Non è stato un buon week-end. Il Napoli ha espugnato Bergamo, la Juventus è stata sconfitta in casa da una Inter corsara (e non è un aggettivo messo lì a caso). Grandi polemiche come spesso accade nel cosiddetto derby d’Italia, con i ruoli tradizionali stavolta ribaltati. Nulla di sorprendente, purtroppo, mentre ancora si sentono lamentele sulla spallata regolare di Giroud nel derby: d’altronde è una vita che in certi ambienti  piangono e fottono.

Devo però dire che abbiamo pensato troppo agli altri e poco a noi, negli ultimi due giorni. Parlo principalmente di noi tifosi, mentre credo e spero non sia stato così per la squadra; tuttavia è molto probabile che una certa ansia, dovuta alla consapevolezza dei risultati pieni delle contendenti per quella roba lì, abbia annebbiato i cervelli e irrigidito i muscoli dei ragazzi. E’ comunque evidente che non si tratta soltanto dell’aspetto psicologico, poiché sappiamo perfettamente che le difficoltà realizzative non appartengono soltanto alla partita di ieri. Si tratta anche di un aspetto puramente tecnico:  poca qualità nelle scelte, nelle rifiniture e nelle conclusioni del terzetto dietro l’unica punta.

Il Bologna ha disputato una buona gara, specialmente nel primo tempo dove ha anche costretto Maignan a un paio di interventi prodigiosi. Non mi sono piaciute le perdite di tempo del secondo tempo: nessuno chiedeva di stendere il tappeto rosso al Milan, ma se veramente vuoi dedicare un risultato positivo al tuo mister (per il quale sono dispiaciuto e preoccupato e al quale rinnovo gli auguri di pronta guarigione), giochi a calcio, non a ridurre con ogni mezzo i tempi di gioco, specie se non hai particolari esigenze di classifica. Mi auguro di assistere agli stessi ostruzionismi anche il 27/04, quando l’avversario sarà l’Inter; ma, chissà perché, mi viene da dubitarne.

Il Milan ha giocato male. Squadra poco equilibrata, nel primo tempo il Bologna  sarebbe potuto passare in vantaggio senza che potessimo recriminare più di tanto. E squadra imprecisa e sprecona in attacco: 33 tiri in porta sono un’esagerazione se paragonati ai soli 7 nello specchio; ciò è sinonimo di precipitazione, ma anche di scarsa qualità in alcuni elementi.

Messias è impresentabile come titolare per una squadra da scudetto. Dispiace scrivere certe cose, ma non siamo di fronte a un ventenne di belle speranze, ciò che va detto è giusto dirlo.

Diaz, a differenza di Messias è giovane e qualche bella speranza ce l’ha. Ora come ora però continua a deludermi: tiene troppo la palla, nove volte su dieci la serve male, non conclude in porta, stramazza a terra appena viene sfiorato.

Leao deve imparare che per giocare a calcio occorre indossare gli scarpini, non i pattini a rotelle. Certi capitomboli mi avrebbero strappato una risata, in un contesto diverso.

Tonali stranamente spompato, molto meglio Bennacer, fra i migliori insieme a Maignan, Giroud ed Hernandez. E insieme ai due difensori centrali: prima ho scritto dello scarso equilibrio e di rischi eccessivi per la nostra porta,  ma questo non deve suonare come un rimprovero per Tomori e Kalulu, i quali hanno fatto il meglio possibile nei frangenti in cui i compagni più avanzati avevano lasciato ampie praterie agli avversari.

L’arbitro Marinelli era da noi molto temuto, soprattutto per la sua inesperienza. Inesperienza che purtroppo ha permesso ai bolognesi di perdere un sacco di tempo, fra rotolamenti a terra infiniti e ritardi clamorosi nelle rimesse in gioco. A parte questo, avrebbe potuto fare di peggio, tutto sommato. Ci sono stati due episodi dubbi in area bolognese (trattenuta su Giroud e testata fortuita a Ibra), sui quali forse si è fatto bene a sorvolare. Ma il punto è: si sarebbe sorvolato qualora la squadra milanese fosse stata un’altra?

Pioli con questa squadra ha svolto un ottimo lavoro, è pleonastico ripeterlo. Tuttavia alcune sue scelte continuano a lasciarmi perplesso. Premesso che il professionista è lui e che chi scrive è un ignorante da competizione in materia, la mia sensazione è che Diaz e Messias assieme, da titolari, portino più rogne che vantaggi. La progressiva perdita di minutaggio di Saelemaekers è uno dei più grandi misteri della mia esistenza da milanista. Comprendo le difficoltà del tecnico nei suoi tentativi di aumentare la capacità realizzativa della squadra (i tre giocatori a sua disposizione per la fascia destra non fanno impazzire né lui né me), ma per lo meno il belga garantisce un equilibrio di gran lunga superiore rispetto al brasiliano — il quale peraltro anch’egli, come il belga, non segna, non crossa, non fornisce assist. Può darsi  sia accaduto qualcosa di cui non siamo a conoscenza, ma così, a sensazione, quella di Pioli mi sembra soltanto una scelta tecnica. Sbagliata, secondo me.