Allegri. Sino a prova contraria, nonchè quantomeno sino a maggio 2012, è l’allenatore campione d’Italia. Si possono a piacimento distribuire percentuali di merito in relazione al trionfo della passata stagione, ma nessuna eccezione può togliere quel titolo a Massimiliano Allegri. E’ in voga il mito del cosiddetto “Allegriano”. Evito di infilarmi in polemiche fini a se stesse. Osservo, però, che il titubante inizio di stagione, di cui Allegri in primis deve essere ritenuto responsabile, è stato sovvertito da un travolgente mese di vittorie. Se vi erano colpe prima, vi sono meriti ora. Eppure non mancano i tifosi accecati dal pregiudizio, pronti a contestargli persino la scelta di schierare per 10 minuti Inzaghi e non El Shaarawy. Io, primo fra tutti, fui fautore dell’acquisto del ragazzo, ma al tempo medesimo mi appare assurdo e disonesto farlo diventare “capro espiatorio” al sol scopo di avere un pretesto per criticare l’allenatore.

Emanuelson. Sia chiaro: per me è ora un giocatore modesto. L’olandese è bravino in tutto, ma non eccelle in niente. Allegri insiste e ci crede. Sul punto non posso negare di essere in disaccordo con l’allenatore. Nonostante ciò, e a dispetto di molti, domenica con il Catania ho visto un più che discreto Emanuelson. Il ragazzo sembra crescere sia tatticamente, sia fisicamente. I giocatori etnei lo hanno picchiato senza risparmio, ma lui si è sempre rialzato. Gioca discretamente bene tra le linee ed ha un buon passo. Calcia poco ed è carente nell’ultimo passaggio. Eppure penso che possa crescere, sino a diventare un bel giocatore. Non ci credo (forse!?), ma lo scrivo.

Ibrahimovic. Quasi tutti se ne sono accorti, ma io lo ribadisco: Zlatan sta giocando trequartista. Il che, per un giocatore delle sue dimensioni, è un fatto eclatante, quasi pazzesco. I più esperti immaginino di vedere un giocatore con il fisico, la forza e la classe di Pau Gasol fare il playmaker. Ecco, questo è il nuovo Zlatan Ibrahimovic: quasi più centravanti, ancor meno secondo punta, ormai solo regista, ma con la capacità di fare gol sempre e comunque.

Il prescritto del giorno. Filippo Penati è stato recentissimamente salvato dalla prescrizione, evitando quindi il processo e la presumibile condanna per il reato di corruzione gravissima nell’ambito della vicenda di tangenti riguardante il Comune di Sesto San Giovanni e le aree Falck e Marelli.

Chiedetelo a… “Illustrissimo Procuratore Federale, le sentenze di ieri sera hanno accertato la sussistenza di reati e condotte fraudolenti in capo a numerosi esponenti del mondo del calcio (su tutti Luciano Moggi!), trovando così riscontro penale le note decisioni sportive nell’ambito del processo Calciopoli. Quale è il suo pensiero?” (ilCamisa).

Caro ilCamisa, non ho provato alcuno stupore nella lettura del dispositivo del Tribunale di Napoli. Gli illeciti sportivi perpetrati dai massimi dirigenti della società Juventus, con la partecipazione dell’AIA e la connivenza della FIGC, erano fatti evidenti anche agli occhi del profano. I danni collaterali del comportamento bianconero sono coincisi con il coinvolgimento di Milan, Fiorentina, Lazio e altre società minori. Non vi è nulla di strano e inatteso, poichè giustizia è stata fatta. Al riguardo non ho più nulla da dire, se non che al giusto processo penale non ha fatto da contraltare il ragionevole processo sportivo. Quest’ultimo sommario, frettoloso e confuso. La prescrizione ha salvato alcuni, ma tale beneficio esiste ed è inutile continuamente tornarci sopra. Ci saranno Appello e Cassazione, ma in sostanza le ultime righe della vicenda sono state scritte ieri notte. Alla storia passeranno i principali colpevoli, gli esercitatori di difese illegittime, i colpevoli estorti e gli onesti prescritti. Ora voltiamo pagina. Buonanotte e per sempre “buon calcio”, poichè d’ora in poi non sarà più wrestling, salvo che per coloro i quali pensano che è stato regolare boxe solo per un preciso recente quinquennio.