Some people never die

Prima della campagna elettorale – Ed eccoci qua, facendoci beffe dei Maya, ad aspettare la prossima partita di campionato, il Natale, il calciomercato di riparazione e la campagna elettorale, quattro cose che non sembrano tutte perfettamente collegate, ma in realtà lo sono. La trasferta romana di domani sera potrebbe essere l’ultima presenza rossonera di Robinho, giocatore di allegria e indolenza brasiliana, dal talento indiscutibile quanto la sua imprecisione sotto porta, arrivato dal Sud America in Europa anni fa come uno dei migliori della sua generazione, sempre un passo indietro dal diventare indispensabile a Madrid, a Manchester, a Milano. Nel suo primo anno rossonero segnò 14 reti in campionato – tante quante Ibrahimovic (sempre sia lodato) e Pato – e si rivelò uomo fondamentale negli schemi di Massimliano Allegri, che infatti spesso lo preferiva al Papero quando entrambi disponibili, pur essendo il secondo il talento del futuro mentre il primo un momentaneo guizzo di mercato che un giorno sarebbe partito così come era arrivato. In questo suo terzo anno – anno di smantellamento, rifondazione e confusione societaria e tattica – non è stato certo tra i migliori, pur essendosi ripreso il posto da titolare nel 4-3-3 allegriano dopo i problemi fisici dei primi mesi; eppure, nelle ultime cinque partite Robinho è stato autore di due reti e di due assist, numeri che mostrano una discreta incisività nei recenti risultati della squadra. Probabilmente, di fronte a un’offerta congrua verrà ceduto al Santos, e l’incasso, assieme a quello derivante da altre piccoli cessioni, potrà forse essere usato per mettere in atto quel colpo di mercato da utilizzare come la ciliegina sulla torta della campagna pre-elettorale natalizia di Silvio Berlusconi.

A questo proposito, non amo il fatto che il Milan sia utilizzato a periodi alterni come esempio di austerità in periodi difficili o come simbolo dell’invicibile sagacia del suo proprietario in tempi politicamente “caldi”. Riconosco inoltre che non è stata solo la politica a guidare le scelte della famiglia Berlusconi dai tempi della discesa in campo: talvolta legittime nonché opportune riflessioni di natura economica hanno influito, altre volte – perché no? – anche qualche forma di genuina passione sportiva del Cavaliere ha giocato un ruolo.  Ricordo ancora una trasmissione sportiva che mostrò un’escalation di dichiarazioni berlusconiane riguardanti Ronaldinho prima delle elezioni politiche del 2008 e il loro scemare fino alle soglie dello scetticismo e della rassegnazione subito dopo le elezioni – eppure, Ronaldinho in quel 2008 vestì la maglia rossonera ad elezioni già stravinte dal centrodestra.

La partita che ci aspetta domani non è affatto facile: a parte gli acciaccati cronici, probabilmente saranno tutti abili ed arruolabili in casa milanista, con i soliti ballottaggi che riguardano il terzino da schierare in aggiunta a De Sciglio (Abate o Constant) e la prima punta (Pazzini o il falso nove Boateng). Sono veramente contento che finalmente questa squadra abbia trovato una formazione tipo su cui puntare. Aggiungo che se il mister avesse avuto una rosa quasi completa a disposizione già a fine luglio e non più di un mese dopo, forse avremmo iniziato a macinare risultati due o tre settimane prima.

Gli avversari – Non ho mai nascosto su queste pagine la mia passione per la Roma di quest’anno: non tanto per l’impronta zemaniana e il suo gioco offensivo, quanto proprio per la qualità degli interpreti presenti in rosa. Io credo che un reparto d’attacco che goda di Totti, Osvaldo, Destro e Lamela sia di assoluto livello in Italia (forse il migliore) e in Europa. Pjanic è un giocatore che se trova regolarità e sicurezza (pura avendo già esperienza internazionale, ha solo 22 anni) può davvero diventare grande, De Rossi è il migliore centrocampista italiano in attività, forse l’unico giocatore della Serie A che sarebbe capace di strappare un posto da titolare in qualsiasi delle big d’Europa (ma Zeman ha le sue fisime e gli preferisce il giovane greco Tachtisidis, che pure non è malaccio a dire il vero), Bradley è un onesto cagnaccio che apprezzavo già lo scorso anno a Verona. In difesa – e non solo per ragioni tattiche – vengono i guai giallorossi, perché Balzaretti non sta rendendo come atteso, mettendo in difficoltà il boemo nell’attuazione del suo gioco in cui le fasce sono fondamentali, mentre Piris è un giocatorino che non merita questa categoria. Il portiere Goicoechea è un’altra delle fisse di Zeman, che sin da luglio vedeva male il vice-campione del mondo Stekelenburg, che infatti ai primi problemi fisici conditi da qualche incertezza in porta è stato fatto accomodare in panchina. Sarà assente Castan domani (partito bene in campionato, ultimamente meno brillante), la difesa centrale giallorossa sarà probabilmente composta da Burdisso e Marquinhos. Mi rendo conto, però, che utilizzare il termine difesa è eccessivo in questo caso, forse è meglio parlare di due tizi che si troveranno là dietro a cercare di collezionare il minor numero di figuracce possibili. Di questa rosa sottolineerei la giovane età: tolti i giocatori storici, Marquinhos è del ’94, Lamela è del ’92 (come il nostro Faraone), Florenzi e Destro sono del ’91, Pjanic del ’90; se gli americani (e Unicredit) la smettono con gli esperimenti in panchina e si affidano a un tecnico più concreto, per la Roma vedo stagioni molto buone nel prossimo futuro.

Gli altri – La giornata inizia già stasera con Pescara-Catania e, soprattutto, Cagliari-Juventus che sarà giocata a Parma per le note traversie dello stadio dei sardi a Quartu Sant’Elena. Mi chiedo come si possa ancora accettare in Serie A l’iscrizione della società di Massimo Cellino: a me sembra un fatto basilare, un requisito minimo indispensabule che per giocare al gioco del calcio si debba avere a disposizione un campo di calcio. Fatto sta che, così come la stagione scorsa alla penultima giornata, anche quest’anno la trasferta in terra sarda diventa per i gobbi sostanzialmente una partita casalinga. Il Napoli va in trasferta in casa di un Siena che per motivi misteriosi (o idioti) ha appena esonerato Serse Cosmi. Certi presidenti non li capirò mai.

Da seguirePalermo-Fiorentina: continuo a fidarmi della viola, seppur le fatiche di Coppa Italia potrebbero influire sulla prestazione. In trasferta a Palermo non troveranno un campo agevole ma una squadra che, pur scarsina, sta iniziando a seguire i dettami tattici di Gasperini. A Montella mancherà Roncaglia in difesa per squalifica.

Da evitareTorino-Chievo. Brutto, brutto, brutto.

IL PROGRAMMA DELLA 18a GIORNATA

21 dicembre 2012
– ore 18:00: Pescara-Catania
– ore 20:45: Cagliari-Juventus

22 dicembre 2012
– ore 12:30: Inter-Genoa
– ore 15:00: Atalanta-Udinese
– ore 15:00: Bologna-Parma
– ore 15:00: Palermo-Fiorentina
– ore 15:00: Sampdoria-Lazio
– ore 15:00: Siena-Napoli
– ore 15:00: Torino-Chievo
– ore 20:45: Roma-Milan