i primi 4 mesi di stagione al Milan.
 
2-     La cessione di Ronaldinho a gennaio ha rappresentato, a sorpresa, un’inversione di tendenza rispetto alle ultime gestioni del Milan. Da anni l’allenatore non imponeva la sua volontà in questo modo. Nello spogliatoio tale scelta ha assunto un peso specifico importante. Nessun protetto della società e della presidenza era più al sicuro.
 
3-     Il derby è stata la svolta, l’acquisizione definitiva di sicurezza e consapevolezza. Una partita preparata in ogni dettaglio, sin dall’ottenimento dell’esenzione dai match delle nazionali per Boateng e Van Bommel. Il dominio è stato netto, quasi sorprendente per le sue dimensioni. Il gol di Pato dopo 45 secondi e il miracolo di Abbiati hanno fatto il resto.
 
Bisogna ora iniziare a programmare la prossima stagione a partire dalla scelta dei rinnovi. Mi ero già espresso in merito e ribadisco la mia valutazione, salvo ponderare meglio l’effettiva utilità di rinnovare a Clarence Seedorf.
 
Il come e il dove migliorare questa squadra sarà argomento futuro.
 
Settimana prossima spenderò, invece, due parole sui meriti e gli errori di Massimiliano Allegri: nuovo allenatore
Campione d’Italia!