E' stata una stagione fantastica, ma estenuante. Per il Milan, per  il blog.

Il Milan. Si comincia con un  mercato estemporaneo e non esattamente logico sotto l'aspetto tecnico-tattico, ma, a differenza di quanto accadeva negli anni più recenti, estremamente suggestivo,  ottimamente condotto e realizzato da Adrianone nostro. Con la lungimiranza e la competenza che da sempre mi contraddistinguono, giudico immediatamente il botto Ibra-Binho una mossa potenzialmente decisiva a livello sia tecnico sia psicologico, e sentenzio che si tratta di una mossa che potrebbe consentirci di tornare a vincere qualcosa (il fatto che nel 2010 il sottoscritto abbia cannato praticamente ogni pronostico suscita qualche preoccupazione, ma nessuno dei lettori è così crudele da farmelo presente).

Il blog. Comincia  la sua terza stagione di vita perdendo improvvisamente Adamos, valente redattore nonché mio fidato braccio destro. Non voglio tirarmela troppo, per carità, 'sto blog è nulla più di un passatempo, tuttavia credetemi, un braccio destro è utilissimo se si vuol fare girare un minimo anche una sciocchezza qual è questo spazio. Fatto sta che Adamos ci abbandona, ed io mi trovo a dover affrontare un atroce dilemma: a chi affidare l'onore e l'onere del post post partita?  Non si tratta di un problema risibile: scarto immediatamente l'ipotesi di occuparmene personalmente (fossi matto); inoltre c'è Darko che è un fannullone mai visto, mentre i giovani M90 e MdM, in quanto giovani, pensano a ben altro (ci pensano solo, sia ben chiaro, ma anche questo toglie loro parecchie energie) (e parecchie diottrie). Per fortuna si offre l'elegante penna di Kalunaaat, che fino a questo momento ha stentato a trovare  una propria collocazione: la scelta si rivela un successone.

Il Milan. Ad un certo punto si ritrova davanti a tutti. Inaspettatamente, per certi versi.  D'altronde un'Inter con così tanti problemi nessuno di noi, anche il più ottimista anti-interista, penso potesse immaginarla. Un'Inter distratta da tutto: da un po' di prevedibile sazietà, da un'impressionante sequenza d'infortuni, dalla Coppa Del Mondo divenuta improvvisamente prestigiosa e finita per essere contesa con successo al mostruoso Mazembe. Un'Inter che, successivamente all'epica, sudata vittoria contro i maestri africani, pur di liberarsi di un Benitez reo di avere sui coglioni il dio di Appiano (come peraltro  la quasi totalità dell'ambiente del calcio mondiale) (ma la colpa è della quasi totalità dell'ambiente del calcio mondiale da tempo intellettualmente prostituitosi), accoglie a braccia spalancate il nuovo comandante, tal  Bellicapelli, ex eroe cacciavite, ingaggiato da Moratti al solo scopo di ripagarci con la stessa moneta dopo il presunto dispetto-Ibra. Col risultato di ritrovarsi in casa un allenatore che non conosce le fase difensiva oppure la considera una superflua cazzata. Ciononostante Bellicapelli parte bene, poiché non sarà un fenomeno della panca ma neppure l'incapace che noi cacciaviti traditi tentiamo di dipingere;  in ogni caso, Bellicapelli, per un certo periodo fenomeno lo sembra veramente, ma è per via degli ammutinati (anzi, gli ammoutinati) i quali, pur di fare passare per mentecatto il vecchio comandante del vascello, s'impegnano alla morte e ingigantiscono le qualità di quello nuovo. Un terribile smacco si profila all'orizzonte per noi. L'Inter compie un'entusiasmante rimonta (detta anche Leomuntada) (o meglio Leomountada) che la porta ad appena due punti dal Milan alla vigilia del Derby, sfida pregna di un'importanza che da qualche tempo era venuta a mancare, principalmente per colpa nostra.

Il blog. Vive  primato  e rimonte delle avversarie in modo sorprendente; il bel clima sereno goduto dal blog nel cosiddetto periodo perdente – dalla nascita ai giorni nostri per intenderci – si è inacidito; milanisti che si accapigliano fra loro per i più disparati motivi (le solite cose: allenatori, giocatori, io capisco di calcio, tu neanche un po', cose così) (per motivi più seri tipo la figa neanche a parlarne), interisti che, man mano che le giornate dei cacciaviti in testa alla classifica si protraggono, perdono stranamente la voglia di commentare e spariscono dalla circolazione, oppure aumentano il livello di aggressività verbale (che già nell'Interista medio è superiore alla norma).

Il Milan. Nel corso della stagione si presentano non poche difficoltà. Da un certo punto in avanti Ibra decide che è giunto il momento di riposare, e, siccome Acciuga da quell'orecchio non ci sente, si affida al giudice Tosel, affibbiando una manata in mondovisione ad un collega e mandando ripetutamente affanculo un guardalinee. Inoltre, l'incredibile sequenza d'infortuni spetta anche a noi; la società compie un altro encomiabile sforzo per ovviare al problema intervenendo pesantemente sul mercato invernale, ma purtroppo è costretta ad acquistare  giocatori che sul fronte Champions non si possono utilizzare. Champions che si conclude con un mezzo disastro, ma francamente, per quest'anno, di questa competizione in ogni caso fuori portata, frega assai poco a noi, alla società, di conseguenza ai giocatori. Veniamo eliminati dal Tottenham, squadra assai modesta per giunta priva del proprio miglior giocatore; però massacriamo i cugini nel derby per la seconda volta in stagione, ed è la goccia che fa traboccare il vaso.

Il Blog. I cugini, dopo le sberle del derby (tre dicasi tre) si inacidiscono ulteriormente, abbandonano la baracca che tanto gentilmente li aveva accolti adducendo motivazioni fantasiose, poi rientrano  improvvisamente.  C'è il primo ban della storia del blog, e si tratta di un milanista, uno di quelli che ne capisce a pacchi e  ritiene che gli altri debbano darsi all'ippica.  Non si capisce più un cazzo,  pure Kalunaat va in confusione e, per seguire l'andazzo, decide d'incazzarsi pure lui e di abbandonare la redazione e forse anche il blog. Poi rinsavisce, si ricorda di esser cacciavite, si rende conto che mollare il post post partita  proprio in prossimità del traguardo è un po' da pirla e torna sui suoi passi.

Il Milan.  Alla fine vince lo scudo dopo otto lunghi anni. Per merito di tutti, della società, di quel vecchio bastardo di Adrianone nostro ma soprattutto dell'allenatore, il cui lavoro è stato meno semplice di quanto possa essere sembrato; merito anche di Silvietto va', non foss'altro per il fatto che è stato meno tirchio rispetto al recente passato; inoltre  ha parlato poco di Milan, riducendo così giocoforza le possibilità di sparare le sue solite dannose minchiate. Ringhio, dopo quella in Champions, fa la seconda figuraccia stagionale coadiuvato dai cervelloni della curva che lo riprendono mentre insulta ripetutamente Bellicapelli, pubblicando poi la scenetta su YouTube, in modo che lo vedano tutti. Anche gli interisti la vedono, e ad essi ovviamente non par vero di alzare il solito ditino moralizzatore, scordandosi dei gestacci e degli insulti del loro onesto e corretto Presidentissimo nei confronti dell'ex Ronaldo in occasione di un derby di qualche anno fa. Si esce dalla Coppa Italia in semifinale contro il solito Palermo, ma francamente, a parte la delusione  nel momento della sconfitta, chissenefotte. Per gli interisti ovviamente l'evento acquista immediatamente le sembianze di una trionfale rivincita.

Il Blog. La prima vittoria lo cambia. E' normale che sia così.  Le sorti della squadra in onore della quale questo spazio è stato creato incidono ineluttabilmente sui rapporti che vi si creano all'interno, purtoppo anche negativamente. Ce ne faremo tutti una ragione. Compresi coloro che hanno fatto in modo di non poter più commentare qui, suppongo. Comunque sia, inizia una nuova stagione, per il Milan, per il blog: in bocca al lupo ad entrambi.