Leonardo spiazza tutti e sceglie Huntelaar al posto di Pato. Rispiazza tutti mettendolo attaccante esterno destro, durerà poco meno di un tempo la cosa. L’olandese fa il possibile, ammirevole in fase di non possesso palla nel tornare, perfino sorprendente in uno o due dribbling in fascia, ma non è il suo ruolo. Se dei tre “acquisti” di gennaio, tutti potenzialmente migliori dell’olandese in quella posizione, nessuno gioca un motivo ci sarà, Leonardo scemo non è. Qualcun altro o lo è o ci fa.

La Roma parte forte com’era logico attendersi. Siamo troppo bassi e slegati. Favoriamo i loro tiri dal limite con la distanza fra linea difensiva e linea di centrocampo ma soprattutto con orribili errori in fase di appoggio o rinvio, leggasi Bonera che se avesse un piede destro sarebbe un terzino destro ma così è solo un buon centrale che si riadatta lì perché Abate al netto dei pregi e difetti è peggio. Come vedete e sapete la coperta è corta ovunque la tiri. Però ce la giochiamo.

Ancora una volta sono Nesta e Thiago Silva a salire in cattedra alzando la squadra stile sfida dominata contro il Bari. Metro dopo metro saliamo e li allontaniamo da Abbiati. Non facciamo niente di che – sia chiaro – ma almeno abbassiamo il ritmo togliendo loro un po’ di possesso palla ed accorciando favoriamo la nostra capacità nel recuperare palla, nel lasciare poche volte la palla scoperta per i suggerimenti in profondità, nel riuscire ad effettuare le sovrapposizioni in fascia con gli esterni più vicini e con meno campo da coprire.

Niente di che. Qualche parata di Abbiati non troppo difficile. Un paio di conclusioni di Borriello fuori di testa  (non nel senso che è matto) e di piede. Flamini sempre troppo aggressivo ma positivo, se solo si controllasse un attimo questo ragazzo, cazzo. Antonini a tratti pare Serginho. Julio Baptista al Milan potrebbe servire. Pari giusto dopo il primo tempo. Ah sì un’altra cosa: sto cominciando a rompermi i coglioni di vedere il sig. Andrea Pirlo battere di merda le punizioni e i calci d’angolo. Possiamo fare qualcosa Leo? Grazie.

La ripresa parte con un canovaccio identico. Partita tattica con leggero predominio territoriale dei nostri. Questo significa che se c’è una squadra che dà la sensazione di poter andare in vantaggio è la nostra ma non sta facendo nulla di trascendentale per meritarlo. Tuttavia il Borriello che, su uno dei rari contropiedi concessi da una Roma tutta dietro la linea della palla, non mi passa la palla in mezzo all’Huntelaar per cercare la gloria personale mi fa rigirare i coglioni intorno al minuto cinquantacinque o giù di lì.

Ranieri che di calcio ne sa capisce di dover far alzare la squadra in qualche modo inserendo un uomo in grado di tenere palla davanti e magari conquistare qualche punizione dal limite (vero Thiago Silva?). L’uomo ce l’ha: è Toni. Infatti lo mette. Esce La Bestia che a me pareva avesse giocato decisamente meglio di Vucinic ma tant’è, io non sono certo l’uomo che ha portato il Chelsea al secondo posto prima dell’arrivo del Genio di Setubal e dei “pochissimi” acquisti che hanno portato i londinesi al trionfo, ah ma questa è un'altra storia, torniamo a noi.

Non ci sono grandi emozioni, anzi non ce ne sono proprio. Più ci si avvicina alla fine della partita più questa diventa brutta e perfino tatticamente poco interessante. Assistiamo al consueto allungarsi delle squadre per stanchezza con sfilze di lanci lunghi a saltare la mediana, obbrobriosi errori in fase d’impostazione elementare, scarsa circolazione di palla, pochi schemi e tanta improvvisazione. Il poco calcio passa per i piedi di Pizarro e Ronaldinho. Entrano Abate e Beckham per, rispettivamente, Antonini e Flamini a circa dieci minuti dalla fine. Cambia poco o nulla se non che Bonera passa naturalmente a sinistra. Perfino Inzaghi non mi suscita più la scossa del "qualcosa può succedere", infatti quando prende il posto di Borriello facciamo una smorfia d'indifferenza.

Allora comincio a pensare. Comincio a pensare che l’anno scorso il Gaspe un punto l’ha preso a San Siro contro l'Inter. Comincio a pensare che tre punti sui giallorossi comunque li teniamo col pari. Comincio a pensare e vedo Burdisso che salva su Huntelaar un gol fatto. Comincio a pensare e vedo Abbiati superarsi su Riise. Comincio a pensare che sia stato giusto così quando l’ottimo Tagliavento, ma non avevo dubbi su di lui, fischia la fine delle ostilità. Ripenso e mi dico: con Pato avremmo vinto con due gol di scarto sicuri.