Rientro a pieno regime nel mondo Milan e, soprattutto, nel mondo di Screwdrivers! Nell’ultimo mese nessuno ha giustamente sentito la mia mancanza, nè alcuno ha desiderato rileggere le mie elucubrazioni calcistiche. Eppure sono di nuovo qua a tediarvi (eheheheh!) in forza di un contratto a tempo indeterminato che mi lega a doppio filo con il blog e che, in un momento di disoccupazione giovanile alle stelle, non lascerò mai. Mai, mai mai!

Milan. La forzata e piacevole assenza dall’Italia, mi ha permesso di guardare con disincanto l’attuale Milan. Eccezion fatta per Milan – Napoli (seguita su un canale tragico come Rai International), nulla di Milan ho visto per circa 20/25 giorni. Ajax – Milan e Juventus – Milan sono state osservate con occhi vergini e scevri da precedenti valutazioni e/o condizionamenti. Posso affermare con sufficiente certezza che facciamo “cagare a spruzzo”. Da sempre mi sono contraddistinto per analisi tattiche. Oggi non ne sono capace. Facciamo “cagare a spruzzo”. Abbiamo un portiere indecoroso, una fase difensiva tragicomica e un assetto offensivo casuale. Ribadiamo il concetto: facciamo “cagare a spruzzo”. Mi permetto un solo appunto. A posteriori reputo l’idea di cambiare sistema di gioco, faticosamente consolidatosi con un’inattesa rimonta, una sciocchezza. Non abbiamo sostenuto il cambiamento con un mercato adeguato e la perdita sul terreno di gioco di 2 esterni d’attacco (molto difensivi!) ha fatto la differenza. Il 4-3-3 (o 4-5-1!) era il modulo corretto, volendo cambiare abbiamo nuovamente buttato via un anno di lavoro.

Chiusura di San Siro. La sanzione inflitta al derelitto Milan è quanto di più ridicolo, ipocrita e patetico, la giustizia sportiva potesse partorire. Se questa è la strada per combattere la discriminazione “territoriale”, abbia la burocrazia sportiva, finalmente, il coraggio di chiudere tutti gli stadi. Riguardare retroattivamente tutte le partite, ascoltare i cori, leggere gli striscioni, dovrebbe condurre ad un’unica ed analoga soluzione: la cancellazione dei tifosi dallo stadio, siano essi ultras o bambini. Siamo sempre più un paese ridicolo. Siamo un paese in cui chi ci guida è capace di essere estremamente razzista ed estremamente anti-razzista nel giro di pochi giorni. Il giovedì, piangendo lacrime di coccodrillo, accettiamo che 300 uomini circa muoiano al largo della nostre coste. La domenica non tolleriamo un insulto che risale ai tempi del Regno delle Due Sicilie. Apparirà un paragone ardito, ma disegna bene i contorni del nostro sedicente stato di diritto.

Honeymoon – Durban. Sono arrivato a Durban la sera del 9 settembre. Pioveva e c’erano 10°/12°. Ho esordito con la guida “all’inglese” in autostrada. Ho rischiato vita e divorzio al terzo giorno di matrimonio. Durban è una città strana, come tutte le città sudafricane. Povera nel centro. Ricca in periferia. Il centrocittà è popolare, sbiadito, ruvido e, per certi versi, inquietante. Grossisti improponibili si alternano a miriadi di rivenditori di auto e autofficine. L’automobile in Sudafrica è ancora uno status symbol. I bianchi sono ammassati nei loro eden periferici. Si godono le ville e l’oceano. Vedere Durban è un’esperienza di vita. Per chi arriva dall’Europa, rappresenta un crudo impatto con la contraddittoria e affascinante realtà pseudo-moderna dell’Africa.