A TUTTO CAMPO….GHOST TO GHOST

9ª giornata

Stasera l’anticipo tra Juventus e Fiorentina apre una giornata interessante. Entrambe sono reduci da due pareggi consecutivi e, soprattutto i torinesi, vogliono mantenersi in quota alta di classifica. I viola, in caso di sconfitta, probabilmente saluteranno l’allenatore. Domani va in scena il big match tra Napoli e Udinese. Molto interessante e con i friulani in piena salute, fisica e mentale, con la miglior difesa del Campionato. Solo 1 gol subito, dal Faraone. Lazio e Catania si affrontano nell’altro incontro in evidenza. I Romani sono reduci da tre vittorie consecutive. Atalanta e Inter, partita delicata per i nerazzurri. Quelli di Milano. Genoa e Roma hanno le panchine a rischio. Di più i liguri, in serie negativa da 4 partite, anche se nell’ultimo turno a Torino hanno dato segni di risveglio. Il Cagliari vuole proseguire la striscia positiva in quel di Cesena dopo il buon pareggio con i partenopei. Il Palermo affronta il Lecce e non sarà facile. Novara e Siena lottano per non restare invischiati nelle zone basse, così come il Chievo cerca il riscatto contro il Bologna per tirarsi più su. Il Milan, infine, affronta il Parma. Ducali che hanno recentemente violato il San Paolo, ma che a San Siro non hanno buona tradizione. Dal 1996 non fanno bottino pieno. Noi abbiamo, finora, segnato più di tutti (12). Ma ne abbiamo incassati quasi lo stesso numero (11). Giovinco con 5 reti è il loro capocannoniere, ma farei molta attenzione a Morrone, ultimamente in buono stato di forma.
Sarebbe anche auspicabile una gestione più accorta nella formazione iniziale. Domenica sono stati commessi errori che potevano costarci caro.

Ok, qui finisce la presentazione della giornata di calcio.
Più sotto continuo con una riflessione, personale, in relazione a quanto successo a Marco Simoncelli. Ho letto che verrà ricordato allo Stadio, domani sera. Doveva andarci per vedere la partita e in settimana era anche atteso a Milanello. Ma non sarà così.

Chi vuole può proseguire la lettura. Oppure fermarsi qui. Preferisco tenere le due cose separate. Come è giusto che sia.

Sono due giorni che mi frulla nella testa, il volto di quel simpatico capellone che sembra un personaggio dei Cartoons. Fatico molto a mantenere il distacco dalla vicenda. Anzi, non ci riesco proprio.
Domenica mattina, dopo aver conosciuto l’entità della tragedia, il pensiero è andato a quel signore che tanto assomiglia al Sic. A Paolo, il suo papà.
Si, perché ho realizzato in un lampo, che mio figlio più grande ha la stessa età di Marco. E un brivido mi ha scosso. Ho pensato a quante levatacce, rinunce e sacrifici avrà fatto per quel ragazzone, amante dei motori. Quante volte avrà gioito, imprecato, pianto, esultato.
Come i papà e le mamme che, con infinito Amore, sono sempre al fianco dei propri figli. Nella vita come anche nello sport. Li vedi crescere, maturare, diventare grandi. Ne condividi le gioie e le sofferenze. Spesso critici, ma sempre orgogliosi e indulgenti quanto basta.
Anche noi, io e mia moglie intendo, abbiamo sempre seguito i nostri figli nelle loro attività sportive. E continuiamo a farlo. Domenica, e insolitamente l’ho anche scritto, eravamo con il nostro Marco alla partita. Si, Marco anche lui. Coincidenza.
Penso dunque a quest’uomo, a sua moglie e alla figlia. Sorellina che il Sic amava moltissimo. Penso alla sofferenza e al dolore che li ha pugnalati in pieno petto. Da domenica, nulla è più come prima. E mai più lo sarà. E’ una tragedia sportiva, d’accordo. Ma soprattutto c’è una famiglia che sta soffrendo tanto. Con dignità. In questo sport la consapevolezza del rischio è assodata. Anche se quando capita qualcosa di così grave, comunque, non ci sono parole, amici, parenti, soldi o altro, che possano lenire questi tormenti. Siamo tutti uguali di fronte a questi fatti.
Quanto di bello è stato costruito e rinnovato, giorno dopo giorno, può aiutare ad andare avanti. Ma molto lentamente. E non sempre riesce.
Bisogna preoccuparsi, ed avere cura, di chi resta a sopportare questo macigno. Chi se ne è andato, ormai, non soffre più.

Idealmente li abbraccio tutti e tre. Gli auguro di tenere duro, di non mollare. Mai.
Tra le tantissime immagini che ho visto, questa è quella che mi piace di più. E con questa lo saluto.
Con un bacio. Come un figlio.

Ciao Marco