Questa partita contro il Parma è, a mio avviso, più pericolosa (a priori) di quella all’Olimpico con la Lazio. Si arrivava a quell’incontro con una formazione inesplorata che doveva andare in trasferta a cercare di sopravvivere contro la rivale in classifica – e, bisogna dirlo, di riffa o di raffa, missione compiuta.

Qui, invece, pur ancora con infermeria piena, si incontra in casa un avversario che potrebbe sembrare più abbordabile, ma che non lo è, come mostrano risultati e gioco. La partita di Europa League contro il Dudelange, inoltre, ha fatto vedere come sia i comprimari, sia i pochi titolari disponibili, non garantiscano la concentrazione al 100% nel momento in cui bisogna colpire duro (cosa che si è notata anche in almeno due o tre partite di campionato non portate a casa).

Quello milanista, in generale, al momento non sembra né totalmente un ambiente da caricare o da motivare, né una situazione da gestire con semplicità. Vedo tutto abbastanza sfaccettato. Credo che la navigazione giorno per giorno sia tremendamente complicata per il Milan a questo punto. Le mancanze in rosa rendono il futuro incerto. Le opportunità possono stimolare le riserve, che però, allo stesso tempo, potrebbero avere una tendenza a strafare, o anche a sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà. Le prestazioni vedono una squadra in difficoltà e qualcosa brucia, come la sconfitta all’ultimo (seppur meritata) nel derby, ma la classifica dice che il Milan è a un punto dalla zona Champions League. Il big Higuain borbotta, ma le notizie di calciomercato ci dicono che la società vuole rinforzi sostanziali per il calciomercato di gennaio, mentre aspetta di vedere quali restrizioni arriveranno dalla UEFA. Gattuso, infine, è spesso messo sulla graticola.

La mia idea è che l’approccio del mondo milanista (mister, giocatori, dirigenti, staff tecnico, tifosi) a questa situazione debba essere uno solo: la zuppa si fa con gli ingredienti che si hanno a disposizione. Chiedere la testa dell’allenatore? Zamparinate.
Lamentarsi di Borini in campo? Va bene, sono d’accordo, non l’ho mai amato, ma avete visto la lista degli infortunati di una rosa che doveva essere ricostruita anni fa?
Volete vedere qualcosa di diverso in campo? Mi spiace, il bel giuoco (cit.) non è nel menù di oggi.

Guardate le classifica: i due appuntamenti consecutivi a San Siro contro Parma e Torino ci diranno probabilmente che stagione faremo, non qualche big match perso o mezz’ora di brutta figura contro dei semi-dilettanti del Lussemburgo.

Gli avversari – Gli emiliani ci sono dietro di due punti. Sono un po’ la sorpresa stagionale, anche se, almeno a quelli della mia generazione, il Parma fa venire alla mente sempre una squadra di un certo prestigio. Vengono da 7 punti in tre partite, a San Siro hanno già vinto, hanno un portiere non pessimo, un centrocampo ben assortito, e Gervinho e Inglese che davanti creano problemi agli avversari. Certo, si tratta sempre di una squadra dove può capitare che qualcuno, come l’ivoriano ex Arsenal e Roma oppure come il centrocampista sloveno Stulac, abbia dei passaggi a vuoto – buon per noi. Questi vengono a Milano per fare il colpaccio, a mio avviso. Teniamoli a bada.

Le altre – Ci sono vari incontri importanti in questa giornata: FiorentinaJuventus, RomaInter e AtalantaNapoli su tutte. Diciamo che, rispettando il pronostico, queste partite potrebbero aiutare involontariamente il Milan a scrollarsi di dosso qualche inseguitrice (anche se il Napoli a Bergamo potrebbe soffrire).

Da seguireAtalantaNapoli.

Da evitareSPALEmpoli.

IL PROGRAMMA DELLA 14a GIORNATA

Sabato 1° dicembre 2018
ore 15:00 – SPAL-Empoli
ore 18:00 – Fiorentina-Juventus

ore 20:30 – Sampdoria-Bologna

Domenica 2 dicembre 2018
ore 12:30 – Milan-Parma
ore 15:00 – Frosinone-Cagliari
ore 15:00 – Sassuolo-Udinese
ore 15:00 – Torino-Genoa
ore 18:00 – Chievo-Lazio
ore 20:30 – Roma-Inter

Lunedì 3 dicembre 2018
ore 20:30 – Atalanta-Napoli