In prossimità dell’ultima giornata di campionato, per la quale fin d’ora prevedo il più classico dei biscotti (1-1 e tutti felici e contenti!), mi limito a sottolineare come le recriminazioni tra utenti e blog continuino imperterrite a tediare gli spazi rossoneri.
 
L’occhio critico rivolto al futuro è un diritto ed un dovere, ma l’incapacità di godersi per qualche settimana un successo che mancava da sette anni mi lascia alquanto perplesso.
 
Inizieremo a parlare di mercato e di prospettive da settimana prossima. Oggi va, quindi, on line l’ultima edizione de “il Mercoledì del Camisa”, che lascerà poi spazio alla classica rubrica estiva “Si viene e si va…”.
 
Prima di salutare i nostri mercoledì, vorrei affrontare ancora due aspetti di questa stagione.
 
Non è mai bello, ma partirei con una mia lunga auto-citazione tratta da un post del 12 gennaio 2011: Numeri. La fine del girone d’andata ha scatenato una guerra di numeri. Il Milan di oggi è primo in classifica, ma con gli stessi punti del passato Milan di Leonardo, che primo non è mai stato. E’ ozioso inseguire meriti e demeriti. Conta la sostanza, cioè il temporaneo primato. Dato che i paragoni con la passata stagione si sprecano, vi regalo qualche ulteriore dato per leggere meglio la stagione in corso. L’Inter totalizzò complessivi 82 punti (appena 2 in più di un ipotetico doppio 40!), ma ne fece solo 37 nel girone di ritorno, contro i 45 di quello d’andata. La Roma ne fece 80, ma per farlo dovette farne ben 48 nelle 19 partite di ritorno. Oltre alle citate squadre, la sola Sampdoria fece un girone totalizzando più di 40 punti (41 nel ritorno per esattezza). La Juventus, al contrario, non ne fece nemmeno uno e ad oggi ha un andamento analogo a quello dell’anno scorso. Concludo ricordando che il Milan di Leonardo di punti nel girone di ritorno ne fece solo 30. Non capisco allora come non possa risultare credibile che il Milan, facendo un analogo girone da 40 punti (cosa ampiamente alla nostra portata), non possa tranquillamente vincere lo Scudetto. Per esserci superiori la Roma dovrebbe incamerare 49 punti (1 in più dell’incredibile ritorno della passata stagione), la Juventus non ne parliamo e non mi esprimo su Napoli e Lazio ritenendo per loro credibile un ritorno speculare all’andata. Rimane l’Inter, squadra che valuto unica vera avversaria. Conteggiando per loro già 35 punti, per superarci dovrebbero farne 46, uno in più del miglior girone dell’ultimo Mourinho. Credete che ciò sia possibile?”
 
Questi di seguito i punteggi delle prime otto squadre del campionato al termine del girone d’andata: Milan 40, Napoli 36, Inter 35, Lazio 34, Roma 32, Palermo 31, Juventus 31, Udinese 27.
 
Questi, invece, i punteggi delle stesse otto squadre nelle successive 18 giornate: Milan 41, Napoli 33, Inter 38, Lazio, 29, Roma 28, Palermo 25, Juventus 26, Udinese 38.
 
Ovviamente quanto scritto a gennaio “non è stato possibile”!
 
Alla luce di questo raffronto ritengo le mie previsioni perfettamente avverate. Non sempre, ma a volte il calcio è anche rispetto dei numeri e delle statistiche.
 
Allegri. Vincere il Campionato al primo tentativo in una grande squadra è impresa non da poco. Impresa che, però, è riuscita anche a Zaccheroni, il quale non si è mai ripetuto in seguito. E’ innegabile che la crescita di questo allenatore passa dai prossimi risultati europei. Zaccheroni non ne ottenne alcuno e il suo destino fu segnato. L’allenatore livornese ha compiuto un ottimo lavoro, riconosciuto da molti (non da tutti) milanisti e da molti non milanisti. Inutile ripetere le lodi sperticate e i meriti già delineati. E’ giusto, invece, nell’esercizio del diritto di critica, segnalare alcune cose perfettibili e/o non ben attuate nella stagione 2010/2011. Ripetuta la necessità di una crescita europea del mister, ad essere oggetto di fastidio sono state le spesso ritardatissime sostituzioni (vizio peraltro di molti allenatori); l’incapacità di percepire per Ibrahimovic l’obbligo di farlo riposare maggiormente (complice in realtà anche la carenza di vere alternative valide); l’insistenza – soprattutto a Palermo e nel mese di febbraio – nell’applicazione di un sistema di gioco che, vista la carenza fisica e l’assenza di alcuni suoi interpreti, ha rischiato di costarci lo Scudetto; infine la non perfetta valutazione tecnica e tattica, sia in positivo, sia in negativo, di alcuni elementi della rosa (es. Bonera, Papastathopoulos, Yepes, Jankulovski, Emanuelson).
 
Sia chiaro si tratta di rimbrotti figli della ricerca del miglioramento e della perfezione.
 
La vittoria dello Scudetto, comunque, li oscura quasi tutti. Nasconderli sarebbe in ogni caso un errore.
 
Da lunedì mattina penserò ufficialmente alla nuova stagione. Ora, anche se sono in ballo i rinnovi, ne ho poca voglia.