Dopo lo scarno comunicato di esonero di Pippinzaghi, se ne sono dette tante. C’era, e c’é ancora, chi non riesce a scindere il giocatore dall’allenatore e per i quali Inzaghi resterà sempre l’eroe di Atene (pare che gli altri 10 siano neanche scesi in campo), quasi impossibilitati a muovergli alcuna critica. E poi ci sono altri per cui le magre figure e l’incompetenza totale dimostrata in panchina, unita al solito atteggiamento opportunista per fare le scarpe ai “colleghi”, ha seppellito definitivamente il suo bel ricordo.

Io Pippinzaghi non l’ho mai amato e non ne ho mai fatto mistero. L’uomo non mi ha mai fatto impazzire sin da tempi non sospetti, e anche da calciatore, beh, diciamo che non era proprio il mio modello di ispirazione. Impazzivo per Van Basten, ho amato Sheva, venerato Zlatan, mi sono fatto estasiare dalle giocate di Boban, Rui Costa, Savicevic e Kakà. Giocatori formidabili di un passato che difficilmente tornerà, ma che ancora oggi è piacevole ricordare. Già, perché quando si parla di questa gente, e di quel Milan, è facile raccontare. Quando però le generazioni future ci chiederanno di questa dannata stagione 2014/2015 cosa risponderemo? Ho provato a immaginarmelo, in un dialogo tra un padre e un figlio tra una ventina d’anni circa, che sì, potrebbe contenere alcuni tratti autobiografici, inutile negarlo. Speriamo sia di buon auspicio per il futuro del Milan.

-… a quei tempi lo stadio della Juve si chiamava Delle Alpi.. era quasi pasqua, dovevamo vincere assolutamente.. e ricordo bene il secondo gol…

-Ancora?? Lo so già, Boban bla bla, il pallonetto per Weah bla bla bla, la corsa mano per mano sotto la curva!

– *espressione di stupore accigliato*… figlio, sei stolto e insolente talvolta, lo sai?

– Mamma dice che ho preso da te… Dai, mi racconti sempre le stesse cose. Ma guarda questo anno *indica col ditino nel monitor dell’iPad l’almanacco e la stagione 2014/2015*. Qua dice allenatore Inzaghi Filipppo e il Milan è finito decimo. Non mi parli mai di questo. Come mai?

-Sei sicuro di volerlo sapere?

-Le altre stagioni le so tutte a memoria papà. So di Zlatan, del gol di Sheva alla Roma, del gol di Ambrosini contro il PSV ma di questa stagione non so nulla. Mi racconti anche questa? E non raccontare bugie perché ho tutti i dati qua sul sito almanacco.

-Ehm se proprio insisti… allora mi ricordo che a inizio stagione non si parlava altro che di ENTUSIASMO. Non si sentiva altro. E si diceva in giro che questo Inzaghi era determinato, maniacale, attento ai dettagli e aveva ridato vita ad una squadra triste e svogliata.

– E prima del Milan Inzaghi cosa aveva allenato?

– Il Milan dei ragazzini… a quei tempi c’era un torneo, si chiamava torneo di Viareggio, ci giocavano le migliori squadre giovanili d’Italia e del mondo.

– Quindi Inzaghi è passato dai ragazzini al Milan dei grandi? Come ha fatto?

– Non ne ho idea, me lo sto ancora chiedendo anche io, figurati. Diciamo che era molto amico di Galliani.. ti ricordi? Quel signore pelato con la cravatta gialla che è stato dirigente del Milan per molti anni?

-Ah quello che è morto mentre mangiava al ristorante?

– Esatto, proprio quello, che gioia quel gior…

-Mamma dice che non si ride della morte delle altre persone.

-Sì, tua madre dice un sacco di cose… non è che le devi ascoltare proprio tutte tutte. Comunque, andando avanti, la stagione era iniziata bene con due vittorie di fila contro Lazio e Parma se ricordo bene.

-E tu eri felice e speranzoso? Che dicevano i giornali?

-Io sì ero felice, ma c’era qualcosa che non mi convinceva più di tanto. La stampa invece era tutta una festa, parlavano di Inzaghi come nuovo Mourinho, l’allenatore del Portogallo che ha vinto l’europeo, ti ricordi?

– Eh no, non iniziare come al solito col tuo Portogallo, ora. Dimmi cosa è successo al Milan dopo quell’inizio?

– Eh, non si può neanche divagare un secondo con te… comunque il vero crollo è iniziato verso gennaio del 2015, subito dopo natale. Prima il Milan andava un pochino a fasi alterne. Nel senso, o giocava male e pareggiava, o giocava male e vinceva di culo. Pensa che fino a ottobre è stato capocannoniere un giapponese rincoglionito con i capelli biondi.

– Chi era questo?

– Si chiamava Honda, Keisuke Honda.

– Doveva essere bravo, perché qua vedo che giocava sempre titolare…

– No, faceva proprio schifo. Ricordo che lo odiavo. Ma a quel tempo c’erano delle misteriose clausole di marketing sul contratto che furono scoperte dopo, e che dicevano che per far vendere magliette del Milan in Giappone questo giapponese biondo doveva giocare… ricordo che alcuni amici di un blog in cui scrivevo un giorno mi regalarono una maglia finanziando quella vergogna. Fu divertente però. Chissà che fine hanno fatto quei rincoglioniti, mi mancano. Dovrò decidermi a ritrovare i loro contatti. Comunque ho il sospetto che con Inzaghi questo giapponese giocasse più che altro perché Inzaghi non capiva nulla di calcio e si basava molto sulla scaramanzia. Durante il periodo positivo della sua gestione lui era capocannoniere, quindi lo faceva giocare sempre.

– Non mi sembra molto da allenatore serio questa cosa.

– Ecco, bravo.. sei sveglio. Ha ragione mamma quando dice che hai preso da me.

– Vai avanti… parlami di questo crollo.

– Il crollo fu verticale. Arrivarono anche quattro sconfitte di fila, a volte contro squadre neopromosse a S.Siro il vecchio stadio del Milan. Ma nelle interviste dopo la partita iniziava la vera agonia…

– Perché? Che si diceva in queste interviste?

– Lui viveva in un mondo tutto suo. Vedeva cose che nessuno vedeva. Ovviamente sempre a suo vantaggio o discolpa. E tirava fuori scuse. Sempre scuse. Era ridicolo, ricordo che arrivavo proprio ad insultarlo mentre parlava. Continuava a parlare questo fantastico dicembre dove il Milan giocava benissimo. In realtà non era assolutamente vero, giocavamo sempre malissimo, aveva fatto quattro punti e aveva perso anche contro il Genoa all’Immacolata a dicembre… sì, contro il Genoa, quella partita me la ricordo bene.

– Ma perché non è stato esonerato?

– Nessuno lo ha mai capito. Forse sempre per via di quell’amicizia con quel signore pelato morto mentre si ingozzava in un ristorante. Ma a fine stagione fu trattato malissimo. Il Milan andò a trattare un altro allenatore senza esonerare prima lui. E lui ci rimase talmente male che non accettò neanche i soldi che il Milan gli dava per dimettersi.

– E dove è andato poi a finire Filippo Inzaghi? Ha continuato ad allenare?

– Se ricordo bene è andato ad allenare qualche piccola squadra, ma fallì anche da loro. Non era proprio il suo mestiere. Credo ora viva negli Stati Uniti e abbia aperto dei ristoranti. Per fortuna abbiamo superato quel momento e siamo rinati come sempre.

– Non vorrai riparlarmi della finale di Champions a Londra con Ibrahimovic che alza la ottava a Londra e di te allo stadio, vero?

– Ma tu lo sai che se fosse stato per me ti saresti chiamato Zlatan… solo che tua madre non ha voluto?

– Me lo hai detto circa milleseicento volte. Ora scappo vado a giocare al campetto con gli altri.

– Allenati quel dannato sinistro…