Entusiasmo. Per tutto il periodo estivo si è giustamente deriso l’entusiasmo di Inzaghi quale primo acquisto del Milan. Il Milan non aveva bisogno di solo entusiasmo, servivano uomini e calciatori nuovi. Gli asini pieni di entusiasmo raglieranno meglio, ma saranno sempre asini. Qualcosa, alla resa dei conti, è cambiato. Molti asini sono stati ceduti o prestati. Calciatori nuovi sono arrivati, se siano asini o cavalli solo il tempo ce lo saprà dire. Oltre a ciò è, però, innegabilmente arrivato anche l’entusiasmo, inteso non come euforia priva di senso, bensì come grinta, voglia, spirito di sacrificio e ardore. Il Milan visto con la Lazio, appare come un Milan nuovo: compatto e volenteroso. Serviva una sferzata di questo tipo, una ventata di fresco per fare uscire dalle mura di Milanello la mefitica aria che si era fossilizzata in quest’ultimo anno e mezzo. E’ ora di ripartire dalla passione. Vediamo dove possiamo arrivare. Non lontanissimo, ma neppure così vicino come è accaduto nell’ultima stagione.

L’esordio stagionale mi consegna tre considerazioni tattiche che vorrei sottoporre alla vostra attenzione:

1) il Milan pare voler essere trasformato in una squadra di rimessa. Scelta quanto mai logica, laddove non abbondano fini palleggiatori nelle zone nevralgiche del campo. Dopo un turno, l’idea appare interessante e umile, ma attenzione a non esagerare. Il primo Milan di Allegri, nonchè il Milan post Ibrahimovic e Thiago Silva, erano impostati con una logica di rapidità e verticalità (es. gol di Pato a Firenze, gol di Robinho a Brescia, gol di El Shaarawy nel derby ecc.). Piacquero per brevi periodi, poi iniziammo a dire che il nostro era un calcio schifoso. Rinunciare del tutto al palleggio, può condurre ad esiti controproducenti, più in termini di affezione (causa idiozia della dirigenza e di alcuni tifoso buongustai) che di risultati;

2) mettiamoci il cuore in pace: Rami è alternativo ad Alex. Bonera è alternativo a Zapata. L’idea di calcio di Inzaghi prevede un difensore fisico e roccioso accoppiato ad un difensore maggiormente8565e8c82c832860356cca674d500a78_mediagallery-page tecnico (e rapido nel caso del colombiano). Ostracizzato Mexes, che, pur con le sue lacune, rappresenta la summa di queste caratteristiche, il Milan non prescinderà quasi mai da Zapata o da Bonera. Sarà spesso pianto o stridore di denti, ma l’eventuale costante continuità in tema di compatezza e vicinanza dei reparti, potrebbe limitare i danni derivanti dall’insufficienza dei nostri centrali.

3) gol e discreta prestazione a parte, molti si domanderanno perchè ad Inzaghi pare piacere molto il giapponese. Honda fa giocare meglio Abate. La realtà è solo questa. La presenza di un esterno alto più lento, ma tecnico, permette una migliore resa di Ignazio nell’unico fondamentale in cui veramente eccelle: la corsa. Abate trova sovente appoggio nello slittamento centrale di Honda e nell’abilità di quest’ultimo nel servire palla con i tempi richiesti dall’inserimento del terzino. Vedremo ancora molti cross sbagliati, ma si alzerà sicuramente la percentuale di quelli giusti, poichè Abate crossa molto meglio quando non deve pensare (ossia in corsa), piuttosto che in posizione statica, caso in cui è obbligato ad effettuare una scelta tecnica.

Balotelli. Non ho molto da dire. La sua partenza mi ha deluso e ferito. Ero e sono uno di quelli che crede nel calciatore. Siamo rimasti in pochi. Pazienza. Morirò da solo. Fernando Torres olè!