152 14 minuti 15 anni

Non so perché un giorno decisi di appendere le scarpette al chiodo e di passare dalla parte del “nemico” ma così accadde. Sarà stata l’intemperanza giovanile che mi portava più al comando che all’essere comandato e l’antipatia stessa per quei cartellini sventolatimi addosso che mi spinse a essere io stesso lo sventolatore in questione. Non che fossi un picchiatore, anzi, per via della velocità ero io la “vittima” in questione, vittima fortemente portata a reagire con avversari e direttore di gara ovvero spinta a farsi giustizia sommaria da sé. Parliamo di ere geologiche fa; le ere in cui anche la prima e unica (ingiusta e mi brucia ancora) insufficienza in italiano scritto provocava nel Vostro reazioni verso l’insegnante non garbatissime per non parlare di un prof di latino e greco troppo poco elastico di menti per i gusti di un eclettico liceale; le ere delle occupazioni, di Kurt, degli Alice in Chains, di Bob, del Che, delle chiacchierate infinite che non portavano a niente, di una ragazza fatta incazzare al punto da aprire la porta dell’aula durante una lezione in modo da smerdarti davanti a tutti, … ma anche i tempi in cui doveva ancora arrivare Elisa dagli occhi blu in una sera di luglio e una non troppo tranquilla trasferta nell’est europeo e soprattutto il 7 dicembre 2005 e tanto altro, più di una decina d’anni son passati da allora ma un po’ di carattere del cazzo è rimasto come vi sarete certamente accorti.

Torniamo alla giacchetta nera. Non cominciò per caso ma con un preciso scopo: dirigere e comandare una partita, beccarsi i soldi dei rimborsi spese e avere la tessera ufficiale dell’Aia così da poter entrare gratis allo stadio per di più in tribuna centrale. Un’altra cosa cui non vedevo l’ora di arrivare era quella di poter arbitrare gli Juniores così da ritrovare vecchi compagni di squadra e acerrimi rivali conosciuti ai tempi degli Allievi. Come vedete i propositi di un non ancora diciassettenne non erano certo dei migliori, bellicosi rancorosi vendicativi e assetati di comando e ripicca, ma tra questo e il campo per la prima partita ufficiale c’era di mezzo un intero corso di circa cinque mesi con annesso esame finale scritto più orale. Fu quel corso che mi cambiò obiettivi e destini. Capita d’incontrare persone nella vita che o ti migliorano o ti peggiorano ancora di più specialmente nell’età in cui è ancora tutto in divenire e in trasformazione, io ebbi la fortuna di trovare un allora promettente arbitro di Can D, campionato nazionale dilettanti, che amava insegnare nei ritagli di tempo l’arte dell’arbitrare ai novizi. Non farò nomi né dirò la sezione per cui ho arbitrato, non è importante ai fini del messaggio che voglio dare né sarebbe corretto verso delle persone che tanto mi hanno dato, detesterebbero essere pubblicizzate. La prima lezione la ricordo come fosse oggi. Ci ordinò di chiudere il libro del regolamento che ognuno doveva avere con sé, ci guardò negli occhi e disse: “La regola più importante e che non dovete mai dimenticare è la regola numero diciotto, la regola del buon senso, la regola non scritta che detta lo spirito di tutte le altre. Non dovete mai dimenticare che voi dovete intervenire nella partita solo se la partita ha bisogno di voi perché i veri protagonisti sono i giocatori non voi. La partita perfetta è quella in cui nessuno si sarà neanche accorto della vostra presenza”. Fu l’inizio di un percorso iniziato con altri tre amici e che ci occupò fruttuosamente due pomeriggi alla settimana nel terzo anno del Liceo Classico. Lo studio di ogni regola e circolare interpretativa era sempre accompagnato dalla visione di filmati di partite di ogni categoria fino alla Serie D, da reti nazionali e pay tv fino alla più piccola televisione locale il materiale visionato era moltissimo e aveva il preciso scopo d’insegnarci anche un calcio diverso da quello per cui ci eravamo innamorati di questo sport, un calcio che peraltro molti avevano già conosciuto venendo da esperienze a livello giovanile per i campetti di periferia dove si respira ancora la passione e il gusto di giocare fine a se stesso. Nulla era lasciato al caso dall’istruttore con grandissima attenzione ai particolari dalla gestione dei rapporti con i giocatori prima, durante e dopo la gara fino alle modalità di compilazione del referto passando per lo stile di corsa e finendo con la cura per il movimento delle braccia a partita in corso nel fischiare i falli e nel lasciar correre un’azione prestando cautela a evitare di gesticolare smodatamente. Più passavano le settimane più le intenzioni di guerra del Vostro lasciavano spazio al senso di responsabilità per il ruolo che stava per andare a ricoprire, due squadre che si allenano un’intera settimana per quei trenta (Giovanissimi), quaranta (Allievi) o quarantacinque minuti (da Juniores in su) di partita e che hanno diritto al miglior arbitraggio possibile per non veder resi vani i loro sforzi e le loro aspirazioni; cresceva la voglia di riuscire in questa nuova avventura per orgoglio e soddisfazione personali ma anche per non deludere le persone che tanto avevano fatto per darmi gli strumenti e gli insegnamenti corretti per rendere al meglio delle mie possibilità. Con il finire del corso e l’avvicinarsi dell’esame avvenne anche il primo incontro con il gruppo di arbitri effettivi della sezione poiché era consigliato iniziare a frequentare la doppia sessione di allenamenti serali settimanali e mi accorsi con mia grande sorpresa che l’ambiente era assolutamente goliardico e alla mano, perfino i futuri colleghi già in carriera a buoni livelli non perdevano l’occasione per prodigarsi nel dare consigli ai prossimi esaminandi. Ricordo una sera passata fino a tardi con uno di loro a imparare sul campo i movimenti da effettuare a seconda dell’andamento del gioco e della posizione del pallone tenendo conto della mancanza di guardalinee almeno fino alle prime categorie regionali, quindi per tutti i primi passi mossi nella carriera arbitrale. Si rivelerà questa la più grande difficoltà: individuare i fuorigioco senza l’aiuto degli assistenti. Un’altra sera fu perfino dedicata alle modalità con cui fischiare così da far venire fuori un fischio pieno e convinto e non una specie di pernacchia. Ovviamente gli allenamenti finivano in partitelle dove i novizi, come me, erano fatti esercitare ad arbitrare ed è da non credere che peperini ci fossero tra gli arbitri-giocatori, proteste a non finire per ogni decisione, naturalmente calcolate per farci entrare in clima-tensione. Quei mesi volarono, venne l’esame, lo passai ed entrai così a tutti gli effetti nell’organico.

L’esordio avvenne in una domenica mattina assolata degli inizi di settembre del 1998 in un paesotto fuori dal centro città dove abitavo e per giunta con la squadra di casa il cui dirigente accompagnatore era il padre di una compagna di classe malauguratamente avvertita da me e presente al match (era figa quindi ci stava di fare lo sborone). Prima c’era stata la consegna della divisa ufficiale, del taccuino con i cartellini, dei fischietti, della borsa della sezione, dei referti da compilare a fine gara e da spedire al giudice sportivo della zona e la raccomandazione di non dimenticare la monetina per il sorteggio iniziale (sembrano cazzate ma anche solo dimenticare la monetina ti manda in mona tutto!) e soprattutto il cronometro, almeno uno per polso per sicurezza, così se uno avesse dovuto bloccarsi ci sarebbe sempre stato l’altro, ammesso che ci si fosse ricordati di farli partire entrambi e simultaneamente. Un sacco di piccole cose che col tempo diventano automatiche come il rito della consegna della busta con la designazione per posta o più facilmente a mano, il venerdì delle riunioni di sezione cui era obbligatorio partecipare (utile anche per conoscere meglio le colleghe). C’era sempre una certa ansia nell’aprirla soprattutto con l’andare del tempo perché ormai si era imparato a conoscere quali erano i campi più fastidiosi-insidiosi e le squadre più rognose da dirigere. Poi nella busta potevi trovarti a sorpresa la promozione di categoria, cosa cui avevi imparato a tenere se non altro per vedere riconosciuti i tuoi sacrifici. L’orario dei Giovanissimi provinciali, categoria da cui si comincia, era per le 10 e 30 e questo implicava un notevole sforzo con annesse rotture da parte di chi si offriva per accompagnarti nei posti più sperduti visto che la patente a quell’epoca ancora non c’era, il sacrificato prescelto fu quasi sempre mio padre. Tenete conto che si deve arrivare almeno un’ora prima dell’inizio viste le formalità da sbrigare nel pre-partita e soprattutto per non dare la sensazione dell’arbitro che è andato in discoteca fino alle cinque del mattino e che si è ricordato all’ultimo di avere la partita da arbitrare, qualche volta mi è riuscito di fare entrambe le cose quando avevo già acquisito una certa padronanza del mestiere ma è sconsigliabile, garantito e testato. Imparai subito a conoscere fin da quel primo incontro una figura che segna i destini nel bene e nel male dei giovani arbitri: l’osservatore arbitrale. Egli si palesa solo a fine gara per non farti sapere se c’è o non c’è in modo da verificare il tuo impegno a prescindere dalla sua presenza, egli ti dà un voto da uno a cinque, egli varia sempre o quasi e le medie dei voti di tutti quelli che ti hanno visionato sanciscono la fine o meno della tua agonia in una determinata categoria (ho vegetato troppo a lungo negli Juniores provinciali!!).

Una delle cose su cui aveva insistito molto l’istruttore del corso era stato fin da subito il rapporto con i giocatori. Questo doveva essere impostato sul reciproco rispetto e sul dialogo fin dal primo momento, fin dall’appello negli spogliatoi prima del match con in mano le distinte firmate e i documenti dei tesserati da verificare uno per uno. Ci disse: “Quando arrivate al capitano, fermatevi, non importa che sia un capitano di una squadra di giovanissimi provinciali o di una squadra di Serie A, lui è il capitano, responsabilizzatelo, lui è il vostro referente, date solo a lui la mano presentandovi al momento dell’appello, così fate capire a tutti gli altri che è lui che ha tutti gli onori e gli oneri che derivano dal ruolo che i compagni e l’allenatore gli hanno assegnato”. Io feci così fin da quella prima partita e devo dire che in linea generale non ho avuto grandi problemi con i giocatori almeno fino agli Juniores compresi. I “grandi” invece…

Potrei raccontarvi molte cose dei miei circa quattro anni da arbitro. Di quella prima partita vinta dalla squadra fuori casa (ahimè!!) a causa di un gol in netto fuorigioco che io non vidi perché mal posizionato e non ancora abituato a leggere bene i movimenti delle difese da solo (gli assistenti sono di parte in queste categorie e segnalano solo quando la palla esce ma io mi sono sempre poco fidato), di come in quell’occasione il padre assai esagitato di un giocatore locale si appese alla rete urlando ogni genere di improperi al momento della convalida del gol decisivo, della volta in cui arbitrai per tutta la partita col colletto tirato su beccandomi un cazziatone senza precedenti da parte di un osservatore arbitrale, dell’esordio negli Juniores con un dirigente che cinque minuti prima dell’inizio mi entrò negli spogliatoi dicendomi che era appena morto il padre di un giocatore e che non sapeva se e come dirglielo prima di un match così importante (!!!), delle partite arbitrate di calcio femminile in terna con annessi ingressi negli spogliatoi dopo due soli e rapidi toc toc alla porta e relativi post-match più interessanti del solito, delle esperienze da assistente arbitrale con qualche vecchietto pieno di ombre incollato alla tua posizione dietro alla rete che ti lancia ogni genere di "consiglio" per tutti i novanta minuti, della volta in cui espulsi un giocatore che poi mi affrontò al momento di salire in macchina a partita abbondantemente terminata, di come quasi tutti gli arbitri all’inizio della carriera abbiano una squadra del cuore proprio come me e di come a mano a mano che vanno avanti debbano per forza dimenticarsela, … Potrei raccontarvi tanto altro ma mi sa che sono stato già più prolisso del solito per cui concludo solo augurandomi che queste mie “poche” righe possano esservi servite ad avere dell’arbitro una visione diversa da quella così in voga, magari ve l’ho reso più simpatico.

152 commenti su “I MILLE VOLTI DI UN DIRETTORE DI GARA

  1. Usa mozilla x vederlo correttamente.

    Bellissimo racconto… Ma non me li hai resi + simpatici. Quanti insulti ai tuoi colleghi… 🙂

    Inoltre mi hai dato lo spunto x raccontare come invece io abbia deviato sulla "carriera" della panchina!

    Magari un giorno lo racconterò… eheh!

  2. Ora lo leggo, ma certi tuoi colleghi sono indifendibili.
    Purtroppo Milan-Real la curva Sud, Nord e tutto il II anello sono esauriti già da stamattina alle 10 -.-
    Mi sa che opteremo per il III anello visto che il I è troppo caro per le nostre tasche 🙁

    Comunque non basta più la C.I. ci vuole pure il codice fiscale…stamattina sembravo un ricettatore, avevo 3 C.I. più la mia e la fotocopia di un’altro, i soldi di tutti e mi ahn detto che mancavano ancora i codici fiscali….

    🙁

    Ora leggo il post XD 

  3. Interessante, potrei stamparlo e farlo leggere ai miei compagni di squadra, ora devo andare a mangiare e poi alla ricerca del biglietto per Milan-Real però dopo tutte le cose che hai lette ti dirò anche alcune cose successe negli Juniores Provinciali :PPPP 

  4. Toh, mi hai fatto venire in mente un post.
    Lo farò, forse, settimana prossima.
    L’arbitro visto dal giocatore, con degli interessanti spunti presi da un luogo inviolabile: lo spogliatoio!

  5. Una domanda per Adamos.
    A pelle, quando entrate negli spogliatoi a fare la chiama c’è una squadra che a pelle vi risulta più simpatica???
    In sede di valutazione di un fallo può essere rilevante, magari anche a livello di inconscio???

  6. Complimenti Adamos, post molto bello. Io da ex giocatore di calcio a 11 e attualmente da giocatore di calcio a 5 posso garantire che quella frase sul non essere protagonisti è la chiave per un buon arbitro. Putroppo capita di imbattersi in gente che vuole mettersi in mostra e li casualmente succedono sempre i casini. E anche il rapporto con i giocatori è importante. Un arbitro che ti parla, in modo fermo ma pacato, che ti spiega le cose è fondamentale. Perchè tutti noi giocatori sappiamo che l’arbitro può sbagliare, ma rapportarsi nelle giuste maniere fa si che l’errore venga accettato tranquillamente oppure no.

  7. gran bel post, soprattutto la parte iniziale…mai mi sarei aspettato un adamos-testa calda con intenti bellicosi 😉

    SONDAGGIO: i peggiori arbitri:

    per me sono

    -FARINA: indipendentemente da quello che fa, è irritante, urticante e fastidioso. capacissimo di mandare in vacca intere partite. mi ricordo ancora un barca-chelsea nel quale ammoni 37 giocatori, allenatori e capi ultrà.

    -RIZZOLI: ha l’anda di chi pensa di essere il migliore, ma per me è un gran cazzaro. sottomessissimo coi grandi giocatori, ogni tanto fa delle "fenomenate" che mandano in bestia.

    -ROSETTI: più incasinato di un quadro di picasso. fa più macelli di saw l’enigmista.

    quando questi 3 qua aribtrano il milan, mi mandano in vacca il clima pre-partita.

    uno bravo era PAPARESTA, da far cagare il cazzo invece DE SANTIS e BERTINI.

    lah.

    domandina per adamos: hai mai risposto per le rime ad un insulto di un calciatore?

  8. Rosetti è antipatico a prescindere con quella chioma bionda da gay.
    ( senza rancore Zio, non voglio offendere il tuo orientamento sessuale! XD )

    Ma il peggiore è FARINA.
    Brutto, scarso, corrotto e incapace.
    Il Mix "perfetto".. 😉

  9. Mamma mia che bel post. Interessantissimo e godibilissimo. Letto tutto d’un fiato.

    Tuttavia non avevo bisogno di questo magnifico post affinchè gli arbitri mi diventassero più simpatici. Non so perchè, ma a parte la dinastia Lo Bello (pace all’anima di Concetto, in ogni caso) ho sempre avuto molta comprensione per i fischietti.

  10. Che gran bel post 🙂

    complimenti Adamos!

    io devo dirti che in campo non mi arrabbio mai con l’arbitro, chiedo solo spiegazioni, una volta subii un fallo in area mia, e l’attacante segnò, l’arbitro non fischio ed io ho preso a pugni il terreno, per non prendere a pugni l’arbitro 😀

  11. D’accordo con il commento 8 di Zio, ad eccezione di Paparesta (troppo protagonista anche lui) e Rizzoli, che invece reputo uno dei migliori. Fa pochi errori e parla sempre in maniera molto persuasiva con i giocatori per spiegare le decisioni.
    Farina quando arbitra è l’uomo più irritante del mondo. Rosetti ne sarà il degno sostituto.

  12. Buon Pomeriggio Popolo Rossonero

    bellissimo post, dove c’è molto di personale e che va ben oltre lo scopo di dare un argomento di discussione. C’è sentimento e "anima", straordinariamente vero. Davvero bravo, Giuseppe!

  13.  Di questo post c’ è una cosa sola che non riesco proprio a vedere. La prima foto su in alto. Per me vedere quel personaggio  sarebbe un pò come vedere Kaka con la maglia dell’ Inter alzare la champions con doppietta in finale. Ecco credo che l’ effetto sia quello 🙂

    Io invece sono sempre stato dall’ altra parte del naviglio. Io ho sempre fatto parte della categoria dei rocciosi, di quelli che sono più le toppe date di quelle ricevute. Mi ricordo un esordio in campionato a 14 anni con una squadra locale. Entrai in campo all’ 85 . 87′ presa ammunizione ed infortunato giocatore avversario con tanto di caziatone del Mister che mi disse se mi ero reso conto dell’ entrata fatta. Io ricordo gli risposi…ma Mister mi era andato via che dovevo fare??

    Crescendo specie con il calcetto sono diventato un centrale difensivo regista. Adesso ho cambiato il mio modo di giocare e mi sono rimesso sugli esterni del rombo, sempre a calcetto prendendomi l’ appellativo di "flamini del calcetto" che ovviamente giudico un ottimo complimento 🙂

  14. dna, al mister dovevi rispondergli che mica eri li a pettinare le bambole 😉

    se uno ti va via, va abbattuto, punto e stop.

  15. Vi lascio….
    Mi aspetta l’allenamento del lunedì….
    L’allenamento che consta degli esercizi di corsa, soprattutto lavori aerobici, e che CASUALMENTE è l’allenamento che ha il più alto tasso di assenze.
    Stranamente il giovedì, allenamento tattico+rapidità+partitella finale, è sempre sovrafollato..
    Alla prossima….

  16. Bel post come al solito: Adamos8181 è una garanzia!
    Però, come DNA, ci avrei visto meglio Bob e Kurt! Grande uomo come vi pare, ma non trovo giusto mitizzare uno che ammazza le persone, perchè comunque, questo faceva!

  17. Grazie mille per i complimenti e soprattutto per la pazienza che chi mi legge mostra sempre visto che non ho assolutamente il dono della sintesi.

    Sapevo che la prima foto poteva creare più polemiche di quelle di Bob e Kurt, per questo l’ho scelta. Come ha detto Ghost il post è andato molto sulla mia sfera personale e nella mia storia prima di arrivare all’attuale astensionismo c’è stato l’adamos radicale e l’adamos rosso. L’adamos nero non ci sarà mai. Uso aggettivo come rosso e nero solo per comodità e farmi capire in modo immediato ben sapendo che sono divisioni semplicistiche. Credo che l’evoluzione sia finita. Per cui non rinnegando niente del mio passato ho scelto il Che perchè per me è stato significativo nel periodo in cui iniziai ad arbitrare, tutto qui.

    @Milanista90
     Raccontami pure in pvt di tutto quello che ti è successo, mi sembra interessante!

    @Mdm
    Io ho sempre cercato di non farmi condizionare al momento della chiama ma certo se uno mi risponde all’appello masticandomi la chewing-gum in faccia o parlotta con il compagno dietro ridacchiando mentre aspetta il suo turno un po’ m’indispone. Avevo un’antipatia a pelle per quelli con le meches bionde.

    @Snis
    totalmente d’accorto col tuo #7.

    @Zio
    no, non ho mai risposto male ad un giocatore anche perchè devo dire che non ce n’è mai stato bisogno. Solo all’esordio in seconda categoria beccai il capitano di una squadra che aveva giocato in C, diceva lui, e mi ha rotto i coglioni ad ogni fallo nel darmi consigli ripetendomi che aveva giocato in C che ad un certo punto gli ho detto: "senta lei avrà anche giocato in C ma come arbitro non ha fatto neanche i giovanissimi quindi lasci fare a me e stia tranquillo".

    @Enzuccio
    Quando uno chiede spiegazioni in modo civile, a gioco fermo, è doveroso rispondere. Ma in maniera ferma e decisa in modo da non dare il là ad un comizio in campo, ci vuole il giusto equilibrio.

  18. Hai fatto benissimo a mettere lui, a me non dà fastidio. Non uso neanche il popup, perciò rimane in alto!
    Però non vorrei essere frainteso: come essere milanista, non vuol dire essere berlusconiano!

  19. bella di arbitro!! 😀

    da parte mia ti posso dire come la vive un osservatore arbitrale,visto che mio papà era arbitro da giovane e osservatore a tutt’oggi.
    e io gli stampo referti,così sficcanaso un po’ x vedere sti arbitri, di cui tra l’altro ne conosco qualcuno…

    post + lungo del solito (difficile ma vero), però sempre godibile..
    bella la tua vita da ragazzetto scapestrato sanata dal ruolo di dirigente arbitrale 😀

    ..mi sto apprestando a diventare tuo collega, però di un altro sport, pallavolo.e soprattutto un’altra categoria.arbitro sole donne

  20.  Tranquillo Giuseppe finchè c’ è polemica c’ è blog. Qualche esempio lampante c’ è e non è nemmeno troppo distante da noi….

    C’ è stato un tempo in cui le correnti familiari mi hanno spinto un pò lievemente a sinistra. Ma fu solo una parentesi breve. La mia natura più profonda è sempre stato il capitalismo e il liberismo. Sono cresciuto con le teorie classiche, neoclassiche e pure Keynesiane. Ricordo alla maturità portai una tesi sul neo capitalismo post guerra  fredda e sulla fine del comunismo. 

    Ricordo che un giorno alla professoressa di economia ad una serie ripetuta di domande su Marx che io consideravo un cioccolataro gli dissi un po stizzito…prof, pensavo m’ interrogasse in economia….

    La mia evoluzione capitalista è nata alle superiori dove primeggiavo troppo nelle materie economiche e con fare un pò sbruffetto  mi divertivo abbastanza a far capire alle prof di queste materie che potevo essere quasi io ad insegnare economia a loro…Da ragazzo ero veramente un fottutissimo caratterino….(qualcosa poi ho conservato :-)) 

    In quegli anni ricordo di aver vissuto col massimo disgusto la rivoluzione cubana. E tifavo l’ America per l’ Embargo infinito su cuba. La storia dei missili Urs siu territorio cubano non la mandai giù e poi in quel periodo avevo un paio di conoscenti iper comunisti rivoluzionari che auspicavano alla dittatura pure in italia quale io avevo pesantemente sui coglioni. 

    Poi il lavoro, gli studi finanziari, lo studio delle valute, dei grafici, di tutto ciò che riguarda il denaro ha completato l’ opera. Adesso sono un capitalista convinto anche se un pò moderato. Infatti da 1 a 10 accetto 2 l’ intervento dello stato nell’ economia, anche se mi fa impazzire quando supera il 4 o più. Penso che questa evoluzione anche per me sia quella definitiva. Poi nella vita mai dire mai


  21. gran bel post, foto in alto compresa per come la vedo io (è l’unica cosa rossonera, oltre ad una sciarpa "non si vende kakà" che possiedo, un suo poster), e non sono un "estremista" (cosa che direi di chi riesce a "tifare" un embargo, senza polemica).
    Kurt ok, dal tuo avatar si capisce, ma Bob quale dei tanti?

  22. Madre Teresa, Martin Luther King, Mahatma Gandhi.

    Queste sono i miei punti di riferimento.

    Il Che è un personaggio romantico e affascinante, tuttavia mi spiace, si tratta di un assassino guerrafondaio la cui effige viene sventolata a cazzo durante le manifestazioni per la pace.

    Non vogliatemene: invecchiando, per quanto sinistrorsi possiate essere stati, una viratina più a destra, chi più chi meno, la farete tutti.

  23. @Andrea

    Bob Dylan..

    @Camisa

    Non vedo l’ora di leggere la tua storia, storia che ti ha portato a diventare allenatore..

  24. Ahahah Sadyq, d’accordissimo sulla "viratina" da non effettuare troppo!!

    Sono in astensione dal 2001 (voto a Bonino-Pannella) ma chiariamo una cosa, se dovessi essere obbligato a votare e ci fossero due soli partiti, da una parte La Russa, Fini & company e dall’altra i compagni, il voto andrebbe ai compagni.

  25. marcovan, vediamo di scatenare un bel flame (eheh):
    per me madreteresa era una stronza antiabortista, ghandi da giovane era un fottuto razzista e da "grande" uno che ha perso la sua battaglia, salvo solo Martin Luther King di quei tre.

    Di contro, il "guerrafondaio" (che dire allora di Garibaldi, Mazzini, Cavour o i partigiani?) ha contribuito a rendere Cuba un posto migliore, non del resto del mondo (non ho il prosciutto sugli occhi e non sono Comunista) ma di quello che era prima, leggasi i dati su analfabetismo e mancate cure a chi non se le poteva permettere e di quello che sarebbe rimasta, se avesse continuato ad essere uno dei tanti cortili di casa degli U.S.A. (anche qua, gli esempi non mancano, e si ringrazia la scuola liberista di chicago…).

    Poi la virata crescendo ci sta, anche se impercettibile, basta non avere il prosciutto sugli occhi anche in senso opposto e riconoscere meriti e limiti 😉

    PS: ma tra chi si scandalizza per le morti causate dal Che non c’è pure qualcuno che qualche settimana fa si è commosso per la morte di sei militari invasori in Afghanistan?

  26. Mi sarò rincoglionito (o lo sono sempre stato!?), ma non me ne sono accorto.

    Ps: l’unico poster che ho avuto, era di Marilin!

  27. (tengo a precisare che i giudizi su M.Teresa e Ghandi non sono in senso "assoluto" e convinto al 100%, sono un esempio paradossale di come, partendo da un dettaglio vero che emerge dalle loro biografie, si potrebbe prendere quel dettaglio per il tutto e dare un giudizio "tranchand" sugli stessi, ignorandone i meriti che pure ci sono stati)

  28. Nessun flame. Potrei rispondere in mille modi, ma è sufficiente questo: quei due non erano perfetti, nessuno al mondo lo è, ma non hanno mai ammazzato nessuno e si battevano per evitare che altri lo facessero. Il Che ha contribuito a fare di Cuba un Paese migliore? Forse. Diciamo che i cubani non potevano lamentarsi quando lui era ministro. Magari  ne avevano anche voglia di lamentarsi, ma non potevano proprio.

    Il Che ne aveva per i maroni di Cuba, tant’è vero che quando si esaurirono i cubani da mettere al muro il suo ruolo nel governo di Fidel (al quale vanno molti più meriti semmai) cominciò a stargli stretto fino a venirgli a noia. E cominciò ad andare in giro pel mondo ad ammazzar altri cristiani. Fino a che alcuni cristiani non seccarono lui.

    Per il resto, gran parte del fascino di ‘sto personaggio l’ha fatta la famosa immagine, che fa molto figo sbandierarla in giro.

  29. Rieccomi di ritorno da un faticoso allenamento ^^ a differenza della squadra di MdM ci siamo tutti sia lunedì che giovedì e da un estenuante lotta per i biglietti di Milan-Real Madrid.

    Alla fine ho vinto, ho in mano il biglietto anche se purtroppo per il I anello Verde 🙁 (il resto era tutto esaurito e al posto del III anello abbiamo optato x il I verde, il I blu era esaurito).

    Si adamos, appena ho tempo ti scrivo qualche aneddoto. Una cosa scrivo ora, ultima partita dell’anno scorso, derby San Canzian-Pieris decisivo, chi vince passa, l’arbitro ha dato un rigore a noi (sbagliato) fischiato tutti i falli, forse non visto un fuorigioco sul loro gol, ma senza guardialinee capita e dato un rigore x loro molto dubbio x mia trattenuta dopo 30" che ero entrato.
    Alla fine partita (perso 2-1 ed eliminati) gli ho fatto i complimenti e chiesto il perchè, mi fa che era talmente evidente che non poteva non fischiarlo e ha detto che potevamo vincere 4-0 il primo tempo quindi non è colpa mia la sconfitta, ma di prendersela con chi ha sbagliato il rigore e tutti i gol davanti alla porta. Io son restato della mia idea (che non c’era), lui della sua però non si può essere incazzati con arbitri così perchè fanno bene al calcio, clima distesto, spiegazioni dopo la partita.
    Non quelli che gli chiedi spiegazioni e ti dicono che se non vuoi usare le mani allora non dovresti essere li e alla domanda ma a calcio non si usano le mani, ti risponde se voi pensate così……

    Comunque bellissimo post 

  30. ‘sera… 🙂

    Gran bel post Adamos, dal quale emerge come gli arbitri dovrebbero essere visti per quello che sono, cioè sempòici esseri umani, anche se con responsabilità non di poco conto…

    Io comunque non ero meno scapestrato di te; ancora ricordo una serie di "piacevoli" discussioni con tutte le zoccole dei tempi del Verri (parlo di prof)…

    Sulla politica lasciamo perdere, sono di destra ma ciò che da sempre mi auguro per questo paese ormai so che non si verificherà mai, per cui me ne faccio una ragione… 🙁

    Punti di riferimento fissi per me?

    Peter Gabriel, Tom Waits, Otis Redding, Jimi Hendrix e Marvin Gaye (e musicalmente mi fermo qui, sennò non finisco più)…

    Ah, parlando di arbitri: credo vada fatta una distinzione tra arbitri capaci sì di fare vaccate ma in grado almeno di saper gestire una partita senza farsela sfuggire (volendo fare nomi, Collina, Paparesta e Rosetti) e quelli che non sanno fare neppure quello…  

  31. ahahah non avevo dubbi Kalu…. XD te sei a San siro per Milan-Real? Purtroppo ho trovato posto solo in I verde, ma magari prima della partita almeno un saluto veloce ci si riesce 

  32. Vorrei provare ad andare a san Siro, ma non riesco mai ad organizzarmi per tempo… 🙁

    Però ci si potrebbe vedere anche sùbito dopo la partita… 🙂

  33.  Si è vero tutti quelli che conosco una viratina l’ hanno fatta. Chi da sinistra al centro, chi rivoluzionario a comunista, chi da comunista a democratico, chi da centro a destra. Confermo. Anche io ho l’ impressione di una certa vuratina a destra prima o poi nella vita

  34. Se vuoi vai domani mattina, è rimasto FORSE (oggi pome alle 3 c’erano ancora un 500 biglietti) il I verde dove siamo noi se no c’erano un 6000 al terzo blu o rosso di quelli economici diciamo se no anche I rosso da 82€ o ancora di più 😛

    Certo tanto gli farò lasciare la macchina a Famagosta probabilmente e poi giriamo Milano…tanto di tempo ne abbiamo per organizzarci XD 

  35. Volevo commentare il post e mi ritrovo in politica XD.
    Facendo finzion di nulla tornerò sulla retta via… :p

    Adamos io ho avuto l’occasione di arbitrare fino agli Esordienti ( dove non serve la qualifica di arbitro FIGC – se sbaglio categoria correggimi ) e penso sia stato uno tra i periodi più divertenti della mia vita….
    Arbitravo spesso i Pulcini che, dopo Van Basten e Messi, sono la cosa più bella che abbia mai visto giocare a calcio…

    Aneddoti ne ho pure io da entrambe le parti… ne sparo un paio per farci due risate, spero :p

    Arbitro Time:
    Partita di pulcini, ad un certo punto mi sento tirare i pantaloncini da dietro…. Mi giro e c’è sto batuffolo che mi guarda con due occhioni tra il "sto per piangere" e "ma sono già un ometto e voglio giocare" che mi fa: " Scusa Arbitro, Mi allacci la scarpa? "…….
    Morale: partita sospesa su una azione da gol avversaria perchè gli l’ho allacciata…. Ho guardato i due mister che provavano a criticare talmente male che si son seduti e sono stati zitti tutto il resto della partita…

    Player Time:
    Prima partita con arbitro donna…. Una gnocca paurosa, tutto lo spogliatoio in tensione e lei più tesa di noi….
    Arriva a fare la chiama e, arrivato il mio turno, spezzo il ghiaccio:

    Lei: " Cozzaglio "

    Io: Enrico, 33331xxxxx telefonare ore pasti, capitano, Grazie 🙂

    Giù tutti a ridere XD

    Morale: Ammonito alla prima spallata…. però la sera ci sono uscito a cena… se l’era segnato il numero XD 

  36. Antonio,
    nel caso del Che l’idea ha superato l’uomo creando il mito, ma non è l’unico caso basti pensare a….. no mi fermo che vado fuori tema e poi creo polemiche e discussioni infinite! Dico solo che non sempre l’animale-uomo può ribaltare una forma di sottomissione con un’altra con la non-violenza.
    Diceva De Andrè:

    Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni 

  37. Mv posso usare la falce ti prego….DIAVOLO MA PORCA TROIAAAA!!
    STARTI ZITTO NO????
    Ma porco due…. ma sei peggio del malocchio…IETTATORE!

    Eric grandissimo!
    Ahah a san siro a Milan Real t chiedo se mi puoi allacciare la scarpa ok??
    A proposito… mi vieni ancora tu a cercare?? 😉

  38. MdM forse ti salvi…. ptv per te 😉

    A Milan-Real voglio incontrarvi almeno prima o dopo…io sono dall’altra parte dello stadio 🙁 unica nota positiva vedo la coreografia, sperando sia di quelle da incorniciare in camera… 

  39. Dai MDM farete una grande stagione che culminerà con una salvezza tranquilla, non retrocedete è sicuro… e sarai il migliore della squadra.

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