A TUTTO CAMPO….GHOST TO GHOST

7ª giornata

L’ultima colonna riporta, molto semplicemente, la somma dei punti in classifica delle squadre antagoniste. Specifico che per l’Atalanta non considero i 6 punti di penalizzazione a tavolino.

Scontro incrociato Sicilia/Lombardia. Leggermente più difficile per il Milan, ma per una semplice questione di tradizione negativa. In casa, e con i rosanero poi, è arrivato il momento di invertire il trend. La terra etnea, invece, potrebbe dare una risposta sullo stato di salute dei bisleroni*. E c’è fermento per il sussurrato, ventilato, ma purtroppo impossibile, ritorno di Mr. 20 mln. “Dalla Russia con furore…” Ma qualche dotto_babbeo, dite, l’avrà presa seriamente ‘sta cosa? Mi sa di si. Il Napoli gioca con un Parma rinvigorito dalla vittoria netta sul Genoa e potrebbe avere qualche difficoltà. Farà molto, per i partenopei, l’effetto San Paolo. AtalantaUdinese e il derby romano sono due bei match. Il primo propone due squadre decisamente in salute, anche se i bergamaschi sono reduci da tre schiaffi rimediati proprio contro i giallorossi capitolini. Le romane si presentano reduci, entrambe, da belle vittorie. Meglio la Lazio e non solo per il fattore campo. Segnalo il divertente scambio di battute Totti/Rocchi. Vince il laziale a mani basse. La Juventus è in trasferta con il Chievo. Dopo il deludente pareggio con il Cesena, è lecito aspettarsi una reazione dei Clivensi. Cagliari favorito contro il Siena, così come il Genoa con il Lecce. La Fiorentina è chiamata al riscatto contro un Cesena che pare poco consistente. Infine Novara e Bologna: piemontesi alla ricerca della vittoria in casa, dopo quella sui nerazzurri, e dopo che gli è sfuggita con il Catania, solamente nel recupero finale. Ben tornato, Campionato!

*questa la definizione data, anni fa, dal noto giornalista Gianni Brera (qui la versione integrale):
Il caro vecchio Frum, direttore dell'”Eco della Stampa”, aveva fatto parte di un gruppo di galantuomini malati di “interite” che all’ora dell’aperitivo solevano incontrarsi al Bar Bisleri, in uno degli ultimi palazzi del Corso Vittorio Emanuele, verso Piazza Duomo. I milanisti li sapevano fanatici e un po’ spregiosamente li avevano bollati come “bisleroni”. Ancora oggi sento qualche vecchio “cacciavite” chiamare “bisleroni” quelli dell’altra parte della barricata.
Ultimamente avevamo letto il termine in questo commento . Ringrazio, quindi, questo “vecchio” cacciavite.